Star Wars the Old Republic

Provato
A cura di samarcanda - 5 Dicembre 2011 - 0:00

A long time ago in a galaxy far, far away…
Quante volte queste parole, seguite dalle indimenticabili scritte gialle in prospettiva, ci hanno trasportato in quell’universo scaturito nei lontani anni ‘70 dalla fantasia di George Lucas, che, ancora oggi dopo 40 anni, è in grado di far sognare milioni di appassionati del genere attraverso una space opera che comprende film, gadget e, nel nostro particolare caso, videogiochi.
Questa galassia sembra oggi molto meno lontana, dato che finalmente abbiamo potuto osservare da vicino le trame tessute fra Repubblica ed Impero, fra Jedi e cacciatori di taglie, fra Luce e Lato Oscuro…
Stiamo ovviamente parlando di Star Wars: The Old Republic, il MMORPG più atteso degli ultimi mesi, ormai prossimo al lancio ufficiale il 20 di dicembre.
Insieme a molti altri fortunati abbiamo potuto accedere alla fase di beta per testare da vicino le potenzialità del titolo e, finalmente, possiamo riportarvi le nostre prime impressioni.

Un universo ai nostri piedi
Il mondo di gioco rispecchia nel modo più preciso possibile l’universo di Star Wars, anche se la linea temporale, spostata a 3500 anni prima rispetto al mondo che abbiamo imparato a conoscere attraverso le sei pellicole di Lucas, concede un’immedesimazione inizialmente più pacata rispetto a quanto provato in Star War Galaxies, dato che non incontreremo nessuno dei personaggi storici della saga.
Le ambientazioni sono comunque molto dettagliate e ben strutturate, e i pianeti si rivelano rappresentati in modo peculiare e caratteristico. La varietà è garantita, e sia le città futuristiche, sia gli esterni, non mancano di particolari e preziosismi a cui ormai ci hanno abituato molti titoli moderni.
Manca tuttavia quel senso di grandezza, profondità e randomicità che esisteva in Star War Galaxies, dato che purtroppo nulla è lasciato al caso: una volta esplorato un pianeta, quello sempre uguale rimarrà, con NPC, mob ed eventi immutati. Come per World of Warcraft, conosceremo ben presto ogni location come le nostre tasche, e Nal Hutta, Tatooine e Balmorra diverranno i nostri futuri Barrens o Blasted Land.
Al momento non sappiamo se in futuro siano previste aree personalizzabili o la possibilità di creare città di gilda come in Star War Galaxies (si vocifera ad esempio di astronavi di gilda); sicuramente l’errore commesso, compiuto anche da sua maestà World of Warcraft, è la divisione dei pianeti in base al livello, che porta al progressivo abbandono di quelli più bassi a livello 50 ( in Star Wars Galaxies i pianeti erano completamente vivibili e popolati perché erano le quest ad adattarsi alla skill dei giocatori e non viceversa. Conseguentemente la scelta di un pianeta era dettata non dal livello, bensì dall’obiettivo che si voleva portare a termine).

MMORPG o RPG?
Dopo la scelta fra le quattro classi per ciascuna delle due fazioni, con relative razze personalizzabili esteticamente, ad attirare l’attenzione è sin da subito la notevole profondità della storia.
Le prime ore di gioco offrono un’esperienza affine a quella di un tipico GDR singolo giocatore firmato Bioware, caratterizzato da una struttura narrativa molto profonda. L’obbligo delle quest , fondamentali per accumulare esperienza e incoraggiate dall’inefficacia del grinding, è reso piacevole dalla trama e dai lunghi dialoghi a scelta multipla, che si snodano l’uno dopo l’altro man mano che si completano le diverse missioni.
Gli scambi verbali, le voci e le animazioni facciali si mescolano in un efficace mix che permette una completa immedesimazione nella trama. I personaggi non giocanti appaiono molto meno bidimensionali rispetto alla media, rispondendo a tono alle varie possibilità offerte dai dialoghi.
A riguardo, è da sottolineare l’ottimo sistema di dialogo di gruppo, dove, nel caso ci si trovi in party, ogni membro di un può prendere parte alla conversazione con un NPC e, scegliendo una risposta fra quelle offerte, comandare la conversazione per tutti vincendo il “tiro di dado”. Inoltre, non sarà necessario essere presenti di persona per la consegna di una quest, ma sarà sufficiente che un membro del party interagisca con il quest giver di turno, per vedere tutti i restanti membri, magari sparsi in angoli sperduti del pianeta, materializzarsi tramite Holonet per prendere parte alla conversazione. Sono tutti piccoli preziosismi che rendono più piacevole lo svolgimento delle quest.
Se da un lato si è cercato di rendere innovativo il classico quest system che è ormai luogo comune nei MMORPG degli ultimi anni, dall’altro, volendo fare un paragone diretto con giochi del passato (Star Wars Galaxies in primis) si ha tuttavia un senso di minore libertà di scelta e movimento.
I pianeti si rivelano meno vasti e il sistema di quest traccia nel bene o nel male un percorso obbligato da seguire (questo aspetto ha sicuramente portato molti dei tester a definire il titolo come un clone con lightsaber di World of Warcraft), mentre nel vecchio titolo Sony il giocatore era totalmente libero di decidere come muoversi e le quest totalmente casuali. Il compromesso è evidente, starà all’utenza compiere la propria scelta. Dal canto nostro, è importante sottolineare l’estrema chiarezza delle quest e la facilità nel trovare l’obiettivo da conseguire, grazie alla mappa ben strutturata e agli indicatori molto chiari.

Combat System
Una volta immersi nella storia della vostra classe preferita (ognuna delle quattro macroclassi dispone infatti di una storia personalizzata da seguire, che si intreccia con le quest comuni a tutte le specializzazioni), l’attenzione ricade sulle abilità e sulla crescita del personaggio. A livello 10, saremo chiamati a scegliere fra i 2 differenti rami offerti per ognuna delle 4 classi principali ( il Bounty Hunter, ad esempio, deve scegliere se evolvere in Powertech o Mercenario). Non sappiamo se in futuro le cose rimarranno immutate, ma nel caso grossi cambiamenti non sconvolgano il progress system, in questo momento dovete fare ben attenzione a quale dei due rami sceglierete, perché le modalità di gameplay cambieranno definitivamente (sempre prendendo ad esempio il Bounty Hunter, se vi vedete nell’end game come un massiccio tank, la scelta obbligata sarà Powertech, mentre se preferite curare, il Mercenario farà al caso vostro).
Questo sistema risulta vincente, in quanto l’impossibilità di cambiare continuamente spec, evita di trovare il 90% di cloni in una classe ogni qualvolta le patch di bilanciamento potenzieranno una o l’altra. Una volta compiuto il secondo passo verso la crescita del nostro personaggio, inizieremo a guadagnare livello dopo livello punti abilità da spendere in uno dei 3 rami che si apriranno. A conti fatti, quindi, dalle 4 macroclassi iniziali, ci troviamo più avanti a disporre di una differenziazione molto ampia dovuta al differente modo in cui spendiamo i nostri punti skill, rendendo le varie combinazioni quasi infinite. Anche in questo caso, tuttavia, niente di nuovo rispetto ad altri MMORPG. Nelle nostre quest saremo perennemente accompagnati dal livello 7 in poi da un compagno NPC, a cui potremo dare indicazioni su come comportarsi nel combattimento e con cui interagiamo spesso e volentieri, equipaggiandolo a seconda delle sue caratteristiche; questo aspetto, di cui da mesi sentiamo molto parlare, risulta particolarmente vincente in quanto permette di sopperire ad alcune mancanze della vostra classe tramite le skill del nostro “amico” (il Sith Sorcerer, abile nel combattimento a distanza, può quindi godere appieno del suo compagno tank, sempre disponibile a prenderle al posto suo). Una nota riguardo agli scontri che ci troveremo davanti riguarda sicuramente l’ottima IA degli NPC, soprattutto nelle story quest, dove il cattivone di turno offre sempre un’ottima sfida. Come per i nostri personaggi, anche i mob sono dotati di un ampio bagaglio di skill e animazioni che rendono il tutto più gradevole agli occhi.

Tutti in pista
Come in ogni classico MMORPG moderno, anche qui non mancano le istanze di gruppo affrontabili in 2 o 4 giocatori. Non c’e’ molto da dire riguardo i dungeon provati ai bassi livelli, sono le classiche sfide da affrontare in gruppo, questa volta in ambientazione Star Wars. L’ampia versatilità di ogni classe, rende sicuramente più facile la costruzione dei gruppi adatti ad affrontare questo genere di ostacoli.
Il tutto è ben strutturato, con i classici trash mob seguiti dal boss di turno; nulla di nuovo o particolarmente rilevante da sottolineare. Sin dal livello 10 in poi, gli amanti dell’exp di gruppo, possono godere di molteplici alternative in questo senso, riuscendo a mettere nello zaino i classici drop blu (ovviamente di qualità superiore ai classici verdini droppabili in solitaria) lasciati cadere dai boss che si pareranno sul nostro cammino. Ancora una volta, è la trama e la profonda storia che tutto avvolge, che funge da motivazione per farci entrare nelle istanze, sia ora per parlare con l’NPC di turno o addirittura su commissione del grande capo sith in persona.
Al momento si parla per l’end PVE di 2 raid istanze giocabili a differente livello di difficoltà (3 diverse modalità) e istanze di gruppo incontrate durante la fase di exp rigiocabili in hard mode.

PVP
Al momento l’impatto del PVP è piuttosto normale, basato quasi esclusivamente sui classici battleground a cui ci ha abituato World of Warcraft negli ultimi anni; gli obiettivi da raggiungere sono diversi, ma la salsa è sempre la stessa. Non è possibile rendersi conto di come potrà essere a livello 50, con classi completamente strutturate ed equipaggiamenti ad hoc, ma la speranza rimane sempre quella di aspettarsi dai ragazzi del team di sviluppo qualcosa di più; per ora voci di corridoio prevedono solo tre war zone a livello 50 e un pianeta full PVP.

Space combat
Che guerre stellari sarebbero senza le classiche battaglie nello spazio profondo?
Per quanto è stato possibile vedere sino ad ora, una volta ottenuta la nostra astronave personale intorno al livello 17, possiamo joinare differenti tipologie di battaglie interstellari, con un sistema molto semplicistico e di facile apprendimento. La cosa interessante, come fu nel caso di Star Wars Galaxies, è la possibilità di potenziare le nostre astronavi con pezzi di differente tipologia e fattura, che ci permettono di accedere a battaglie sempre più complesse e remunerative. Questo risulta sicuramente un elemento particolarmente interessante, su cui torneremo dopo l’uscita finale del gioco, per analizzarlo a livelli più avanzati, al fine di toccarne con mano tutte le differenti sfumature.

Crafting
Il sistema di craft è piuttosto nella norma, con le classiche professioni di raccolta, seguite da quelle di crafting, il tutto ovviamente riadattato all’ambiente spaziale (non abbiamo mining, abbiamo archeologyper trovare i cristalli da utilizzare per le spade laser, non abbiamo herbalism, abbiamo bioanalysis e così via). L’unica grande novità riguardo il craft risulta essere il fatto che non siamo noi a doverlo compiere, ma i nostri compagni di avventura che, su indicazione, crafteranno per noi armature, medpack, buff e altre sciccherie. L’utilità di questo si nota soprattutto nei tempi morti, fra un combattimento e l’altro, poiché possiamo dare indicazioni di craft al nostro compagno che le eseguirà mentre noi siamo AFK oppure ci stiamo spostando da una location all’altra. Certamente siamo ben lontani dal completissimo e complesso sistema di craft presente in Star War Galaxies, ancora oggi uno dei più gratificanti e dettagliati mai ritrovati in panorama MMORPG.

Mezzi pubblici da numero 1!
Il sistema degli spostamenti è ben strutturato, non innovativo, ma certamente svolge appieno il suo dovere.Sin dai primi livelli, una volta sbloccato il terminale o il taxi di turno, non dobbiamo più improvvisarci maratoneti per spostarci da una locazione all’altra. Le differenti aree della mappa sono ben servite dal “trasporto pubblico”, inoltre ( questo è sicuramente interessante come elemento) non ci sarà più un unico bind dove possiamo teletrasportarci ogni 30 minuti, ma, al contrario, sbloccati i vari computer (solitamente localizzati nelle vicinanze del taxi robot) quando vorremo spostarci alla velocità della luce, potremo farlo in qualsiasi punto precedentemente sbloccato. Questo risulta decisamente comodo e cancella completamente la frustrazione di estenuanti tempi morti dovuti agli spostamenti. Inoltre, al livello 25, abbiamo accesso a mezzi personali per gli spostamenti più veloci, mentre al 14 si ottiene la skill della velocità, sempre attivabile fuori combat, che rende la corsa decisamente più sprintosa.

Grafica all’avanguardia
La grafica è davvero molto buona, sia a livello di paesaggi, sia di personaggi, tutti perfettamente dettagliati e personalizzati.
Le animazioni durante i dialoghi sono stupende, così come durante i combattimenti: fra effetti audio verosimili e effetti luce ben riprodotti, l‘eye candy non manca, sebbene alcune aree si rivelino sottotono rispetto ad altre, come spesso succede nei titoli di genere. Ottimi anche gli equipaggiamenti, molto vari, e le skin dei personaggi. Lo stress test del week end non ha causato particolari problemi di LAG o crash improvvisi, e certamente non è poca cosa per una beta; la fluidità non è compromessa neppure con tutti gli effetti grafici posizionati al massimo disponibile, benchè le macchine su cui sia stato testato il gioco non risultano certamente essere di ultima generazione. Il gioco quindi appare molto solido e curato nei particolari.


– Profondità della storia senza pari
– Animazioni molto differenziate e all’avanguardia
– Struttura solida e ben curata
– E’ Star Wars






Dopo il primo assaggio Star Wars the Old Republic appare come un MMORPG ben strutturato, che riprende le caratteristiche e gli elementi di base comuni ai giochi online degli ultimi anni, riadattandoli all’ambiente di Guerre Stellari e adornandoli con preziosismi ad hoc.
Certamente le novità non sono molte, poiché crafting, skill, quest, PVP e PVE non aggiungono molto a quanto già sperimentato da altri sviluppatori negli ultimi anni, tuttavia questa struttura di base è tenuta insieme da una storia decisamente superiore a quella ritrovata in altri titoli.
Le potenzialità ci sono tutte, il background, facendo riferimento alla saga di Lucas, è forse uno dei più solidi e complessi mai visti. Tutto dipende da come verranno approfondite le tematiche presenti, in primis del PVP e del PVE.
Al momento, facendo un raffronto col suo predecessore Star Wars Galaxies, si rimpiange la vastità degli ambienti, la libertà delle decisioni, l’avanzatissimo sistema di crafting e la randomicità del sistema quest.




TAG: star wars the old republic