Recensione 4 min

Tekken 2

La terza dimensione alla riscossa…
Era il 1993 l’anno in cui uscì il primo esponente beat’em up con grafica tridimensionale, Virtua Fighter di Sega, e il 1994 l’anno in cui uscì il suo eterno rivale, Tekken di Namco per l’appunto. Entrambi i titoli, per quanto rivoluzionari, mostravano evidenti difetti; infatti passata la sopresa per la terza dimensione introdotta nei lottatori ci si trovava con un’azione di gioco lenta, prevedibile e con poche varianti tecniche, senza contare che a vedere gli Street Fighter od i King of Fighters, già perfetti graficamente, quei modelli poligonali erano piuttosto modesti, anzi, sfiguravano per la loro incompletezza, era il 1994, a 3 anni dal secondo Street Fighter e solamente a questo punto era arrivata la terza dimensione?
Pareva di si, nonostante gli spunti di giocabilità che hanno affascinato molti picchiatori in tanti preferirono l’ormai sicuro 2d nel quale trovavano una scelta maggiore e sistemi di combattimento ormai perfetti e collaudati.
Tuttavia quello fu solo l’anticipo di ciò che stava per accadere, raccolte le critiche e avendo fatto tesoro della programmazione dei beat’em up, Sega e Namco iniziarono a lavorare sul secondo capitolo delle rispettive saghe.
Eravamo all’inizio dell’era 32 bit quando nelle sale uscirono entrambi i seguiti, amatissimi dal pubblico dei coin-op, quando Sega nel 1995 decise di lanciare il secondo capitolo del suo Virtua Fighter per il suo Saturn, console dalla quale i fans aspettavano una dimostrazione di potenza, niente da dire, Sega colpì in pieno, sfornò un capolavoro, una giocabilità fantastica, una estetica maestosa che colpì in pieno con i suoi 60 fotogrammi per secondo e textures ad alta risoluzione che all’epoca erano fantascienza pura, qualunque altro titolo, fosse in 2 o in 3 dimensioni, impallidiva di fronte alla maestosità di questa autentica killer application che rasentava l’arcade perfect. Namco considerata la grandezza del titolo generato da Sega convertì pochi mesi dopo il suo Tekken 2 per PSone, Virtua Fighter 2 aveva un rivale…

Piattaforma:
PSX
Genere:
picchiaduro
Data di uscita:
Sviluppatore:
Namco
Distributore:
Sony Italia

Tecnicamente un mostro
Se Virtua Fighter 2 era la dimostrazione di ciò che poteva fare una macchina come il Saturn, Tekken 2 era la risposta della PSone, graficamente il titolo, per i tempi, era allucinante, un completo arcade perfect, presentava dei modelli poligonali eccellenti, effetti grafici e textures encomiabili ed arene bellissime, ovviamente prerenderizzate; anche se il titolo Sega superava il capolavoro Namco per quanto riguarda la risoluzione delle comunque ottime textures, nelle animazioni la situazione si capovolgeva, nonostante quelle del secondo capitolo di Virtua fossero eccezionali, quelle del rivale erano addirittura più realistiche, la sensazione dei danni sui corpi poligonali si trovava su nuovi standard fino ad allora mai toccati.
I due titoli, grazie ai loro rispettivi punti di forza, graficamente erano i 2 riferimenti per entrambe le console, lasciando difficile comprendere chi superasse l’uno o l’altro.
Per quanto riguarda il sonoro il titolo Sega risulta decisamente superiore, non per quanto riguarda le composizioni musicali dove Tekken 2 sfoderava il meglio di se, ancora oggi in molti pensano che abbia le migliori tracce della serie, anche rispetto a Tekken 5, ma per quanto riguarda gli effetti sonori, infatti, nonostante gli evidenti miglioramenti dal primo capitolo, davano un’eccessiva sensazione di finzione, non tanto per il parlato che si attestava su buoni livelli per l’epoca ma per gli effetti dei colpi da cui deriva la famosa comparazione con i film di Bud Spencer e Terence Hill, per quanto, paradossalmente fossero meno irritanti di quelli del terzo capitolo.

La vera nascita di Tekken
I personaggi del primo episodio non erano molti e i vari boss erano clonati da quelli principali, nel senso che avevano un mix fra le tecniche di un personaggio o dell’altro, con il secondo capitolo questo difetto è stato ridimensionato, i personaggi sono tanti (ben 22 per l’esattezza) ed ottimamente caratterizzati, troveremo creature soprannaturali, combattenti di strada, bestie, guerrieri che possiedono un repertorio molto vasto e diversificato, incredibilmente vasto, sfruttando l’ormai famoso sistema di controllo dei 4 arti che dava la possibilità di scaturire molte più combo rispetto a qualunque altro esponente del genere, non di rado, in sala giochi si scopriva qualche nuova tecnica essendo all’oscuro del parco mosse dei vari personaggi, oscurità cancellata dalla gradita aggiunta della move list nella versione PSone, l’approccio con il gioco è immediato, fin da subito saremo in grado di effettuare tecniche spettacolari, tuttavia sarà difficile padroneggiare alla perfezione ogni sfaccettatura dei nostri combattenti, rendendo il gameplay immediato ma al contempo tecnico e complesso che non ci lascia altra soluzione se non quella di prevalere in corpo a corpo, tra le tecniche troviamo grosse novità, i primi esempi di counter 3d, esaltate dalle superbe animazioni che il gioco offriva, oltre all’aggiunta dei colpi inbloccabili, un’aggiunta pressochè inutile a livello tecnico, con l’eccezione del famigerato raggio di Devil, poichè sono facilmente evitabili ma che aumentano la spettacolarità e l’incertezza degli incontri. Si può dire che Tekken 2 fu la vera base della saga che conosciamo.

Longevità
Il titolo presenta le modalità classiche che in genere questa saga offre, fra cui il Survival, il Team Battle (che a dir la verità furono introdotti per la prima volta), inoltre i vari trucchi come il Tekken Theater e la modalità teste grandi aumentano la longevità del titolo che grazie alla sua immensa profondità è ancora intramontabile. Personalmente ho continuato a giocarci anche dopo l’uscita del terzo capitolo poichè molti dei personaggi che apprezzavo sono stati sostituiti da figli o parenti.

-Giocabilità monumentale
-Tecnicamente un pilastro
-Animazioni incredibili
-Musiche bellissime

-Effetti sonori migliorabili

9.0

Tekken 2 è ancor oggi una pietra miliare dei picchiaduro grazie alla sua realizzazione tecnica impressionante e al suo gameplay granitico ed intramontabile, un pezzo da collezione che non dovrebbe mancare assolutamente nella vostra collezione Playstation sempre che non abbiate Tekken 5 che, come saprete, ne contiene la versione arcade che comunque resta identica a alla superba edizione Playstation.

Articolo a cura di Evil god