Crawl – Intrappolati | tra coccodrilli e uragani

La nostra disamina di Crawl - Intrappolati, la nuova pellicola di Alexandre Aja

RECENSIONE CINEMA
A cura di Silvio Mazzitelli - 22 Luglio 2019 - 10:52

Il caldo estivo porta con sé una selezione di nuovi film horror per rinfrescare il pubblico con un po’ di brividi di paura. Sin dai tempi dell’appuntamento con la notte horror di Italia 1, questo genere spaventoso ha sempre accompagnato le notti più lunghe dell’estate e anche al cinema non mancano le novità. Titolo di punta in uscita il 15 agosto è Crawl – Intrappolati, film diretto da Alexandre Aja, regista francese che in passato ha già diretto diversi horror come il remake de Le Colline hanno gli Occhi del 2006 e Piranha 3D. Alla produzione troviamo invece il leggendario Sam Raimi, che ha donato a questo genere la serie La Casa, ormai un vero e proprio film di culto.

Il terrore proveniente dall’acqua è un canovaccio ricorrente nel genere sin dai tempi de Lo Squalo di Spielberg e stavolta abbiamo a che fare con degli alligatori piuttosto invadenti ed estremamente pericolosi, inseriti in uno spazio claustrofobico e originale, come lo scantinato di una casa, in cui è ambientata la maggior parte del film.

 

Se ti dicono di tornare indietro perché è pericoloso, tu fallo

La storia vede come protagonista la giovane promessa del nuoto Haley Keller, interpretata da Kaya Scodelario (famosa per i suoi ruoli in Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, Maze Runner e nella serie TV Skin), sempre in competizione con le altre nuotatrici della sua squadra per poter mantenere la sua borsa di studio. Da notare che la ragazza è un’esperta dello stile libero, che in inglese si dice proprio crawl, come il titolo del film. Dopo uno dei suoi tanti allenamenti Haley riceve una chiamata dalla sorella, preoccupata per il padre, che, appena uscito da un brutto divorzio, non risponde al telefono proprio mentre sta per arrivare un pericoloso uragano. La protagonista non ha un buon rapporto con il padre, che è stato anche il suo vecchio allenatore di nuoto, ma decide comunque di recarsi alla vecchia casa di famiglia per assicurarsi che stia bene.

Qui la giovane troverà solo il simpatico cane Sugar, mentre non ci sarà traccia del genitore. Ad Haley non resta che scendere nello scantinato, dove finalmente troverà il padre svenuto a causa di una brutta ferita, e ben presto scoprirà che non è il solo a strisciare nel buio della cantina: dei temibili alligatori sono entrati all’interno della casa dal canale di scolo e i due protagonisti dovranno trovare un modo per uscire, senza essere mangiati vivi, prima che le fondamenta si allaghino completamente a causa dell’uragano ormai prossimo all’arrivo.

Il basso budget di circa 17 milioni di dollari viene gestito in maniera furba per quanto riguarda la scelta della location e dei personaggi in scena, quello che però manca nel film sono le idee. Sin dall’inizio lo spettatore sentirà il peso di tutti i cliché tipici del genere; un complicato rapporto tra padre e figlia che si evolverà in meglio a causa del grande pericolo, il talento nel nuoto e altri dettagli a lui legati che sembrano fatti apposta per questa situazione disperata (tanto che il padre incoraggiava la figlia sin da piccola definendola un superpredatore), i momenti di spavento telefonati, anche se c’è da elogiare l’utilizzo minimo dei jump scare, cosa che non era affatto scontata.

La pellicola dura quasi un’ora e mezza, che però passa in maniera molto lenta. Fare un film di questa durata dedicato a due persone intrappolate in uno scantinato insieme a dei coccodrilli mantenendo alto il ritmo è difficile e infatti, per allungare il brodo, gli sceneggiatori hanno ben pensato di far compiere ai personaggi scelte stupide e prive di senso, a volte forzando le scene in maniera esagerata pur di farle funzionare. A salvare in parte la situazione è la regia, che riesce a creare la giusta tensione in diversi momenti della pellicola, con un’ottima direzione dei due protagonisti, ma ciò non basta certo a far emergere Crawl dalla massa di film horror senza arte né parte.

+ Idea interessante...
+ Regia più che godibile
- ... ma con troppi cliché tipici del genere
- Sceneggiatura con diverse problematiche

5.5

Il nuovo horror di Alexandre Aja parte da un’idea tutto sommato originale e possibilmente intrigante, peccato che i buoni propositi si perdano dietro ai cliché tipici del genere e a scelte di trama dettate soltanto dalla necessità di guadagnare minuti. Se cercate un film horror senza troppe pretese e con un’ambientazione atipica allora Crawl – Intrappolati potrebbe anche farvi passare un’ora e mezza in spensieratezza, altrimenti vi consigliamo di passare oltre.




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