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Adesso i bagarini di PS5 vogliono passare per benefattori

Dichiarazioni che lasciano perplessi da un gruppo di scalper nel Regno Unito

Il co-fondatore di un gruppo di bagarini inglesi, The Lab, ha difeso la pratica degli scalper che rivendono PS5 a prezzi esorbitanti approfittando della scarsa reperibilità della console next-gen di Sony – pare destinata a prolungarsi almeno fino alla stagione natalizia.

Mentre un gruppo inglese in passato ha negato di averne fatto uso, The Lab ammette candidamente di disporre di bot tramite i quali uscire sempre vincitori dalle code dei negozi online e di un software per aggirare il blocco 3D Secure che associa un account ad una sola carta di credito.

Il gruppo, in cui si entra a pagamento, consente di acquistare PS5 ai prezzi regolari e rivenderle poi a cifre maggiorate; a gennaio, se ne è assicurate 25 vendute a £700, per un profitto di £340 riservato ai suoi membri.

Il co-fondatore, tale Jordan, si è lamentato però della nomea dei bagarini, dal momento che secondo lui ci sarebbe troppa negatività intorno a questa figura.

«Sembra che ci sia un sacco di cattiva stampa su questa industria dall’incredibile valore e non sento che sia giustificata, tutti stiamo agendo come intermediari per oggetti dalla quantità limitata», ha spiegato a Forbes, come riporta VGC.

«Principalmente provo solo ad aiutare gli altri ora, è tutto quello che mi interessa davvero. L’intero gruppo è nato vicino l’inizio del primo lockdown nel Regno Unito e mi rende così felice aver potuto aiutare la gente a fare dei soldi extra per loro.

Facciamo anche tanta beneficenza. Io stesso o collettivamente come gruppo doniamo ad enti benefici quasi mensilmente a questo punto. In particolare, lo scorso mese abbiamo donato una grande parte dei nostri canoni di abbonamento ad una banca del cibo locale».

Jordan non ha però voluto specificare il nome della banca del cibo, per cui questa informazione rimane da prendere con le pinze.

Ha tuttavia voluto aggiungere che «essenzialmente ogni attività rivende i suoi prodotti. Tesco, ad esempio, compra il latte dai fattori per 26 centesimi al litro e lo rivende fino a 70 centesimi al litro. Nessuno sembra lamentarsi al livello in cui lo stanno facendo con noi».

Il fenomeno del bagarinaggio ha assunto proporzioni preoccupanti a ridosso del lancio di PS5, al punto che negli Stati Uniti si stima che il 15% delle console sia stato venduto tramite scalper.

Questa pratica non solo danneggia le tasche degli utenti desiderosi di averne una ma anche le vendite del software per le console, una piega che di certo non farà piacere a Sony sul breve e medio termine.

Nel Regno Unito, dove l’affacciarsi di questo business ha fatto più notizia, le autorità stanno lavorando a leggi che possano stroncarlo e favorire così la libera circolazione dei prodotti.

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