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Bayonetta 3 ci ha mostrato gameplay esplosivo, un open world… e una “kojimata”?

Let's dance, boys!

Finalmente possiamo togliere una di quelle spunte che da tanto, troppo tempo ci portiamo dietro. Bayonetta 3 esiste, lo abbiamo visto nell’ultimo Nintendo Direct, con un trailer di gameplay che è la seconda apparizione ufficiale dopo il breve teaser del 2017.

Le reazioni all’esplosivo trailer sono state altrettanto fragorose, con una piccola nota negativa riguardante l’aspetto tecnico.

L’impressione, infatti, è che Bayonetta 3 abbia sacrificato dettagli a schermo e cura dei particolari, per investire invece in una scala dell’azione molto più grande ma, soprattutto, i fondamentali 60 frame per secondo necessari per un action del genere.

Il gioco uscirà nel 2022, probabilmente inoltrato visto che la prima parte dell’anno è già occupata da Kirby e la Terra Perduta e sicuramente qualcos’altro che verrà annunciato nel frattempo.

Va detta anche un’altra cosa, ed iniziamo definitivamente ad entrare nel campo dell’analisi come sta facendo tutto il mondo.

 

Bayonetta 3 incontra Nier Automata?

Bayonetta 3 potrebbe avere una scala molto più grande che in passato. Hideki Kamiya, a corredo del lancio del trailer di gameplay, ha dichiarato che il titolo andrà ben oltre le aspettative del pubblico (blog PlatinumGames), ma la cosa interessante è una dichiarazione (tramite VGC) di un paio di anni fa di Atsushi Inaba, capo dello studio, riguardo il modo in cui Bayonetta 3 è stato pensato e progettato:

«Con Bayonetta 1 e 2 abbiamo avuto un processo di sviluppo sostanzialmente ortodosso. Facevamo lo stage uno, poi il due, poi il tre e costruivamo il ritmo e il dramma in maniera cronologica.

Per Bayonetta 3, possiamo dire di aver imparato abbastanza dalla creazione degli ultimi due giochi da cambiare il nostro processo in un modo che è differente da ciò che ho appena descritto. Forse i giocatori lo riconosceranno. E sono tutti gli indizi che avrai!»

Dopo aver visto il trailer dell’ultimo Nintendo Direct, viene da pensare che Bayonetta 3 possa avere una progressione diversa dal solito. Negli “ultimi due giochi” menzionati da Inaba rientrano infatti Astral Chain ma soprattutto Nier Automata, due action game che non sono esattamente lineari, soprattutto l’avventura con la sensuale 2B.

I giocatori più esperti, e appassionati, di PlatinumGames sanno che questo è uno di quei team di sviluppo che assimila, sperimenta, e rielabora i propri lavori in ognuno di quelli seguenti facendo una cernita di quello che funziona e non funziona.

Le ambientazioni potrebbero aprirsi come in Nier Automata.

Detto in parole povere, usa le proprie conoscenze e impiega di nuovo tutti i sistemi e le idee migliori nei giochi successivi. Astral Chain ne è appunto un esempio ottimo, visto che contiene tutte le migliori cose, in termini di gameplay e game design, fatte da Platinum in un solo gioco.

Questo significa che Bayonetta 3 potrebbe avere un open world, o comunque una struttura meno lineare rispetto al passato. Un sistema a missioni, con delle macro aree in cui il giocatore può spaziare e combattere liberamente, scoprire segreti ed affrontare l’avventura in maniera non lineare.

Sobrietà, sempre.

I nuovi incantesimi della strega: gameplay e kaiju

Una dinamica di gioco che si presta anche ad accogliere i kaiju che abbiamo visto nel trailer, mostri giganteschi che potrebbero giovare di spazi più aperti, o comunque non essere incasellati in corridoi o stage dai limiti fissi. Una cosa che, tornando al discorso dell’ereditare le idee che funzionano, probabilmente il titolo si porta dietro da Scalebound.

La sfortunata esclusiva Microsoft era diretta da Yusuke Miyata, che era a capo del progetto finché la casa di Redmond non ne ha deciso la terminazione. Miyata è un veterano di PlatinumGames, al debutto come director scelto personalmente da Kamiya, ma che ha collaborato a progetti come The Wonderful 101 e Astral Chain.

La dinamica principale di Scalebound era proprio la possibilità di combattere nei panni del protagonista principale, ma soprattutto di avere al proprio fianco un gigantesco drago. Idea che ai più smaliziati sarà tornata in mente vedendo il gameplay di Bayonetta 3, senza dubbio.

So che siete tutti qui per questo. Andiamo quindi al sodo: cerchiamo di capire cosa possiamo aspettarci dal gameplay.

Pronti a menare.

Bayonetta 3 avrà due dinamiche inedite: Demon Masquerade e Demon Slave.

Con la prima, stando alle parole del breve comunicato stampa a corredo dell’annuncio, la strega può fondersi con i demoni infernali per “ottenere un potere magico ancora più formidabile”.

Il Demon Masquerade, nel trailer, sembrerebbe legato al momento in cui Bayonetta si trasforma in una versione terrena di Madama Butterfly, uno dei demoni infernali che la strega può controllare. Anche se, visto che si trasforma soltanto per qualche secondo, potrebbe essere solamente la chiusura di una combo.

Osservando con attenzione l’hud si possono notare, in basso a destra, tre icone rappresentanti tre altri demoni infernali (Gomorrah, Malphas e Phantasmaraneae), che vengono evidenziati in momenti differenti del gameplay. Un po’ come gli stili visti in Devil May Cry 3, è plausibile che i demoni infernali possano garantire mosse inedite e combo differenti. Le quali ci aspettiamo potranno essere potenziate e sbloccate, come da tradizione Platinum Games.

Un esempio di Demon Masquerade?

Nel trailer non abbiamo effettivamente visto armi diverse dalle pistole (che somigliano vagamente alle Love is Blue del secondo capitolo, ma hanno una nota di colore più viola… ne riparliamo nel prossimo segmento), e forse proprio i demoni fungeranno da armi di Bayonetta, fornendo pattern di attacco differenti tra loro. Questo ragionamento potrebbe smontarsi immediatamente se, come è plausibile immaginare, PlatinumGames non le abbia semplicemente mostrate per non rovinare la sorpresa o mettere troppa carne al fuoco in un solo filmato.

Venendo al Demon Slave, si tratta probabilmente dei momenti in cui Bayonetta, vestita in maniera simile al mostro che evoca, controlla il demone infernale mentre si continua a muovere per lo stage. Questa abilità sembrerebbe essere gestita da una barra (la vedete in basso a sinistra nell’HUD, sotto le tre icone), un potenziamento da caricare prima di poter ottenere il controllo del demone infernale.

Con la classica evocazione fatta di danze e parole nella lingua dell’abisso, la strega evoca il mostro che rimane sul campo di battaglia e può essere controllato – al contrario dei precedenti episodi dove i mostri rappresentavano i momenti di chiusura degli scontri o comunque erano relegati a situazioni di gioco circoscritte.

Con il Demon Slave si potranno fare cose notevoli.

Anche qui, come ha dichiarato il director, ci possiamo aspettare la possibilità per il giocatore di decidere quali demoni infernali portare con sé, con alcuni che saranno più utili di altri in determinate situazioni. Lo abbiamo visto brevemente sempre nel trailer, dai comportamenti diversi delle tre creature che, probabilmente, si tradurranno in possibilità offensive differenti.

Tutto questo, in un possibile mondo aperto di cui sopra, potrebbe dare ancora più varietà al gioco e alzare la scala visiva ed ambientale di gran lunga. Non mancheranno ovviamente le combo di Bayonetta classiche (nel trailer vediamo il Witch Time e molte mosse a cui siamo abituati), magari in spazi più chiusi e stage più classici, accompagnati da sezioni di più ampio respiro in cui scatenare la distruzione della strega di Umbra.

Cosa sarà successo a questa Bayonetta?

Ancora più Bayonetta/e: ipotesi sulla storia

Prima di cominciare, da qui in poi si va su navi per mari che sfociano nelle speculazioni sulla trama di questo tenore. Visto che, come vedremo a breve, sono molto plausibili e molto poco dei voli pindarici, vi vorrei avvertire di non proseguire oltre per non rischiare di incontrare spoiler, o di venire influenzati in qualche modo da ciò che state per leggere.

Quindi, da adesso, si entra nel magico mondo delle teorie.

Chi sei tu davvero?

“It’s seems I’m unfashionably late, but I’m ready to give you anything you want.”

Con un occhiolino al giocatore che rompe la quarta parte, così ci accoglie questa nuova Bayonetta. In ritardo mostruoso ma pronta a darci tutto quello che vogliamo.

Ci sono già delle considerazioni molto importanti da fare sul design del personaggio, come si muove, come è vestita, come danza prima dell’evocazione, e anche dove si trova.

Siamo a Shibuya, noto quartiere di Tokyo, ed è la prima volta che nel franchise vediamo una città reale. Un dettaglio che è significativo, soprattutto se pensiamo ai legami con Project GG (lo shiba che vediamo abbaiare all’inizio) ed Astral Chain, visto che Bayonetta usa la mascotte del dipartimento di Polizia di Neuron City esca. Difficile che PlatinumGames stia imbastendo un Platinumverse, ma non sono dettagli casuali.

Ma pensiamo alla nostra strega di Umbra… o meglio ad una strega di Umbra.

Il vestito che ricorda quello di una bambola, le trecce, il trucco e il modo in cui danza e parla fanno credere che lei sia più Cereza, che Bayonetta. Per chi non avesse idea (comprensibilmente, vista la supercazzola narrativa di Bayonetta 2) della differenza tra questi due personaggi che sono in realtà la stessa persona, ecco la spiegazione breve: alla fine del secondo capitolo Cereza, la ragazzina timida ed impacciata, viene riportata da Bayonetta in un altro flusso temporale, allineando la timeline ma creando due versioni di lei stessa.

Quest’ultima – la sensuale, sfacciata e portentosa strega che conosciamo – e Cereza, la bambina impaurita che porta con sé sempre la sua bambolina.

Non sembra anche a voi un po' diversa?

Ora, se prestiamo attenzione a questo trailer possiamo notare una serie di dettagli. Bayonetta non si sveste più quando evoca i demoni infernali, e la sua danza non è tanto sensuale, quanto più un balletto divertito e fanciullesco.

La voce è leggermente differente, il tipico (e sensuale, quello sì) forte accento britannico è lo stesso, ma i fan sanno riconoscere che non è il timbro di Hellena Taylor. La storica doppiatrice del personaggio aveva già fatto intendere che non avrebbe ripreso il ruolo, ma non specificando chiaramente di aver abbandonato.

Taylor aveva fatto intendere su Twitter che il personaggio avrebbe subito un recasting. Quando un fan le ha detto che non poteva immaginare di vedere Bayonetta senza la sua fantastica voce, la doppiatrice ha risposto: «beh, potresti doverlo fare».

Successivamente, pressata da un altro fan, Taylor ha specificato di non avere la libertà di dire niente al riguardo. E questo è il dettaglio strano, perché se mai fosse stata rimpiazzata che problema potrebbe avere nel dirlo? Pensiamo a quando David Hayter fu rimpiazzato di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, lo abbiamo saputo subito. Anche in quel caso, peraltro, la realtà si è mischiata con la finzione vista la natura del personaggio di Big Boss.

Questo ci fa credere che Taylor potrebbe essere ancora in Bayonetta 3, ma ancora non lo sappiamo o non l’abbiamo visto.

Che fine hai fatto tu?

Altro dettaglio. Qualcuno ha chiesto a Hideki Kamiya su Twitter se, anche in questo capitolo, Bayonetta userà i suoi capelli magici per le evocazioni e quindi la vedremo di nuovo in versione succinta. Il focoso director ha risposto così:

«La risposta è ovvia, cretino. Sì, aspettatevelo! Non inizierò di certo a comportarmi come un bravo ragazzo così all’improvviso.»

Non avendo mai visto, nel nuovo trailer, spogliarsi effettivamente, viene da pensare che quella che vediamo non sia la Bayonetta che conosciamo.

Esatto, ci siete arrivati: probabilmente ci saranno due Bayonetta nel gioco.

Pensate al teaser del 2017. La Bayonetta originale viene attaccata e distrutta da una misteriosa figura che la fa letteralmente scomparire. Che fine ha fatto? All’epoca PlatinumGames disse che il personaggio avrebbe affrontato il nemico più temibile di sempre, talmente tanto che è riuscito a sconfiggerla.

 

Mettiamo il caso che Cereza cresca, diventando effettivamente la strega che è, ma in un mondo alternativo e quindi crescendo in modo diverso. Sempre ammiccante ma non eccessivamente erotica, sicura di sé ma non troppo sfacciata, ma sempre in grado di menare come un fabbro. Con anche una voce diversa, che serve a farla distinguere rispetto alla classica Bayonetta quando, prima o poi, compariranno entrambe a schermo.

Siamo a Tokyo, per la prima volta un collegamento al mondo reale, come dicevamo, e gli stessi mostri sono molto diversi dallo stile di angeli che abbiamo affrontato nei giochi precedenti. Sembrano effettivamente dei kaiju misti a robot di un qualche tipo. Forse in Bayonetta 3 vestiremo i panni di Cereza per salvare la sua versione alternativa, intrappolata in qualche modo come abbiamo visto nel teaser del 2017. Video nel quale compare il dettaglio della luna rossa, sul quale torneremo tra poco.

Dicevamo delle pistole, poco sopra. Ecco qua:

Sono viola, e sulla canna c’è inciso “Colour My World”. Queste sono le nuove pistole di Bayonetta, che seguono alle Scarborough Fair e Love is Blue. Oltre a dirci quale sarà la prossima canzone principale del gioco, questo è un nuovo dettaglio sulla natura del personaggio, diverso da quello che vediamo.

Quindi abbiamo voce, armi, vestiti, modi di fare e capigliatura differenti. Tutto qui? Niente affatto.

Lo scherzone di PlatinumGames.

Crossover con Devil May Cry, o una nuova Jeanne?

Il rimando alla luna rossa del teaser torna anche in questo nuovo trailer, alla fine. Appare un personaggio che è un chiaro rimando a Devil May Cry, alla posa tipica di Vergil di spalle con tanto di katana.

Allontanando subito dei crossover impossibili, questa è solo una pernacchia di PlatinumGames, ma che in realtà nasconde un dettaglio molto più interessante. Questa potrebbe essere la Jeanne della realtà di Cereza, con uno stile completamente diverso sia per estetica che nel modo di combattere. Il fisico sembra essere quello di una figura più slanciata ed aggraziata, proprio come quello di una donna.

Inoltre, guardate qui:

Questa misteriosa figura porta, appesa alla spada, la tipica bambolina di Cereza. Considerata la timeline differente in cui la ragazzina sarebbe cresciuta, questa Jeanne potrebbe non essere una strega (da qui la katana), ma fungere semplicemente da rivale della protagonista nella storia principale.

La simbologia del contrasto tra rosso e blu è uno dei tropi più classici, soprattutto nella cultura giapponese, utilizzato in maniera massiccia per definire la rivalità. Pensate a una delle più classiche della cultura pop nipponica: Goku (arancione/rosso) e Vegeta (blu). Nel nostro caso Jeanne (luna rossa) e Bayonetta (luna blu), ma anche Dante (cappotto rosso) e Vergil (cappotto blu), per rimanere nei paraggi per così dire.

Stesso scontro, nuove protagoniste?

Il Red Oni è associato alla passione, all’inganno e al selvaggio, un personaggio con questo archetipo è estroverso, entusiasta, determinato e pronto a rompere le convenzioni. Un eroe sarà spesso poco intelligente ma impetuoso, un villain sarà furioso e pronto a sacrificare tutto per il suo obiettivo.

Il Blue Oni è l’opposto, perché associato alla serenità, al controllo, all’osservare l’autorità. I personaggi con questo archetipo possono essere introversi, fieri, più intellettuali e tradizionalisti. Un eroe in questo archetipo è rispettato dagli altri, difficili da capire per via di una personalità indecifrabile e misteriosa, mentre un villain sarà calcolatore, manipolatore e scaltro.

Insomma, un chiaro messaggio, insieme alla bambolina probabilmente legata ad un trauma passato o come segno di sfregio, che questa Jeanne in Bayonetta 3 sarà più una villain che un’antieroina.

Detto ciò, continueremo a spulciare il trailer in cerca di altre informazioni: let’s dance, boys!

Per scoprire altri segreti sulla storia di Bayonetta, potete recuperare questo bellissimo artbook del secondo capitolo su Amazon!