Dark Souls Remastered, Recensione Switch | Anime Oscure per Nintendo

In ritardo rispetto alle versioni uscite sulle altre console e dopo un’attesa dovuta chiaramente a un lavoro di ottimizzazione più travagliato del previsto, Dark Souls Remastered arriva finalmente anche su Switch. I possessori della console ibrida di Nintendo sono dunque gli ultimi a poter giocare a una delle opere più iconiche della storia del medium, e per la prima volta, dettaglio non da poco, potranno farlo anche in portabilità.

Un Dark Souls itinerante

Così come spiegato nella precedente recensione per PS4, ribadiamo che raccontare la storia di Dark Souls è ormai un pleonasmo: si tratta di un titolo che ormai chiunque conosce, motivo per cui vi consigliamo di approfondire nei giusti canali tutto ci che ruota attorno a questo misterioso e oscuro mondo. Attraverso un’autocitazione è pero doveroso ripetere quale sia l’incipit da cui è nato il mito.

Dark Souls Remastered Switch

“Nell’era degli Antichi, quando il mondo era ancora amorfo e stritolato dalle spirali dense della nebbia, il fuoco generò la diversità, e con essa, tutto ciò che fu l’humus della vita. Poi, dall’oscurità emersero degli esseri, i quali ritrovarono le Anime dei Lord tra le fiamme: Nito, il primo dei Morti; la Strega di Izalith e le sue Figlie del Caos; Gwyn, Signore del Sole e il Nano furtivo.
Costoro ebbero l’ardire e la forza di sfidare i potenti e antichi draghi, fino a riuscire nella loro impresa e portarli all’estinzione.

Fu dopo questo evento apocalittico che nacque l’Età del Fuoco, ma ben presto la fiamma si affievolì fino ad estinguersi, cedendo il passo alla notte eterna.

Il vostro pellegrinaggio avrà luogo a Lordran, che col suo essere intricato e tentacolare si rivela probabilmente il miglior esempio di level design dell’intera serie”.

Potrete adesso godervi in giro le vostre morti a ripetizione e rivivere ancora una volta i segreti sepolti in quel mondo intricato, cupo e ricco di storie sommerse.

A scanso di equivoci, ribadiamo che nulla di nuovo è incluso in questa versione, e che in fin dei conti si tratta di un semplice porting che ha dovuto attendere ai box qualche mese in più del previsto poiché l’architettura di Switch non consentiva di traslare il prodotto senza qualche grattacapo. E in effetti, dopo averlo provato, qualche difficoltà è apparsa subito evidente.

Dark Souls Remastered Switch

Gli ultimi saranno i primi… o forse no?

Lo diciamo chiaramente e senza troppi giri di parole: la versione Switch di Dark Souls Remastered non è di certo la migliore del lotto, e se considerate che già l’uscita su PS4 e Xbox One non era esente da qualche sbavatura e mancanza, potrete tutto sommato comprendere quanto le limitazioni siano in questo caso più evidenti.

Dark Souls Remastered Switch

Si parte dalla luminosità e dall’impatto globale che si ha: in modalità docked Dark Souls Remastered è infatti un po’ più fosco e ha dunque una minore nitidezza dell’immagine. Se confrontata con le altre versioni, la resa è quasi impercettibilmente meno convincente. Si nota oltretutto qualche ritardo sonoro, con dei rumori che talvolta arrivano in lieve differita, creando un effetto straniante da perdita della sincronizzazione.

Niente di grave, sia chiaro, ma quando succede, se ci badate abbastanza, ve ne accorgerete. Sempre rimanendo in modalità docked, il cruccio più grande è rappresentato dal frame rate, che non riesce a mantenere i fatidici 60 fps. Se le versioni per le altre console erano quasi un miracolo, considerando quanto farraginoso era l’avanzamento in determinate aree come La Città Infame, questa per Switch non sempre riesce a mantenere una corretta stabilità. Dark Souls Remastered appare qui più appesantito, come se faticasse a raggiungere quello standard così tanto richiesto dalla community.

Dark Souls Remastered Switch

In modalità portatile Dark Souls Remastered è invece davvero ottimo: a dispetto di un ovvio calo della risoluzione, la fluidità ne guadagna in maniera evidente, rendendo il gioco molto più godibile e al passo coi tempi.

L’ultima nota è rappresentata dall’online e dal PVP, che rappresentano una vera incognita: il servizio online è stato appena lanciato e la community di Nintendo potrebbe non accorrere in massa per riempire i server.

- Giocarlo in portabilità ha tutto un altro sapore
- In modalità portatile risulta essere molto fluido...
- Mentre in modalità docked appare più appesantito
- Non è la versione migliore del lotto

7.7

In conclusione, dopo tante fatiche, Dark Souls Remastered arriva su Switch rivelandosi una versione qualitativamente non al top rispetto alle altre. La presenza di qualche difficoltà si era intuita già dopo i rinvii, e in effetti si tratta quasi di un’operazione che si pone a cavallo tra la Prepare to Die Edition e la Remastered. Se siete tra i pochi che non lo hanno ancora giocato e volete farlo in portabilità, andate sul sicuro: Dark Souls rimane ancora un grandissimo gioco.