The Council: Hide and Seek, recensione del secondo episodio

By |maggio 25th, 2018|Categories: RECENSIONE|Tags: |
Come già spiegato nella recensione del primo episodio, la parte introduttiva di The Council riusciva a “instillare grande curiosità verso gli sviluppi della trama“, che rimanevano giocoforza ancora avvolti dal più fitto mistero. La sensazione che gl’intrighi fossero più grandi di quanto si lasciasse intendere, e che le macchinazioni sottotraccia potessero condurre a degli esiti stupefacenti era piuttosto forte, tant’è che tra chi aveva dato una chance al titolo era rimasto con molta curiosità sul prosieguo della storia. 
Who’s Next?
Dopo The Mad Ones era dunque lecito capire dove Big Bad Wolf volesse andare parare, e si può adesso affermare con certezza che con Hide and Seek la narrazione sta assumendo dei connotati più chiari. Il primo capitolo era insomma preparatorio a ciò che sarebbe accaduto, e sebbene The Council non sia ancora in grado di spiccare il volo, da adesso fino al quinto ed ultimo episodio è evidente quanto la trama possa regalare discrete soddisfazioni sia agli amanti delle avventure classiche, sia a chi è un estimatore dei thriller. 
Il gioco non fa alcun riassunto del capitolo precedente, e questo è un male, visto che tra il primo e il secondo episodio sono intercorsi ben due mesi di distanza e la memoria non può essere così fresca. Oltretutto – va ricordato – il gioco è completamente in inglese, ha dei dialoghi spesso molto fitti, approfonditi e in perenne equilibrio tra libera colloquialità e sotterfugio, pertanto un breve compendio video di pochi minuti sarebbe stato senz’altro gradito. Soprattutto perché sia l’inizio, sia il finale di Hide and Seek, sembrano estrapolati a forza da un racconto che avrebbe dovuto essere unico, senza fare preamboli nell’introduzione e con un’interruzione brutale dopo il finale cliffhanger. 
Poco male, ci siamo noi a rinfrescarvi la memoria: “Un membro di una società segreta di alto bordo, Louis De Richet (figlio dell’anziana donna considerata tra le personalità più importanti della lobby) viene invitato su una sorta di minuscolo isolotto. Si trova lì perché la madre è sparita in circostanze ancora tutte da svelare, e nel contempo accetta l’invito per rappresentare la sua famiglia e tenere conciliabolo coi personaggi che, di fatto, agiscono esattamente come quelli di una commedia teatrale dai toni thriller.” 
Ritroviamo in Hide and Seek le figure di spicco e gli ambigui personaggi che hanno animato l’approdo di Louis alla corte del misterioso Lord Mortimer, ma a differenza di quanto visto un paio di mesi fa, adesso tutta la vicenda assume dei toni molto più da giallo, con sospetti che serpeggiano ancora più velenosi e un generale gioco delle parti ben orchestrato. 
Colpevole o innocente?
Dopo la morte di un personaggio che non vi sveliamo, al protagonista toccherà indagare sul fatto: dapprima esaminando minuziosamente il cadavere, poi imbastendo delle conversazioni coi personaggi; Louis tenterà di capire quali possano essere gli alibi, se qualcuno di loro nasconde delle motivazioni, se c’è chi sta bluffando, chi vuole coprire un compare e più in generale comprendere meglio quale sia l’allineamento caratteriale di chi si trova davanti. 
Al giocatore non gli sarà però mostrato del tutto, perché di fatto, arrivati alla fine di Hide and Seek, le idee sui profili rimangono ancora piuttosto confuse. Non è una grossa mancanza (per lo meno dopo soli due episodi), ma considerando quanto verboso spesso si riveli il gioco, era lecito aspettarsi sin da subito qualche linea guida in più sui personaggi e qualche chiacchiera inutile in meno, fermo restando che la durata è più contenuta del primo episodio (circa un’oretta in meno). Ovviamente, anche stavolta il giocatore sarà chiamato a fare più di una run per carpire al meglio tutte le sottotrame e per scoprire i bivi narrativi. A proposito di bivi, in riferimento alla fase iniziale e a seconda come avrete concluso The Mad Ones, avrete delle ovvie biforcazioni sin dalle prime fasi. Tutto sommato però si rientra nel filone principale molto agevolmente, indipendentemente da ciò che avete e non avete fatto in precedenza. 
Ritornano ovviamente gli enigmi, stavolta con dei picchi di difficoltà più elevati e con la necessità di ragionare in maniera differente rispetto a prima: si consideri a tal proposito il rompicapo con elementi religiosi, e più in generale una minore linearità delle fasi di sbarramento. 
Sono stati invece diminuiti gli scontri verbali, probabilmente per via della poca efficacia dimostrata dal sistema di gioco, dove l’errore palese non aveva conseguenze e dove bisognava spararla giusta per rimettere rapidamente le cose a posto. 
Si nota una maggiore cura nella concordanza tra scene, mobilia e caratteristiche dei personaggi, ma rimangono nostro malgrado le tante magagne tecniche che impediscono all’opera di elevarsi oltre la media. The Council ha sia dei problemi congeniti al genere che purtroppo si porta dietro, sia delle défaillance tecniche e grafiche non trascurabili, soprattutto se si considera il livello attuale delle ultime produzioni. Si potrà di certo mitigare la critica asserendo che il budget non è stellare, ma quando ci si trova davanti a un po’ di pigrizia nella modellazione poligonale, è chiaro che non si tratta più di una questione economica. In ogni caso, Hide and Seek si mantiene sulla falsariga del primo capitolo, a livello qualitativo, con alcuni cali dovuti al frame rate ancora più fiacco e a alla macchinosità di alcuni elementi di gioco.

– La storia inizia a diventare più interessante
– Elementi narrativi thriller ben costruiti, che lasciano aperte molte porte
– Buoni gli enigmi


– Più breve del primo episodio
– I problemi tecnici sono rimasti lì dov’erano
– In due mesi il frame rate non solo non è migliorato, ma in alcuni frangenti è addirittura peggiorato


7.0

The Council è di certo un titolo con un gran bel potenziale, tuttavia non viene mai sfruttato a dovere e si scontra ripetutamente con dei limiti tecnici e con l’artificiosità del sistema di gioco. Hide and Seek, dopo il primo capitolo introduttivo, indirizza meglio la storia e gli dà i connotati di un interessante thriller; nonostante ciò, niente è stato migliorato nell’arco di questi due mesi di iato.