RECENSIONE SWITCH 6 min

Assassin’s Creed The Ezio Collection | Recensione – Ezio Auditore da Firenze, per servirla

L'assassino italiano planda da un tetto direttamente su Nintendo Switch

Tra gli altri, Ubisoft è sempre stato uno dei publisher che ha maggiormente supportato le console Nintendo, e Switch, forte dell’incredibile successo commerciale, non costituisce eccezione.
Non ci siamo quindi stupiti all’annuncio dell’arrivo anche sulla macchina ibrida della casa di Kyoto di Assassin’s Creed The Ezio Collection, che raggruppa la trilogia dedicata ad uno dei personaggi più iconici della saga, se non il più carismatico in assoluto, ovvero il nostro connazionale Ezio Auditore.

Assassin's Creed: The Ezio Collection

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
action-adventure, collezione
Data di uscita:
17 Febbraio 2022
Sviluppatore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft

La software house francese aveva già reso disponibili altri titoli della serie per l’utenza Nintendo, confezionando dei port di buona qualità: vediamo come se l’è cavata stavolta con le scorribande dello “sciupafemmine” fiorentino.

Ezio Auditore da Firenze, per compiacerla

Le tappe della Ezio Collection sono note: il primo dei tre giochi debuttò ormai tredici anni e due generazioni di console fa, e questo stesso pacchetto è stato proposto su PS4 e Xbox One nel 2016, quando Switch non era ancora nemmeno arrivato sul mercato.

I tre giochi raccontano la storia di Ezio Auditore a cavallo tra il XV ed il XVI secolo, dagli esordi tra i vicoli della città vecchia di Firenze sino a Venezia, passando per Forlì e tante altre location fedelmente ricreate della campagna italiana di quegli anni: a rivivere le sue gesta è Desmond Miles, un ignaro ragazzo come tanti altri che si trova, suo malgrado, coinvolto in una cospirazione su scala mondiale legata all’Animus, una macchina che consente di vestire i panni dei propri antenati.

Potevamo farci mancare le invenzioni di Leonardo Da Vinci?

Chi conosce già le origini dell’arcinota saga Ubisoft qui troverà comunque degli approfondimenti, tanto antecedenti alle vicende narrate nel secondo capitolo, grazie a Lineage, quanto successivi a Revelations, raccontati invece in Embers.

Chi, invece, si fosse completamente perso una delle proprietà intellettuali più significative degli ultimi quindici anni avrebbe modo, con questa raccolta, di riparare e di annodare meglio i fili della narrazione che, giocoforza, venivano lasciati in sospeso dalle precedenti uscite su Switch, tutte successive alle gesta di Ezio sulla linea temporale della saga.

D’altro canto, coloro i quali si fossero avvicinati al brand Ubisoft solamente a partire da Origins, e quindi nell’arco degli ultimi cinque anni o poco meno, in concomitanza con la svolta da action RPG cui è andata incontro la serie, potrebbero avere da ridire sul ritmo della narrazione e sulla generale legnosità delle dinamiche di gioco, come vedremo nel paragrafo successivo.

Old but (mostly) gold

Purtroppo la scelta di non modificare in alcun modo il gameplay alla base dei titoli, ammirevole dal punto di vista filologico, porta con sé anche le storture e gli inevitabili difetti che produzioni vecchie di almeno un decennio non possono lasciarsi alle spalle.

Ecco, allora, che le tanto odiate missioni di pedinamento tornano a funestare con cadenza regolare il giocatore, così come fasi stealth non esattamente precise nella rilevazione e che comportano un game over istantaneo in caso di fallimento.

Morte dall'alto

Nel contempo, quanto c’era di buono, a testimonianza di un game design innovativo per l’epoca, è invecchiato piuttosto bene: le fasi di arrampicata, seppure più farraginose di quelle degli ultimi capitoli, mantengono ancora un certo fascino, ed eludere i propri inseguitori facendo perdere le tracce sui tetti di Firenze farà ancora sentire il giocatore un novello assassino.

L’intera trilogia viene riproposta senza accorgimenti di sorta, e quindi il consiglio, qualora voleste approfondire tutti gli aspetti più specifici dei singoli titoli, è quello di consultare le nostre recensioni dell’epoca, perché, sebbene la portabilità di Switch aggiunga un che di magico ad ogni titolo che ne fa uso, l’ossatura è rimasta intatta nel suo complesso.

Una cosa che abbiamo notato ripercorrendo le orme di Ezio e che, sinceramente, non ricordavamo di aver avvertito ai tempi della prima pubblicazione, è rappresentata dal progressivo abbassamento del livello di sfida, ancora accettabile nel secondo capitolo, nel quale spesso la fuga rappresentava la soluzione più vantaggiosa, fino a Revelations, in cui, anche scoperto ed in schiacciante inferiorità numerica, Ezio riesce ad avere la meglio senza alcuno sforzo.

A patto di mettere in conto le spigolosità di titoli usciti per console di due generazioni fa, insomma, questa trilogia è ancora capace di divertire, anche al netto di alcuni tagli operati a livello contenutistico.

Ad onor del vero, l’assenza dei contenuti multigiocatore, già accessori all’epoca, non solo non si avverte, ma punta ancora di più i riflettori sulla grande quantità di quelli presenti per giocatore singolo, compresi tutti quelli rilasciati nei mesi successivi al lancio.

Non saremo ai livelli ciclopici di Odyssey e di Valhalla, insomma, ma sotto questo punto di vista non c’è proprio da lamentarsi.

La forza evocativa di certi scenari è rimasta immutata

Città immortali

Come già accaduto con la precedente raccolta dedicata a Black Flag e Rogue, il lavoro tecnico di conversione svolto ci ha lasciato soddisfatti, evidenziando una buona cura per i dettagli.
Qualche esempio? I controlli tattili, che pure non offrono una reale convenienza rispetto a quelli tradizionali, rimangono comunque un’aggiunta gradita, che rende un po’ più intuitiva la navigazione tra i menu, o la buona implementazione dell’HD rumble, funzione spesso ignorata quando si parla di porting da altre piattaforme, che sottolinea bene tanto le scalate più pericolose quanto i combattimenti.

Se i modelli poligonali dei personaggi, ed in particolare i volti e gli occhi, tradiscono il decennio abbondante passato dalla prima pubblicazione, le vere star del gioco, che sin dall’esordio della saga erano le città riprodotte, sono invece invecchiate bene, facendo ancora il loro sporco lavoro soprattutto in modalità portatile.

Firenze, Roma e Costantinopoli, fedelmente ricreate, mantengono il loro fascino senza tempo nonostante l’età del motore grafico e la limitata potenza di calcolo della console ospite, e rimangono tre ottimi motivi per acquistare il pacchetto: perdersi tra i loro vicoli, gustarsi i dialoghi dei personaggi non giocanti, scalare edifici di pregio storico ancora esistenti sono solo alcune delle attività cui ci siamo dedicati oggi su Switch così come tredici anni fa su Xbox 360.

Bisognerà chiudere un occhio su una certa,. diffusa legnosità durante le scene di intermezzo

Possiamo dirci soddisfatti anche delle performance generali del titolo, perlopiù stabili a trenta frame per secondo sia in modalità portatile sia in docked: i cali sono stati rari e mai troppo impattanti sull’economia di gioco durante la nostra prova, avvenuta in parte anche prima delle patch rilasciata in concomitanza con il lancio.

Meno lusinghiero il giudizio sul pop-in e sul caricamento ritardato delle texture di superficie, due problemi che già affliggevano le versioni originali ma che erano stati risolti quasi del tutto su PS4 e Xbox One: non è raro, soprattutto correndo a perdifiato o cavalcando, vedere alberi, edifici e persino personaggi non giocanti comparire a pochi metri dal giocatore, con un effetto poco gradevole agli occhi.

Non sappiamo in che misura questo problema sia legato alla capacità di calcolo di Switch e quanto, invece, alla mancata ottimizzazione dei tre titoli, ma di certo speriamo che una serie mirata di patch migliori la situazione da questo punto di vista.

Meno grave il caricamento ritardato delle texture, che pure origina scene comiche quando coincide con l’inizio di una cut-scene: qui parliamo di ritardi generalmente attorno al secondo, e quindi perdonabili tutto considerato, come anche il complessivo abbassamento del livello di dettaglio degli elementi dello scenario rispetto alle controparti Sony e Microsoft.

Molto bene anche dal punto di vista sonoro: l’ottimo doppiaggio che caratterizzava i tre giochi all’epoca della pubblicazione originale torna in tutto il suo splendore, con accenti ben riprodotti e, cosa più importante, senza alcun tipo di compressione audio: sia con un buon paio di auricolari in modalità portatile, sia attraverso gli speaker della televisione in docked, la traccia audio arriva chiara e pulita, come anche la colonna sonora e tutto il sottobosco di voci e rumori di fondo delle città che fanno da scenario alle vicende.

Società segrete e sette che operano nell'ombra sono all'ordine del giorno

La quantità di contenuti, come anticipato, è più che soddisfacente: oltre ai tre giochi e a tutti i contenuti scaricabili single player pubblicati dopo il lancio, il pacchetto comprende i succitati due cortometraggi, intitolati Lineage ed Embers, che collegano la trama e sviluppano al meglio i personaggi, affatto essenziali ma sicuramente graditi ai fan di vecchia data.

D’altronde, la Ezio Collection è disponibile altrove per pochi spiccioli, ormai, e riproporla a circa cinquanta euro su Switch appare un azzardo: una decina di euro di meno, dal nostro punto di vista, avrebbero contribuito a rendere più appetibile il pacchetto, considerata anche l’assenza dei contenuti multigiocatore che caratterizzarono tanto Brotherhood quanto Revelations.

Nota di demerito, infine, per l’abitudine, sempre più diffusa (e non solo sul versante Ubisoft), di proporre raccolte che necessitano di generosi download anche quando acquistate in formato fisico: chi dovesse optare per questa soluzione, infatti, troverà il solo secondo capitolo sulla cartuccia, e sarà comunque costretto a procedere al download degli altri due giochi inclusi nella collezione, necessitando di circa 25 GB di spazio libero per installare tutti i contenuti.

Soprattutto alla luce dei recenti annunci di Nintendo riguardo alla prossima chiusura degli shop digitali di Wii U e di 3DS, permangono interrogativi e dubbi riguardo alla sostenibilità di questo tipo di produzioni sul lungo periodo, e il rischio concreto è di ritrovarsi con un’esperienza di gioco “monca” tra qualche anno.

Il motivo è chiaro (cartucce con minor capienza costano di meno al publisher), ma il risultato è sgradevole, e sarebbe ora, dal nostro punto di vista, di mettere questa pratica nel cassetto e gettare via la chiave.

Se volete avvicinarvi al mondo di Switch, date un’occhiata a questa proposta su Amazon per la console.

7,6

Assassin's Creed: The Ezio Collection

Piattaforme: switch
Le nostre perplessità riguardo alla versione Switch della Assassin's Creed The Ezio Collection non riguardano l'offerta ludica in sé, né tantomeno il lavoro di porting, che ci sono sembrati entrambi più che soddisfacenti. Rigiocare le avventure del più carismatico assassino di sempre (insieme a Edward Kenway) dovunque si voglia, perdendosi tra i tetti di Roma e Firenze, non ha prezzo, e nonostante qualche scelta di design invecchiata maluccio, la trilogia rimane assai godibile anche oggi. Il lavoro sul versante tecnico è altrettanto apprezzabile, con un frame rate solido, uno svecchiamento delle texture e un comparto audio ben trasposto, ma a farci storcere il naso è la formula di vendita: anche coloro i quali acquisteranno la versione fisica saranno costretti a scaricare due giochi su tre, per un totale di oltre venticinque giga, con tutti gli interrogativi legati alla futuribile ma inevitabile chiusura del negozio digitale di Switch. Se questo aspetto non vi disturba, e utilizzate la console Nintendo come macchina da gioco primaria, non possiamo che consigliarvi questa trilogia, altrimenti disponibile altrove per meno della metà del prezzo qui richiesto.

Pro

  • Tre dei migliori Assassin's Creed vecchia scuola...
  • Buon lavoro di porting
  • Importante quantità di contenuti

Contro

  • ...ma solo uno presente su cartuccia
  • Non tutte le meccaniche sono invecchiate bene
7,6