Cyberpunk 2077 – un nuovo inizio per CD Projekt Red

By |giugno 13th, 2018|Categories: ANTEPRIME|Tags: |

Dal teaser di cinque anni fa, appena due minuti in slow motion che avevano fatto impazzire i fan, alla presentazione in grandissimo stile durante il briefing E3 di Xbox, dove un Phil Spencer in chiusura è stato interrotto dal (finto) hacking che ha lanciato in mondo visione il reveal di Cyberpunk 2077. I ragazzi di CD Projekt Red, amati per i loro giochi e dalla stampa per i loro press kit, mostrano finalmente il loro nuovo titolo che dopo il capolavoro chiamato The Witcher non può non entrare di diritto tra i giochi più attesi di questa generazione. Cambio di stile drastico, visuale in prima persona, dinamiche GDR ma in uno shooter piuttosto che free flow: Cyberpunk 2077 abbandona completamente The Witcher e si lancia in una sfida tutta inedita, che nei 50 minuti di gameplay hands-off visti qui a Los Angeles ci ha regalato certezze ma anche qualche dubbio.

Come già accennato, il gioco sarà interamente in prima persona, tranne in alcune cutscenes e nelle scene alla guida dei veicoli: per esplorare l’enorme Night City infatti bisognerà ricorrere spesso ai mezzi, siano essi auto o moto, indispensabili per spostarsi tra i sei distretti che compongono una città ricca di sfaccettature, contraddizioni e realtà diverse tra loro. Una città che CDPR sta cercando di rendere disponibile senza alcun caricamento, proprio per restituire al massimo la sensazione di un ambiente in continuo movimento, vivente, indipendente, con numerosissimi NPC dotati del proprio ciclo giorno e notte e uno sviluppo in verticale che rende già il solo complesso residenziale dove vive V un enorme concentrato di quest secondarie e segreti, figurarsi quindi la città intera.
Il protagonista, o la protagonista, si chiama V, è un Cyberpunk, sorta di mercenari umani con upgrade bionici che svolgono il lavoro sporco sotto commissione dei fixer, qualcosa di vicino a dei boss malavitosi che agiscono da tramite tra i mercenari e i grossi clienti. Night City infatti è spezzata nella sua realtà distrettuale ma di sicuro il City Center rappresenta il fulcro principale dell’alta società, costituita dalle grandi corporazioni e dai pezzi grossi che ne fanno parte. 
Dopo aver scelto il sesso e personalizzato esteticamente il nostro personaggio, il gioco ci chiede di scegliere alcuni aspetti che a quanto pare si riveleranno essenziali più avanti, come l’evento che ha segnato la vita del nostro protagonista o il proprio idolo da bambino. Una schermata dove possiamo decidere come distribuire i punti su alcuni parametri conclude la creazione, senza possibilità di scegliere una specifica classe quindi, che ci viene detto sarà poi una conseguenza flessibile e naturale del nostro modo di giocare. Ci ritroviamo quindi in uno dei tanti edifici di Night City, durante un’operazione di recupero che ci vede impegnati contro una banda di rapitori: al nostro fianco c’è Jackie, altro mercenario e amico fidato. L’azione non tarda ad arrivare e dopo pochi minuti siamo nel bel mezzo di una sparatoria, tra ambiente che si distrugge sotto i colpi di arma da fuoco, droghe che ci permettono di scatenare un “bullet time” a rallentatore per qualche secondo e hacking in remoto che ci aiuta in tempo reale a trovare strade alternative per aggirare i nemici. Facciamo subito conoscenza anche delle risposte multiple che accompagnano i dialoghi, ma da questa demo non ci è dato sapere se risposte diverse possono far evolvere la missione in un senso diverso da quello che abbiamo visto. 
Dopo questa prima fase passiamo al vero obiettivo della demo: una quest ben precisa, ma con un obiettivo in grado di essere raggiunto in diversi modi. Senza fare troppi spoiler, il fixer che ci assegna il lavoro vuole ottenere un oggetto da una banda di cyber criminali, ben armati e potenziati bionicamente, ma il semplice acquisto non è fattibile e sta a noi sfruttare le circostanze per capire quale approccio scegliere: possiamo chiedere aiuto ad un agente delle corporazioni che vuole eliminare questa banda, o andare all out e farci strada a suon di proiettili, o tentare di entrare con le buone per poi sovvertire i nemici e così via. Uno dei principali fattori di Cyberpunk 2077 è questa libertà di approccio e l’intera sequela di conseguenze che risulta da ogni singola scelta, siano esse positive o negative, all’interno di un mondo ricchissimo di vita, di possibilità, di opzioni, di misteri da scoprire e di situazioni difficili da affrontare. 
Il combat system ci è sembrato frenetico, ben equilibrato ma soprattutto appagante e coinvolgente, specialmente dopo gli upgrade bionici di V che si è dotata di un occhio e una mano potenziati, la spiegazione in game del perché possiamo vedere vita dei nemici, munizioni mancanti, punti di interesse e persino qualche trick speciale, come la traiettoria dei proiettili dopo il rimbalzo su un muro, utile a colpire i nemici che si riparano dietro un angolo. Questi sono solo alcuni dei vantaggi dei potenziamenti bionici, sparsi in tutto il gioco on caratteristiche diverse, ma a fare la differenza son ovviamente anche le armi. Nella missione mostrata V riesce a recuperare dal nascondiglio della gang un fucile e un mitra davvero devastanti, con il primo in grado di sferrare due colpi a corto raggio ad altissimo danno, mentre il secondo dotato addirittura di tracking anti nemici. Nella fase più concitata dello scontro a fuoco abbiamo potuto apprezzare anche le doti acrobatiche di V e il modo in cui lo stage può essere sfruttato in larghezza e in altezza, mentre una boss battle finale ci ha insegnato che lo scanner e l’individuazione dei punti deboli possono cambiare le sorti di ogni scontro.
Nei 50 minuti di gioco infine c’è stato anche tempo per assaporare il sistema di jack delle persone, tramite il quale è possibile collegarsi al nemico colto di sorpresa e ottenere una serie di vantaggi, come la disattivazione o l’inserimento nei loro sistemi per il jamming delle loro armi. 

– Enorme libertà di approccio
– Il mondo attorno al protagonista sembra davvero vivo
– Tecnicamente spettacolare






In appena 50 minuti di demo hands-off Cyberpunk 2077 ci ha mostrato tantissime cose, ma più di tutti ci ha fatto avere un assaggio dell’enorme e complesso mondo che CD Projekt Red sta costruendo. Un sistema completamente nuovo, una strada inedita per la software house polacca, ma un lavoro che rende palese un livello di cura e di qualità al quale ci hanno ormai abituati. Al centro di tutto c’è questo ecosistema vivente e la storia del protagonista che prende forma al suo interno sulla base delle nostre scelte, ma anche una libertà di approccio alla missione che potrebbe rivelarsi il punto di forza più concreto dell’intera produzione.
Non abbiamo gridato al capolavoro né siamo convinti sia qualcosa di incredibile o rivoluzionario, ma questi 50 minuti sono bastati a catturare la nostra attenzione e a farci sperare di vedere al più presto maggiori contenuti.
Se a queste sensazione positive si aggiunge la fiducia che i ragazzi di CD Projekt Red meritano per il lavoro fatto in passato e la dedizione che hanno sempre dimostrato, allora possiamo confermare che Cyberpunk 2077 potrà dire la sua nel panorama dei grandi titoli di questa generazione.