Recensione 5 min

Syphon Filter: The Omega Strain

Qualche anno fa su quella cara, vecchia console grigia comparve un titolone che di nome faceva Metal Gear Solid: un gioco completo, perfetto e innovativo, che conquistò i cuori di molti. In quel periodo i giochi stealth erano appena agli inizi ed uno dei primi ad uscire, sfruttando l’onda lunga di MGS, fu Syphon Filter che, nonostante non presentasse grandissime innovazioni, riuscì a guadagnarsi voti positivi dai critici e dai videogiocatori. Il protagonista di questo titolo era Gabe Logan, un agente segreto pronto a combattere contro il terrorismo mondiale che si apprestava a diffondere un pericoloso virus denominato, per l’appunto, Syphon Filter. Dopo un certo lasso di tempo Gabe Logan tornò in un secondo capitolo ma senza particolari innovazioni: l’unico elemento positivo di questo secondo capitolo della saga era l’inserimento di una divertente modalità multiplayer nella quale due amici potevano affrontarsi e di conseguenza stabilire il vincitore (quindi, parlando fra amici direi il più bravo). Da questo punto in poi la saga rimase a riposo per un bel po’ per poi decidere di tornare a lavoro sulla PlayStation 2: finalmente è arrivato il momento e quindi preparatevi a combattere un nuovo pericoloso virus!

Piattaforma:
PS2
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Sony Bend
Distributore:

Caro Gabe mi sei mancato!
Credo che questa sia la cosa che i fan della serie hanno pensato non appena appreso dell’arrivo del nuovo capitolo di Syphon Filter: mi spiace per loro, ma il protagonista dell’Omega Strain non è più il caro vecchio Logan, ma un personaggio sconosciuto: Gabe Logan è oramai a capo di una importante associazione anti terroristica e quindi non spetta più a lui a confrontarsi direttamente con i nemici sul campo, ma potrà fare affidamento su una squadra d’elite anti-terrorismo.
Potrete così creare a vostro piacimento un alter ego personalizzato e per far ciò avrete a disposizione un buon editor: il personaggio è caratterizzabile sotto vari aspetti come ad esempio il sesso, i tratti facciali, il fisico, lo stile di abbigliamento, le pettinature, i tatuaggi ed altro ancora. Nel caso non abbiate voglia di crearvi un personaggio sono anche presenti 200 tipologie generate casualmente (100 maschi e 100 femmine) tutti differenti l’uno dall’altro e con le proprie caratteristiche.
La sostanza del gioco non cambia: inizialmente sarà mostrato un filmato con il briefing e poi si passerà all’equipaggiamento. Inizialmente le armi e gli accessori selezionabili saranno davvero pochi ma man mano che guadagnerete esperienza nel gioco riceverete equipaggiamento di vario genere, sempre più potente e migliore. Dopo aver selezionato il vostro equipaggiamento sarete spediti direttamente in missione e quindi dovrete portare a termine tutti gli obiettivi. Le missioni in totale sono 17 ma è presente, per i principianti, anche una missione d’addestramento che vi insegnerà tutti i vari movimenti possibili. Il gioco procede abbastanza rapidamente fra salti, capriole, e, ovviamente, sparatorie. Il sistema di mira mi è sembrato alquanto scadente poichè con il tasto R1 si “agganciano” gli avversari e con il tasto quadrato si fa fuoco. Tutto dovrebbe funzionare per bene ma, sfortunatamente, alcune volte il vostro personaggio non mirerà al nemico più appropriato, ma tenterà di eliminare bersagli letteralmente impossibili da colpire o che magari sono nascosti dietro pareti o automobili. Le missioni sono abbastanza varie e, di tanto in tanto, gli obiettivi risulteranno dinamici: difatti le missioni potranno essere portati a termine anche se gli obiettivi secondari non saranno completati, ma può capitare che a missione in corso vengano aggiunti nuovi bersagli). Per regalare al gioco una maggiore impostazione simulativa i produttori hanno fatto in modo che non si possano portare con se più di due armi, una cosa che mi è sembrata ottima in linea teorica, ma che poi sfigura dinnanzi alle miriadi di munizioni e armi lasciate dai vari nemici una volta eliminati.

Ma guarda che bello, c’è anche il gioco in rete!
Prendendo in mano la confezione di Syphon Filter: The Omega Strain subito vi salterà all’occhio la scritta “gioco in rete”, ma non lasciatevi esaltare fin troppo da questa modalità poiché, una volta connessi alla grande rete, vi renderete conto fin da subito che la modalità on-line è praticamente identica a quella off-line. Le differenze sono fin troppo poche e neppure tanto entusiasmanti: il gioco si affronta assieme ad un massimo di altri tre compagni di squadra e gli obiettivi sono gli stessi della modalità off-line; l’unica differenza che riscontrerete è che, in alcuni punti, determinate azioni saranno effettuabili solamente in due: ad esempio per arrampicarvi su muri molto alti avrete bisogno di un amico che vi faccia da sostegno, o comunque trovate del genere, carine ma, in fin dei conti, davvero futili. Da segnalare la possibilità di utilizzare l’headset per comunicare con i propri compagni di team (anche se sinceramente non sono stato in grado di trovare neppure un italiano!) e la possibilità di guadagnare esperienza per poi utilizzare armi e gadget migliori proprio come per la modalità off-line.

Grafica
Graficamente parlando il gioco si attesta su buoni livelli ma comunque tutti sappiamo che una PS2 può dare molto di più (vedi titoli come il recente Onimusha 3, o, comunque, stelle del passato come Metal Gear Solid 2 e Final Fantasy X). I personaggi sono realizzati abbastanza bene e soprattutto quello principale è ben caratterizzabile attraverso il buon editor. I vari livelli sono tutti strutturati abbastanza bene ma alcuni elementi risultano alquanto scarni e privi di textures di qualità, per non parlare poi del pesantissimo e frequente effetto di aliasing, maledizione incotrastabile dei giochi PS2. I filmati d’intermezzo sono di buon livello ma i personaggi mi sono sembrati un po’ troppo squadrati e poco definiti, secondo il mio parere, conseguenza di un lavoro affrettato e fin troppo poco curato.

Sonoro
La parte audio di questo titolo è forse quella meglio sviluppata: gli effetti sonori delle armi sono fedelmente riprodotti a anche il doppiaggio, completamente in italiano, non è per nulla male. Alcune voci forse non sono adatte al 100% con i vari personaggi però in fin dei conti è stato eseguito un lavoro più che apprezzabile.

Longevità:
Le missioni in totale sono ben 17 quindi un numero ben elevato per un prodotto del genere e per portarle tutte a termine ci impiegherete circa 10 – 15 ore di gioco (anche in base alla vostra bravura). Solitamente sono stato sempre invogliato ad assegnare un mezzo punticino in più alla longevità dei titoli dotati di gioco in rete ma, in questo caso, devo dire che il mezzo punto in più non lo posso proprio conferire al nuovo capitolo della saga SF poiché il gioco in rete non regala altro che alcune azioni da svolgere in cooperativa e quindi non è presente una longevità aggiuntiva.

– Buon doppiaggio
– Buon editor dei personaggi
– Gioco in rete…

– …che però è praticamente uguale a quello off line
– Scarsa IA dei nemici
– Telecamere non proprio al top

6.5

Era tanto tempo che aspettavo un nuovo capitolo della saga Syphon Filter ma, sfortunatamente, la mia lunga attesa non è stata pienamente ripagata e, in fin dei conti, sono rimasto abbastanza deluso da una meccanica di gioco fin troppo ripetitiva e simile ai prequel, che non regala particolari emozioni. Le telecamere di gioco sono pessime poiché non si possono girare a piacimento e di conseguenza non permettono una buona visione d’insieme. Grafica e sonoro sono abbastanza ben sviluppati e la longevità è molto buona per un gioco del genere.
In conclusione, quindi, non mi sento di bocciare completamente un gioco che per alcuni aspetti può anche risultare abbastanza soddisfacente eppure non consiglio un acquisto ad occhi chiusi ma più che altro consiglio una buona visione del suddetto titolo prima di un possibile acquisto.