Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – Recensione

Call of Duty arriva su mobile… ma quale Call of Duty?

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 4 Ottobre 2019 - 11:50

In attesa dell’arrivo di Call of Duty: Modern Warfare questo 25 Ottobre, i fan della celebre saga di sparatutto hanno da qualche giorno avuto la possibilità di mettere finalmente le mani su Call of Duty Mobile, titolo pensato per smartphone uscito da un lungo periodo di beta testing. In un certo senso, questo spin-off si propone come una parziale sintesi di ciò che il franchise è stato sino ad ora, proponendo elementi provenienti da diversi capitoli, dai Modern Warfare ai Black Ops. Noi, ovviamente, non potevamo esimerci dall’imbracciare il nostro M4 di fiducia e gettarci in questa mischia virtuale; adesso siamo pronti a darvi il nostro giudizio sul titolo.

Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – Recensione

Call of Duty arriva su mobile… ma quale Call of Duty?

Avviata l’app di Call of Duty Mobile, un corposo tutorial guiderà i nostri primi passi all’interno del gioco, illustrandoci le diverse opzioni disponibili e le principali modalità presenti nel titolo. Call of Duty Mobile, al momento della stesura di questo articolo, si divide in due modalità principali: la classica modalità multigiocatore e la battle royale, già vista in Black Ops 4. La terza modalità, dedicata agli ormai immancabili zombie, non è attualmente disponibile, e probabilmente ve ne parleremo in futuro, non appena l’update ad essa dedicato sarà disponibile. Per adesso, partiamo dalla modalità multigiocatore. Come da titolo del paragrafo, quando si parla di un franchise come Call of Duty si fa riferimento ad una serie che conta decine e decine di titoli al suo interno; è dunque legittimo chiedersi quali siano state le fonti di ispirazione di questo spin-off, tanto a livello di ambientazione quanto a livello di gameplay. Avviando la prima partita multigiocatore, avrete subito la risposta: innanzitutto, la selezione di mappe presenta ambientazioni provenienti da diversi capitoli della saga (Black Ops 1, Black Ops 2, Modern Warfare, WWII…), senza offrire per adesso scenari originali. Questo farà la gioia dei veterani: sebbene il numero delle mappe sia eccessivamente basso, almeno per il momento, la loro qualità è senz’altro ineccepibile, con grandi ritorni del calibro di “Crossfire”, “Hijack”, “Firing Range”, la mitica “Nuketown” ed altre.

Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – Recensione

Una volta entrati in azione, ci accorgiamo subito che il feeling è senz’altro vicino alla recente approccio “boots on the ground” adottato tanto da WWII quanto dal nuovo Modern Warfare. In generale, proprio la sotto-serie Modern Warfare è il termine di paragone più vicino per quanto offerto da Call of Duty Mobile, tanto nel gameplay quanto nella personalizzazione delle classi. I comandi, ovviamente, sono stati adattati ad uno smartphone, e dobbiamo dire che, pur perdendo in immediatezza, essi riescono comunque ad essere abbastanza intuitivi da non compromettere il godimento del gioco. Per quanto riguarda la personalizzazione delle classi, come dicevamo il modello adottato è simile a quello dei Modern Warfare: avremo a disposizione uno slot per arma principale, arma secondaria, granate, abilità operatore e tre slot per le perks. Un ritorno al passato, se vogliamo, o al futuro se consideriamo che il nuovo Modern Warfare tornerà proprio a questo modello. In ogni caso, il gioco si rivela estremamente divertente da giocare: Call of Duty Mobile gioca sicuro, e nel farlo riprende tutti gli elementi che hanno caratterizzato in positivo i migliori episodi della saga. Certo, ci sono delle migliorie da apportare: come dicevamo, il numero di mappe è fin troppo esiguo, ed anche le modalità di gioco scarseggiano; tuttavia, considerando che il gioco è appena stato reso disponibile, non dubitiamo del fatto che Activisione  Tencent porranno rimedio a queste mancanze.
Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – Recensione

Battle Royale nel palmo di una mano

La seconda portata di questo Call of Duty Mobile è costituita da una battle royale riveduta e corretta, che prende ispirazione dal lavoro svolto da Treyarch su Black Ops 4. In questa modalità, la personalizzazione del personaggio è differente: è possibile scegliere tra diverse classi disponibili, ciascuna dotata di abilità uniche, che serviranno soprattutto nel caso di giocare in una squadra di più giocatori. È infatti possibile partecipare a tre tipologie di battle royale: tutti contro tutti, squadre di due giocatori e squadre di quattro giocatori. Come da tradizione per il genere, la partita comincia con il classico lancio dall’alto, che ci permetterà di cominciare la nostra scalata verso la vittoria dalla posizione che preferiamo. Al momento, è disponibile una sola mappa, “Isolated”; per la verità, proprio come in Black Ops 4, questa mappa racchiude, al suo interno, diverse mappe provenienti da numerosi titoli della serie principale (e non dai soli Black Ops), che fanno la loro comparsata come zone di battaglia. Ovviamente, le partite in questa modalità sono più lunghe, considerando che i giocatori contemporaneamente attivi sono cento. In ogni caso, si tratta di una modalità inaspettatamente divertente, che riesce a sposare proficuamente il gameplay di Call of Duty con le dinamiche tipiche dei battle royale, senza niente da invidiare a Blackout. Certo, anche in questo caso si sente una carenza di mappe e modalità (soltanto una mappa ed una modalità), ma dobbiamo sempre considerare che si tratta di un free-to-play appena lanciato sul mercato, dunque nuovi contenuti arriveranno col tempo.

Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – Recensione

Crediti, Punti COD, pass battaglia e chi più ne ha, più ne metta

Trattandosi di un titolo free-to-play, non potevano ovviamente mancare le microtransazioni. Come spesso accade, abbiamo due tipologie di in-game currency: i crediti, ottenibili semplicemente giocando; e i punti COD, che invece devono essere acquistati con denaro reale. Nello shop del negozio, esiste una sezione apposita per gli oggetti acquistabili con i semplici crediti, mentre per tutto il resto (loot box comprese) bisogna ricorrere ai punti COD, e quindi al denaro reale. Fortunatamente, sembra che tutto ciò che viene nascosto dietro questo paywall sia completamente accessorio: stiamo parlando di skin per le armi, oggetti per l’editor del personaggio e cose di questo genere. Nonostante il gioco sponsorizzi costantemente la possibilità di accedere a questi contenuti tramite i punti COD o il pass battaglia premium (pass a pagamento che garantisce maggiori ricompense per gli obiettivi portati a termine), possiamo dire che, giocando, non abbiamo mai sentito la necessità di spendere qualcosa, né ci siamo sentiti frustrati in qualche modo.

Call of Duty Mobile, CoD si fa portatile – RecensioneStavolta, Activision sembra avere trovato il giusto compromesso, e sebbene una presenza così corposa delle microtransazioni possa far storcere il naso a molti (noi compresi), dobbiamo ammettere che il gioco è godibile senza mai entrare nello shop. Speriamo solo che le cose non cambino in futuro, perché l’eccessiva monetizzazione del franchise ha già compromesso la qualità di alcuni degli episodi più recenti; se dovessimo percepire uno sbilanciamento eccessivo nel corso del tempo, torneremo sulla questione in futuro.

+ Buona traduzione in ambito mobile della serie...
+ Due modalità ben distinte (e presto saranno tre)
- ... con i necessari compromessi in termini di controlli
- Poche mappe

8.0

Call of Duty Mobile è stata una piacevole sorpresa. La trasposizione della serie su telefono è ben riuscita a livello di gameplay, sebbene rinunciando alla comodità dei controlli disponibili su PC e console. Le due modalità presenti, che diventeranno tre con l’aggiunta della modalità zombie, hanno abbastanza carne al fuoco da tenervi impegnati per qualche tempo, soprattutto se gli sviluppatori riusciranno ad aggiungere con regolarità nuovi contenuti (che scarseggiano soprattutto sul fronte mappe). Le microtransazioni sono pesantemente pubblicizzate nel gioco ma, almeno per ora, non vanno ad inficiare sull’esperienza generale. Speriamo che le cose non cambino come successo con Crash Team Racing, sempre di Activision.




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