Anteprima

Scalebound

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a cura di Daniele Spelta

Redattore

Dopo il suo rinvio, Scalebound sapeva che aveva qualcosa da farsi perdonare e non c’è luogo migliore dell’E3 di Los Angeles per tornare a mostrarsi e far parlare bene di sé. Vista la sua esclusiva – per lo meno a livello console – per Xbox One, tutti sapevamo che sarebbe stato uno dei piatti forti della conferenza Microsoft, ed infatti, ecco spuntare fuori verso la parte finale un Hideki Kamiya insolitamente sobrio, termine che invece non si addice per nulla a quello che verrà mostrato da lì a poco al pubblico, definito dallo stesso creative director di PlatinumGames come la “biggest boss fight ever made”.
Better not alone
Effettivamente non lo abbiamo misurato con squadra e righello, ma il mastodontico granchio apparso dopo pochi frame, ben poco ha da invidiare agli enormi boss a cui la casa nipponica ci ha abituati ed è stato sapientemente sfruttato per mostrare alla platea losangelina una delle meccaniche di Scalebound non ancora esplorate, vale a dire la componente cooperativa in multiplayer.
Nonostante l’azione fosse infatti focalizzata su Drew e sul suo fedele drago, abbiamo per la prima volta potuto apprezzare la necessità del gioco di squadra per abbattere il temibile e gigantesco nemico. Dopo un incipit decisamente poco ficcante, nel quale Drew ha tentato di scalfire il granchio troppo cresciuto con delle semplici frecce, la nuova demo è improvvisamente decollata con l’entrata in gioco di Thuban – questo il nome del drago – che abbiamo visto in grande spolvero e capace di mettere in seria difficoltà il nemico a suon di palle di fuoco ben assestate nei punti chiave, mentre un secondo drago era intento ad infliggere dei danni colpendo da distanza ravvicinata. Terminata questa fase di attacco voltante, Drew è tornato a terra per fare sfoggio della sua seconda natura – ancora non molto chiara – che gli permette di trasformarsi in una sorta di uomo-lucertola, molto più veloce e temibile negli attacchi fisici: se con l’arco e le frecce i danni rasentavano infatti lo 0 assoluto, spadone alla mano, l’eroe non si è limitato ad attacchi dalla lunga distanza, ma si è gettato a testa bassa contro il nemico, con il counter dei danni che cresceva rapidamente. 
L’esagerazione, la tamarragine e il “bigger is better” sono da sempre dei marchi di fabbrica di Kamiya prima e dei PlatinumGames di conseguenza e, tra una spacconeria ed una provocazione, era ovvio che ad un certo punto Drew tirasse fuori le sue immancabili cuffie ed è proprio lì che la colonna sonora, da toni epici e solenni, si è trasformata in una dubstep spinta, indispensabile a dare il “la” alle fasi conclusive della sfida e quindi della demo. 
Dopo un’altra raffica di frecce, questa volta esplosive e quindi finalmente efficaci, ecco che fa il suo ritorno sulla scena Thuban, non più in veste di arma ma sfruttato da Drew per farsi letteralmente lanciare contro il nemico, nello specifico in una delle varie zone scoperte, da smontare una alla volta. In questo modo, fendente su fendente, abbiamo assistito al trancio di una delle due chele dell’enorme granchio, una delle tante epiche scene di questa lunga boss fight, preludio del gran finale nel quale tutti i giocatori, trasformatisi in esseri con sembianze da drago, si sono avventati sul cuore-occhio della bestia, oramai incapace di difendersi. Il nemico non ha potuto fare altro che inginocchiarsi e sprofondare davanti alla soverchiante forza numerica di Drew e soci e della loro perfetta coordinazione. 
 
Cosa abbiamo imparato
Non che fosse necessario, ma questi cinque minuti abbondanti di gameplay, oltre che esplorare nuove meccaniche di gioco, sono stati marcati dalla forte personalità e dalla spiccata caratterizzazione di Drew, un personaggio davvero sopra le righe e che per certi atteggiamenti può ricordare da molto vicino il Dante di DMC: frasi da spaccone, provocazioni ad un granchio alto come un palazzo di dieci piani e musica dubstep a palla nelle cuffie sono tutti elementi che calzano a pennello e danno più ritmo ad una breve demo, ma si dovrà vedere come verranno sfruttati in un gioco che si speri duri ben più di una decina di ore: insomma, non vorremmo correre il rischio di passare da un eroe con una forte personalità ad una macchietta fatta di frasi fatte e cliché. Un secondo aspetto da considerare in questa demo è l’antagonista di Drew, l’enorme mostro abbattuto a suon di palle di fuoco, frecce esplosive e colpi di spadone e che, per come è stata strutturata la boss fight, ricorda da molto vicino quanto già visto in altre produzioni firmate PlatinumGames: la suddivisione in fasi separate, nelle quali concentrare il fuoco e gli attacchi su punti ben specifici del nemico, è infatti molto evidente e non può certo rappresentare un elemento di novità. Naturalmente in Scalebound ci aspettiamo di incontrare decine e decine di mostri e dunque siamo certi che il buon vecchio Kamiya qualche sorpresa la tirerà fuori. Spostando l’analisi sulla componente tecnica, se le prime demo di Scalebound avevano fatto cadere parecchie mascelle, in questa occasione l’opera dei PlatinumGames ci è sembrata più “normale”, anche per il passaggio da ambienti aperti e vasti come quelli della demo della scorsa Gamescom a spazi più chiusi e meno ispirati.
Infine, in una sfida “a chi ce l’ha più grosso”, è impossibile non fare un parallelo tra questa boss fight e l’altra che ha caratterizzato sempre la conferenza Microsoft, ovvero quella di Final Fantasy XV, dove Noctis e soci hanno dovuto abbattere un vero e proprio gigante, ma dove spesso l’azione concitata ha fatto sì che non si capisse bene quello che stesse accadendo su schermo, con attacchi che sembravano portati quasi in modo casuale e senza un target preciso. All’opposto, PlatinumGames – almeno stando a quanto finora visto, si è dimostrata ancora una volta maestra degli action game e, nonostante l’introduzione di una componente RPG – per altro non ancora vista – Scalebound dovrebbe essere a tutti gli effetti il solito riuscito mix tra esagerazione e un combat system tecnico e variegato.

– Boss fight esagerate ed avvincenti

– In cooperativa appare ancora più divertente

– Esagerato sì, ma non caotico

Il rinvio di Scalebound aveva lasciato con l’amaro in bocca molti giocatori, i quali non vedevano l’ora di cavalcare draghi e di abbattere immensi mostri. Certo, una corposa ed interessante demo non altro che un tenue palliativo, ma di certo il nuovo titolo sviluppato da PlatinumGames esce da questa fiera come uno dei titoli più convincenti, in una fase di sviluppo già molto avanzata e, cosa non sempre ovvia, con una data di uscita oramai pressoché certa e fissata per il primo trimestre del 2017… Salvo nuovi slittamenti.

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