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Assassin’s Creed 2020, giochi PS5 e Xbox Series X Ubisoft non saranno rinviati

"Non stiamo vedendo impatti significativi nelle nostre tempistiche, ma siamo in contatto con tutti i nostri partner"

Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, ha spiegato che i giochi per PS5 e Xbox Series X della compagnia transalpina non hanno subito ritardi “significativi” a causa del COVID-19.

In una breve dichiarazione al NY Times, Guillemot ha rivelato che Microsoft e Sony hanno fornito tutto il supporto necessario perché ciò fosse possibile.

Nello stesso report di Jason Schreier, abbiamo appreso come i due platform owner abbiano ancora in mente di lanciare le rispettive piattaforme nel 2020 ma internamente stiano iniziando a temere.

Assassin's Creed Ragnarok

Le due compagnie “hanno reso possibile che i nostri sviluppatori continuassero ad usare i loro dev kit” anche una volta passati al lavoro da casa.

Grazie a questo passaggio di non poco conto, i team di sviluppo sparsi persi il mondo hanno potuto “continuare a creare i nostri giochi per le console di prossima generazione”.

“Non stiamo vedendo impatti significativi nelle nostre tempistiche, ma siamo in contatto con tutti i nostri partner e, se ci sarà bisogno di apportare cambiamenti per fare quello che sia meglio per loro e per i nostri giocatori, lo faremo”, ha spiegato il francese.

Tra i primissimi giochi next-gen, tradizionalmente cross generazionali nella transizione tra i diversi cicli, figurerà l’atteso nuovo capitolo di Assassin’s Creed, che dovrebbe essere ambientato in territorio norreno.

ubisoft

Guillemot ha aggiunto che parte “del nostro lavoro di quality assurance e testing” è stato spostato dall’India alla Cina mentre lo studio di Pune ha affrontato il passaggio allo smart working.

“Abbiamo anche imparato molto dai nostri studi in Cina”, ha riconosciuto, visto che “hanno dovuto avere a che fare con questa situazione prima e hanno condiviso le loro best practice ed esperienze con noi”.

A proposito del lavoro in Cina, abbiamo intervistato il team di sviluppo di Naraka, 24 Entertainment, che ci ha raccontato come ha vissuto questi momenti drammatici e gestito il rapporto con colleghi addirittura di Wuhan, ritenuto almeno in origine epicentro della pandemia.

Fonte: New York Times