Alan Wake 2 e Quantum Break 2? Serve l’approvazione di Microsoft

A cura di Paolo Sirio - 18 Luglio 2018 - 0:00

Per Remedy, con il lancio di Control, si aprirà presto una nuova parentesi all’insegna della libertà creativa.Alcuni titoli nati dalla precedente esperienza con Microsoft, tuttavia, sono rimasti nell’immaginario collettivo dei videogiocatori e immaginare che le storie create in quel frangente potrebbero non avere seguiti è alquanto triste.Sollecitato sul tema, il CEO Tero Virtala ha spiegato in una recente intervista che il futuro di franchise come Alan Wake e Quantum Break dipenderà proprio dal colosso di Redmond.Alan Wake era molto interessante ma era una collaborazione con Microsoft. Per certe ragioni, non ha mai avuto un sequel”, ha spiegato Virtala a GamesIndustry International.“Per Quantum Break, allo stesso modo, abbiamo messo tanto impegno nella creazione del mondo, dei personaggi, delle storie, ma è ancora una IP Microsoft. Hanno deciso di non portarla avanti”.“Se possedessimo l’IP, ha proseguito, sarebbe interamente nelle nostre mani la decisione di come creare, come sviluppare, quali decisioni creative prendere. E forse un giorno, se avremo successo, la possibilità di decidere cosa fare tornerà nelle nostre mani”.Una dichiarazione non del tutto divergente ma abbastanza diversa nei toni da quella di Mikael Kasurinen, della software house finlandese, secondo cui sarebbe proprio Remedy ad avere nelle sue mani le sorti di Alan Wake (oltre che l’IP in sé).Sarebbe interessante, a questo punto, sapere cosa ne pensano dalle parti di Redmond…Alan Wake 2 e Quantum Break 2? Serve l’approvazione di Microsoft




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