Recensione 5 min

Rise to Honour

Ormai da parecchio il mondo del cinema e quello dei videogiochi vanno a braccetto: se infatti diamo un’occhiata attenta si nota che di giochi ispirati a prodotti cinematografici ce ne sono a bizzeffe (Enter the Matrix, l’imminente Van Helsing, Batman, X-Men, tanto per citarne alcuni), mentre allo stesso tempo molti registi trasportano sul grande schermo videogiochi piuttosto noti (Resident Evil, Tomb Raider e presto anche Silent Hill e Project Zero!). Sicuramente, però, una buona fetta del popolo videoludico ha notato che all’appello dei grandi brand mancava qualcuno, un tizio che grazie alle sue abilità marziali straordinarie ha affascinato centinaia di persone: sto parlando di Jet Li, campione di Kung Fu, già ammirato in moltissimi film d’azione (Arma Letale 4, The One): ora, finalmente, per la gioia dei suoi fan, il mitico Jet approda nel mondo PS2 con Rise To Honour, picchiaduro a scorrimento prodotto dalla SCEE. Andiamo a vedere cosa come si è comportato il nostro campione!

Piattaforma:
PS2
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
interno
Distributore:
Sony

Hong Kong: la patria dei guai!
Nel gioco Jet Li impersona Kit Yun, un agente segreto di un organizzazione anti crimine infiltrato in un gruppo mafioso. Quando il capo della banda viene assassinato, prima di morire incarica Kit di consegnare una lettera molto importante alla figlia: sfortunatamente il nuovo leader della combriccola, subentrato al capoccia precedente, vuole impedire a tutti i costi a Kit di portare a termine il suo compito. I motivi di tale avversione verranno spiegati durante l’avventura, quindi non vi svelo nulla di più!
Cominciamo innanzitutto ad esaminare per bene il protagonista del titolo, Kit Yun alias Jet Li. Se avete visto soltanto uno dei tanti film dell’attore in questione, sarete rimasti colpiti sicuramente dalle sue gagliarde sequenze di pugni e calci con le quali il “fenomeno” stende nugoli d’avversari. Ebbene, l’alter ego di Jet è del tutto fedele alla sua controparte: infatti Kit è in grado di eseguire le micidiali combinazioni di colpi ammirate nelle produzioni cinematografiche della star cinese, composte da calci volanti, colpi di taglio con le mani, cianghette, ginocchiate e gomitate. Inoltre l’agente segreto può schivare e bloccare tempestivamente gli attacchi dei nemici e reagire con un’efficace contromossa! L’ambiente circostante rivestirà un ruolo importante nei combattimenti, poiché gli attacchi a disposizione varieranno a seconda del luogo in cui vi trovate in un determinato momento: ad esempio, quando combatterete dentro una cucina un innocuo pesce crudo diventerà un’ottima arma da sbattere in faccia ai nemici, oppure potrete afferrare un avversario e sbatterlo sui fornelli accesi, e così via! Ovviamente anche oggetti come sedie, bastoni e coltelli torneranno utili nelle situazioni più ardue. Più tardi poi ci sarà Michelle, la figlia del boss deceduto, che vi darà una mano contro i malvagi, combattendo per conto suo o eseguendo attacchi sincronizzati con Kit!
Altra cosa da segnalare è la presenza di 2 barre, una rossa e una blu: la prima si riempirà dopo ogni colpo portato a segno e quando sarà piena Kit entrerà in modalità adrenalina, grazie alla quale potrà sferrare colpi più potenti del normale (sarà sufficiente premere L1 per attivare tale modalità). La seconda barra invece è subordinata alle parate e contromosse e si svuoterà ad ogni attacco schivato.
Riguardo alle comuni azioni come saltare, accucciarsi e cose simili, esse vengono eseguite in maniera automatica. Praticamente il computer ci avvisa tramite un’icona il movimento da intraprendere, e sarà sufficiente premere R1 per far eseguire a Kit l’azione.
Possiamo affermare che le capacità di Jet Li sono state riprodotte in maniera assolutamente fedele alla realtà, e ciò dona ai combattimenti la spettacolarità e la frenesia tipiche dei vari B-movie Hong Konghesi. Insomma, gli ammiratori della star marziale non possono far altro che gioire!
Sfortunatamente però c’è qualcosa da ridire sul sistema di controllo, il quale non risulta propriamente il massimo della vita: infatti quasi tutti i comandi sono incentrati sulle 2 levette analogiche, la sinistra per muoversi e la destra per menare le mani. Se da una parte questa scelta si rivela azzeccata poiché la versatilità dei tasti analogici permettere di effettuare attacchi a 360° gradi e di destreggiarsi meglio nelle risse, dall’altra può scocciare il fatto di dover in continuazione premere con una certa veemenza la levetta nella direzione desiderata per colpire il nemico, essendo la cosa un po’ scomoda. Inoltre la sensibilità del tasto analogico può a volte far indirizzare i colpi in direzioni indesiderate, scoprendo in questo modo il fianco agli avversari. Se aggiungiamo poi l’elevata difficoltà di molte sezioni causata dal gran numero di criminali presenti sullo schermo (6-7 componenti, che oltretutto non sono propriamente delle schiappe), allora vi renderete conto che la frustrazione non tarderà a farsi sentire. Per fortuna quando si muore è possibile riprovare immediatamente dal punto in cui si era rimasti, e con un po’ di pazienza alla fine si viene a capo di ogni situazione. Non mancheranno i famigerati boss, i quali daranno molto filo da torcere.

Corri, nasconditi, salta, scappa!
Il gameplay di “Rise to Honour” non è composto solamente da combattimenti corpo a corpo, ma in certi frangenti sarà necessario ricorrere alle armi da fuoco per poter proseguire nell’avventura. In queste sezioni Kit potrà impugnare un massimo di due pistole con munizioni illimitate, e dovrà farsi strada tra i nemici a suon di proiettili, cercando nel contempo di nascondersi per evitare di essere colpito. In queste situazioni la barra rossa assume un ruolo diverso dalle sezioni corpo a corpo, e quando sarà piena sarà possibile entrare in modalità Bullet Time (come Max Payne), in modo da rendere le cose più facili del previsto. Quando però i gangster disporranno di artiglieria pesante, non vi rimarrà altro che fuggire a tutta birra esibendovi nel contempo in una corsa ad ostacoli (con annessi anche taxi che si schiantano sui muri!).
Il sistema di controllo nelle sparatorie funziona meglio rispetto a quello dei combattimenti, in quanto la mira è automatica (anche se non sempre funziona come dovrebbe!) e per fare fuoco è sufficiente premere il tasto R1.
Anche in questo prodotto sono presenti le immancabili sezioni stealth, nelle quali sarete costretti ad agire furtivamente senza essere scorti dalle guardie. Vi avverto subito che tali livelli non assolutamente paragonabili a quelli di noti titoli del genere: scordatevi quindi il fattore rumore e chicche simili, poiché per aggirare le sentinelle sarà sufficiente non entrare nel loro campo visivo (limitato oltretutto alla potenza delle torce!).
In ogni caso non si può negare di certo la varietà del gameplay, il quale vanta un livello di divertimento e coinvolgimento buono. Di certo però si potevano sfruttare meglio le sezioni stealth e delle sparatorie, troppo semplificate.

Analisi Tecnica
La grafica di “Rise to Honour” non è niente di eccezionale, ma nel complesso il risultato ottenuto è soddisfacente: il design dei livelli è variegato e gli ambienti sono curati piuttosto bene, caratterizzati da tonalità di colore azzeccate. Splendido l’effetto acqua, forse uno dei migliori mai visti, adirittura le pozzanghere riflettono il paesaggio circostante! Anche le textures dei personaggi si attestano su buoni livelli, sebbene il loro dettaglio sia solamente discreto, e l’aliasing è del tutto assente. Ottime le animazioni delle mosse di Kit, fluide e realistiche, meno invece quella della corsa, piuttosto sciancata.
Anche il comparto sonoro fa il suo dovere con musiche che si sposano bene con l’atmosfera del gioco ed un parlato caratterizzato da voci azzeccate e ben calate nella parte. Da segnalare la possibilità di poter selezionare la lingua cantonese, chicca che da un pizzico di carisma in più ai personaggi.

Longevità
Un altro tallone d’achille del prodotto è rappresentato dalla scarsa longevità. Anche se il numero dei capitoli presenti (più di 60) possa a prima vista impressionare, presto ci si accorge che essi si finiscono molto in fretta, e nonostante la difficoltà di certi livelli, 2 giorni di gioco intenso potrebbero bastare per portare a termine l’avventura.

– Tutto il carisma e l’abilità di Jet Li!
– Combattimenti spettacolari ed avvicenti
– Buona grafica
– Gameplay variegato

– Sezioni stealth elementari
– Sistema di controllo scomodo
– Alcune sezioni frustranti
– Poco longevo

7

In definitiva l’esordio di Jet Li nel mondo Ps2 non è andato affatto male! Rise To Honour offre combattimenti spettacolari, situazioni frenetiche e sparatorie all’ultimo sangue, tutti elementi che hanno decretato il successo dei film dell’attore cinese in questione, ed i suoi fan resteranno quindi soddisfatti dal prodotto. Purtroppo non si può soprassedere su difetti evidenti come il sistema di controllo ostico, la difficoltà mal calibrata e la scarsa longevità, nei che impediscono al titolo di avere una valutazione più bonaria.
In ogni caso se avete sempre amato i B-movie di Hong Kong, allora Rise to Honour fa per voi, in caso contrario vi consiglio di provarlo prima di un eventuale acquisto.