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Immagine di A Plague Tale: Innocence, abbiamo provato il titolo Asobo Studio

In Evidenza

A Plague Tale: Innocence, abbiamo provato il titolo Asobo Studio

Due fratelli contro l'Inquisizione e la peste nera

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Avatar di Francesco Ursino

a cura di Francesco Ursino

Pubblicato il 14/03/2019 alle 10:13
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  • Pro
    • Interessante comparto narrativo
    • Gameplay basico, ma fondamentalmente piacevole
    • Buon utilizzo dei colori per sottolineare il tono della narrazione
  • Contro
    • Ha dei limiti intrinseci al tipo di produzione

Il Verdetto di SpazioGames

-
A Plague Tale: Innocence è un titolo che sembra avere qualcosa da dire. La nostra prova ci ha restituito un gioco dalle fondamenta solide, perché basate su dinamiche di gameplay e level design più che collaudate. Se è vero che le dinamiche di gioco sembrano un po’ basiche, è anche giusto dire che la narrativa ha i suoi punti di interesse, e i primi capitoli giocati ci hanno lasciato la voglia di capire come finirà la storia di Amicia e Hugo. E questo, di solito, è un segno positivo. Se anche voi siete curiosi di sapere come e in che modo i due fratellini affronteranno la peste e l’Inquisizione, non vi rimane che rimanere su queste pagine per news, speciali e articoli in tema.

Disponibile su: PC, PS4, XONE

Informazioni sul prodotto

Circondato ormai da qualche mese da un’aura di mistero e curiosità, A Plague Tale: Innocence si sta avvicinando a grandi passi al giorno dell’uscita definitiva, fissata per il 14 maggio prossimo. Il titolo Asobo Studio, allora, promette di trasportarci in quella che gli sviluppatori chiamano “l’epoca più nera di sempre”, ovvero quella della peste nera del 1300. Abbiamo giocato i primi tre capitoli, e queste sono le nostre prime impressioni.

A Plague Tale

Una giornata storta

Del lato narrativo di A Plague Tale: Innocence abbiamo parlato a grandi linee nella nostra anteprima di circa un anno fa. Dopo aver provato l’inizio del titolo, però, adesso abbiamo un quadro decisamente più chiaro della faccenda. Impersoniamo Amicia, giovane e volenterosa figlia del cavaliere Robert De Rune. Le cose sembrano andare piuttosto bene per la ragazza. La troviamo impegnata in una battuta di caccia col padre, in cerca di un cinghiale bello grosso da mettere al tappeto con la sua fidata fionda.

Tutto fila per il verso giusto, almeno fino a quando il cane della ragazza non si lancia all’inseguimento del cinghiale. Amicia, nel tentativo di raggiungere i due animali, si addentra nella foresta, solo per scoprire che il cinghiale è stato ucciso in maniera macabra. Il povero cane, invece, sembra essere risucchiato nel terreno da una forza misteriosa, e muore sotto gli occhi esterrefatti della ragazza.

Da lì in poi gli avvenimenti precipiteranno. Cercando di spoilerare il meno possibile, Amicia si ritroverà da sola con il fratellino Hugo, braccata dall’Inquisizione e da una minaccia ancora peggiore: i topi.

A Plague Tale

Un dramma interattivo

Le soluzioni narrative di questa prima parte ci hanno colpito. Ci è parso molto interessante, infatti, il modo in cui Amicia ha dovuto fronteggiare il dramma dell’arrivo dell’Inquisizione nella tenuta di famiglia. Anticipando alcuni avvenimenti della trama, dobbiamo dire per forza che la ragazza vedrà morire sotto i suoi occhi non solo il padre, ma anche buona parte della servitù e la madre. Queste prime sequenze sono servite per abituarci al gameplay stealth, e ci hanno fornito anche un solido background narrativo. Abbiamo capito, in altre parole, perché quello che Amicia stava vivendo sotto i suoi occhi era un dramma.

Rimasta sola, con un fratello vittima di una malattia sconosciuta, e fino a quel momento nascosto al mondo dalla madre, Amicia dovrà quindi farsi strada in un mondo sempre più cattivo. Abbiamo ben compreso perché gli sviluppatori abbiano hanno di inserire la parola Innocence nel titolo. Il gioco, in effetti, sembra essere proprio un racconto di formazione in cui i giovani protagonisti, costretti dagli eventi, devono crescere in fretta e prima del necessario, sviluppando un forte legame. Tutto ciò si riverbera anche nel gameplay: il gioco ci dà la possibilità di prendere per mano il nostro fratellino, oppure di lasciarlo solo per alcuni frangenti. Facendo così, però, Hugo si agiterà, con tutte le conseguenze del caso.

A Plague Tale

Le vecchie, care soluzioni di una volta

Detto di alcuni temi centrali della narrativa, è giusto anche accennare ai fondamenti del gameplay di A Plague Tale: Innocence. Si tratta, di base, di un titolo che mescola momenti stealth, enigmi basati sull’interazione con gli ambienti e lo scontro obbligatorio con alcuni nemici.

Nelle sequenze che abbiamo giocato, ad esempio, siamo stati chiamati più volte a sgattaiolare tra ripari e aiuole di fiori. Per distrarre i nemici, e farli correre nella parte opposta alla nostra, abbiamo anche potuto ricorrere al classico esperiente del lancio di vasi o pietre. Funziona tutto piuttosto bene, e in questo senso l’esperienza di base è apparsa piuttosto classica.

Il discorso non cambia se si pensa all’unico scontro con un nemico di grosso calibro che abbiamo dovuto affrontare, una specie di boss fight. Fionda in mano, abbiamo dovuto scagliare le nostre pietre su alcune parti dell’armatura dell’avversario, prima di metterlo al tappeto con un’ultima pietrata. Anche qui, l’esperienza è apparsa piuttosto schematica.

Il sistema di controllo, in questi frangenti, ci ha dato qualche grattacapo. Per mirare e sparare con la fionda, infatti, bisogna prima tenere premuto il tasto sinistro del mouse, e poi agire con il destro. In qualche frangente questa dinamica ci ha un po’ confusi, e dobbiamo dire che col pad, agendo con i due grilletti, ci siamo trovati meglio.

A PLague Tale

L’ultima parte della nostra prova ha visto l’entrata in scena di quelli che sembrano essere gli antagonisti principali, ovvero i topi. Formidabili, virulente (e volutamente irrealistiche) orde di topi che in qualche modo spuntano feroci da ogni anfratto e, con i loro occhi che splendono nel buio, cercano di mangiarci vivi. La dinamica principale, nelle sezioni con i topi, riguarda l’utilizzo della luce. Amicia, tenendo per mano Hugo, può farsi strada tra i roditori solo avendo una fonte di illuminazione vicina, o in mano.

I numerosi bastoni posti lungo il livello, così come i bracieri, ci hanno consentito di avere una luce a portata di mano ma per poco tempo. Molte volte, dunque, abbiamo dovuto pianificare le nostre azioni prima di muoverci. In più di una sequenza, ad esempio, per prima cosa abbiamo utilizzato la fionda per tirare giù alcuni bracieri sospesi. Dopo aver fatto ciò, abbiamo preso un bastone, gli abbiamo dato fuoco attingendo a un braciere già acceso, e ci siamo incamminati verso quello spento, accendendolo a sua volta. Così facendo ci siamo garantiti un passaggio sicuro.

A Plague Tale

Cooperando si avanza

In generale, l’impressione che abbiamo ricavato dalla prova di A Plague Tale: Innocence è che il level design del titolo sia scolastico. E non è detto che sia un male. A sezioni di esplorazione, o comunque calme, si alternano sequenze stealth, o fasi in cui bisogna sfuggire ai topi. L’alternanza tra momenti lenti e veloci è ben scandita, e già da ora sembra dare al gioco una certa coerenza di fondo.

Gli ultimi dettagli del gameplay da analizzare rimangono la gestione di Hugo e il crafting. Nel primo caso, i livelli giocati non ci hanno consentito di capire al meglio quando dovremo fare a meno di Hugo, ordinandogli di rimanere fermo. Amicia si è separata dal fratello solo per pochi secondi, ad esempio per aprire una porta, oppure durante un evento scriptato. Siamo curiosi di capire, in questo senso, quanta libertà ci verrà data nella gestione di questa dinamica, se ci saranno parti in cui potremo scegliere volontariamente di rimanere soli con Amicia , ad esempio per rimuovere qualche ostacolo o nemico. In ogni caso, come detto, la ragazza dovrà sempre fare attenzione al fratellino, e nelle prime ore ciò ha già avuto ripercussioni sulla trama.

Per quanto riguarda il crafting, dobbiamo sottolineare il fatto che il gioco ci consente di migliorare l’attrezzatura di Amicia. Combinando gli elementi sparsi per i livelli è possibile avere una fionda più efficace, una borsa più capiente, oppure vestiti e scarpe meno rumorosi. Questo aspetto non è stato approfondito molto nei tre capitoli giocati, e pertanto ne parleremo più diffusamente in sede di recensione.

A Plague Tale

La peste misteriosa

Che A Plague Tale: Innocence sia un titolo dal budget non mastodontico lo si nota in alcuni dettagli del comparto tecnico, specie nelle animazioni. Ma andiamo con ordine. La resa estetica appare già da ora piuttosto suggestiva. Il gioco ama variare i colori a seconda del tono della narrazione, e non stato è raro trovarsi prima in una scena ricca di tonalità vivide, che poi viravano su sfumature scure non appena la storia prendeva una brutta piega. Ci ha stupito positivamente la realizzazione del volto di alcuni personaggi, specie quelli femminili. I modelli tridimensionali di Amicia e Hugo, inoltre, sono sicuramente piacevoli da guardare, e sufficientemente espressivi. Positivo anche il sistema di illuminazione che, considerata la dinamica legata ai topi, dovrebbe avere un ruolo importante in tutta l’avventura.

Le animazioni, come anticipavamo, sono un po’ legnose, specie quando si cerca di girarsi indietro o si ha davanti un ostacolo da superare. In questi frangenti, si nota la fase di stacco tra un movimento e l’altro. Niente di drammatico, in ogni caso.

A Plague Tale

Il sonoro ci è parso ben realizzato. Il doppiaggio è in inglese con accento francese, mentre i sottotitoli sono disponibili anche in italiano. La traduzione, alle volte, ci è parsa un po’ basilare, però non ci si può veramente lamentare sotto questo punto di vista.

+ Interessante comparto narrativo

+ Gameplay basico, ma fondamentalmente piacevole

+ Buon utilizzo dei colori per sottolineare il tono della narrazione

- Ha dei limiti intrinseci al tipo di produzione

A Plague Tale: Innocence è un titolo che sembra avere qualcosa da dire. La nostra prova ci ha restituito un gioco dalle fondamenta solide, perché basate su dinamiche di gameplay e level design più che collaudate. Se è vero che le dinamiche di gioco sembrano un po’ basiche, è anche giusto dire che la narrativa ha i suoi punti di interesse, e i primi capitoli giocati ci hanno lasciato la voglia di capire come finirà la storia di Amicia e Hugo. E questo, di solito, è un segno positivo. Se anche voi siete curiosi di sapere come e in che modo i due fratellini affronteranno la peste e l’Inquisizione, non vi rimane che rimanere su queste pagine per news, speciali e articoli in tema.

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