Bleeding Edge: il gioco di Ninja Theory che non ti aspetti

United we stand in Bleeding Edge

Provato E3 2019
A cura di Matteo Bussani - 11 Giugno 2019 - 15:57

Da Ninja Theory ci si aspettava tutto ma non un progetto come Bleeding Edge. Sarà che ogni tanto la voglia di cambiare sia più forte della sicurezza nel procedere su un sentiero battuto, ma se ci avessero raccontato di un 4vs4, action-brawler con evidenti meccaniche di squadra a’ la MOBA, non ne avremmo mai attribuito la paternità alla software-house di Cambridge.

Microsoft, evidentemente, una volta inglobato lo studio nell’universo dei Game Studios, ha visto i progetti e ha deciso di scommettere forte su Bleeding Edge che effettivamente è tra le uscite esclusive previste per l’imminente futuro. Si pensa infatti che la data d’uscita sia da fissare intorno a questo autunno, anche perché la prima alpha tecnica del gioco è fissata già il 27 giugno, e il gioco durante la nostra prova ci è sembrato ben più maturo di quanto ci si aspettasse. Non c’è modo migliore di provare un titolo multiplayer se non con una partita che raccoglie l’atmosfera tipica della sfida competitiva. Quattro televisori da una parte, quattro dall’altra e i rispettivi giocatori pronti a darsi battaglia.
 Prima però, c’è stato dato del tempo per apprendere le meccaniche di gioco. Un tutorial ha accompagnato i primi passi sul gioco e ci ha insegnato a menare le mani con Bleeding Edge.

Bleeding Edge Proato

Impariamo a giocare

Esiste una serie di combo base che si esegue concatenando il tasto X. Si prosegue poi con tre abilità particolari legate invece al tasto Y, al tasto B, e al tasto RB. Ogni personaggio ne ha di differenti tipologie: alcune producono danno, altre infliggono status alterati ai nemici o buff ai compagni di squadra, altre ancora consentono manovre difensive o evasive per superare indenni un attacco degli avversari. Al dorsale destro è invece legato il tasto di scatto. La maggior parte dei personaggi può utilizzare lo scatto per 2 o 3 volte di fila, per poi dover aspettare un cooldown. Il numero di scatti e la velocità di recupero dipendono esclusivamente dalla natura del personaggio, con quelli più grossi che impiegheranno davvero molto tempo a ricaricarsi, mentre i più veloci potranno quasi continuare a utilizzare l’abilità senza smettere. Infine, un altro personaggio, non aveva l’abilità di scatto, ma poteva cambiare a piacimento tra una modalità di recupero vita e l’altra di boot alla velocità, similmente a quanto fa Lucio in Overwatch. Ogni abilità speciale può avere un solo metodo di utilizzo posizionale o personale, oppure può agire su un proprio compagno o su se stesso a seconda che il relativo tasto sia premuto uno o più volte. Come nei più classici moba, basta la pressione di un tasto per attivare l’hoverboard e potersi muovere più rapidamente per la mappa. Questo serve per tornare in base e cambiare personaggio, per passare dai distributori di vita e fare il pieno o per raggiungere velocemente una zona di controllo da catturare.
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10 campioni per la salvezza

I personaggi disponibili per la demo erano in totale 10, ma ci aspettiamo di vederne di più all’uscita. Ce ne sono di tre diversi tipi: danno, support e tank. Come è evidente dal nome ognuno è pensato per essere dedicato a una particolare fase dell’azione offensiva e difensiva, ma non è tutto. Ad ogni personaggio sono assegnate due ultra mosse tra cui scegliere in partita, e ognuna va definire infine il tipo di approccio con cui giocare.

Non sappiamo quante modalità ci saranno al lancio, ma sappiamo che la modalità controllo ci sarà sicuro. Ci sono tre zone da controllare, che si sbloccano alternativamente durante la partita così da rimescolare di volta in volta le carte in tavola. Con le zone sotto al proprio controllo si guadagnano punti e vince chi prima a 500. La mappa in cui abbiamo giocato non era molto grande, e con i team da 4 giocatori ciò vuol dire che le partite saranno fatte di scontri intensi, a ritmi serrati, ondata dopo ondata, raggruppamento dopo raggruppamento. Il gioco di squadra paga tantissimo e soltanto con le giuste combo di abilità si riescono a infliggere tanti danni al nemico. Il sistema di gioco infatti si basa principalmente sulla combinazione di queste, e i danni base sono solo per mantenere attiva la schermaglia in mezzo la mappa, intimidire il nemico o infliggergli il colpo finale.

A livello di sensazioni e di gameplay si riconosce subito la vicinanza con lo stile di gioco di un MOBA. Il gioco di squadra premia, le abilità personali danno ampio margine di manovra al singolo per agire, pur non facendolo risultare facilmente determinante al termine di una partita.

A livello artistico il lavoro di Ninja Theory con Bleeding Edge mette in comunione l’operato di una possibile fusione tra i ragazzi di Blizzard con Overwatch e quelli di Gearbox con Borderlands, mantenendo le distanze da entrambi e riuscendo a garantirsi una certa distinguibilità. Le abilità hanno una realizzazione ben caratterizzata da effetti particellari molto colorati che talvolta finiscono con il diventare un po’ caotici nel bel mezzo della battaglia.

Bleeding Edge è il titolo di Ninja Theory che non ti aspetti. Un MOBA in terza persona, un po’ action-brawler un po’ Overwatch: un ibrido competitivo 4vs4 divertente e immediato, che fa intravedere una certa stratificazione del gameplay che rischia davvero di accontentare tutti. Se c’è un dubbio è sul periodo di pubblicazione che è un po’ lontano da quello di massimo successo di questo genere di prodotti. Per il resto tocca solo aspettare la prima tech alpha che arriverà a disposizione nostra e dell’utenza il 27 giugno.




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