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Personaggi – Tim Schafer

Tim Schafer (26 Luglio 1967, San Francisco, CA) è uno sviluppatore di videogiochi statunitense, principalmente conosciuto per il suo lavoro alla LucasArts su molte avventure grafiche che hanno segnato l’epoca d’oro del genere come The Secret of Monkey Island e seguito, ma soprattutto Full Throttle e Grim Fandango, quest’ultimo considerato da molti come il miglior esponente.

L’epoca LucasArts
La carriera di Schafer comincia nel 1989 come tester per l’avventura grafica Indiana Jones e L’Ultima Crociata, ovviamente ispirata all’omonimo film di George Lucas, e come assistente nella produzione della versione NES di Maniac Mansion, prima avventura grafica sviluppata e pubblicata interamente dalla LucasArts, allora conosciuta come Lucasfilm Games. Il suo primo e vero ruolo è quello di sceneggiatore e scrittore per The Secret of Monkey Island, ideata da Ron Gilbert, insieme a Dave Grossman, con cui Tim Schafer condividerà altri lavori tra cui il seguito, Le Chuck’s Revenge con anche Gilbert stesso, Day of the Tentacle, secondo capitolo della serie Maniac Mansion, e Full Throttle.
L’apprezzatissimo lavoro di Schafer e Grossman sulla sceneggiatura del capostipite della serie Monkey Island (1990) rappresenta il cuore stesso del progetto, di cui alcuni dialoghi, similmente a molti film della cinematografia di Lucas, sono rimasti nella cultura videoludica sino ad oggi (“Guarda dietro di te, una scimmia a tre teste!”). Inizialmente partorito dalla mente di Gilbert con toni più seri, e dedicato all’attrazione Pirati dei Caraibiti di Disneyland, fu proprio la sceneggiatura umoristica ideata dal dinamico duo a trasportare la narrazione su binari più leggeri nonché l’avventura stessa.
Il successo del primo capitolo fu enorme, tale che spinse Gilbert a progettarne un seguito in tempi molto rapidi: il secondo, Le Chuck’s Revenge, uscì infatti l’anno successivo con ancora Schafer e Grossman al copione. Fu l’ultimo lavoro che i tre fecero assieme: Gilbert infatti nel 1992 lasciò LucasArts per fondare Humongous Entertainment. La sua dipartita evidenziò ulteriormente il talento di Schafer che assieme al collega Grossman lavorò come capo-progetto a Day of the Tentacle (1993), seguito di Maniac Mansion. Ultimo titolo a utilizzare l’interfaccia SCUMM inventata da Gilbert (con un terzo dello schermo occupato dalle azioni disponibili e dall’inventario), fu il primo a essere interamente doppiato. Il titolo segue in gran parte la filosofia della LucasArts che Gilbert introdusse con The Secret of Monkey Island.

Con Full Throttle (1995) inizia l’era di cambiamenti a LucasArts. Primo titolo in cui Tim Schafer è il solo responsabile, abbandona l’interfaccia SCUMM utilizzando un sistema di gioco che verrà poi ripreso anche in The Curse of Monkey Island, totalmente gestito dalla pressione del tasto sinistro del mouse in concomitanza di determinate icone che appaiono sull’oggetto selezionato. Vengono introdotte anche brevi sezioni Arcade e, per la prima volta da The Secret of Monkey Island, il protagonista può anche andare incontro alla morte se compie alcune scelte sbagliate. Con Full Throttle inoltre, Schafer accantona, parzialmente, i toni comici che hanno fatto la fortuna dei suoi precedenti lavori, per sperimentare argomenti più seri, una narrativa che sarà alla base di Grim Fandango (1998), da molti considerata la sua opera massima.
Quest’ultimo rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione delle avventure grafiche, nonché l’ultimo lavoro di Tim Schafer presso LucasArts. Il motore grafico utilizzato, appositamente creato per questo gioco, è tridimensionale per quanto riguarda personaggi e oggetti, seppur gli sfondi rimangano pre-renderizzati, e l’input non è più gestito dal sistema “punta e clicca” ma dalla più completa tastiera o da un joystik. Ispirato alla cultura messicana e quella azteca, buona parte delle atmosfere appartengono al genere noir, strizzando l’occhio a pellicole come Casablanca e La Fiamma del Peccato, come Schafer stesso dichiarò. Il successo commerciale del titolo non fu al pari di quella della critica, nonostante la compagnia sostenne di avere raggiunto le aspettative prefissate.

Il cambiamento: Double Fine Productions
Grim Fandango fu il canto del cigno della collaborazione tra Tim Schafer e LucasArts (che dopo Fuga da Monkey Island abbandonò il genere). Lo sviluppatore, insieme ad altri dipendenti con cui aveva lavorato a Grim Fandango, fondò Double Fine Productions nel 2000. Il primo lavoro della compagnia fu Psychonauts (2005), titolo completamente 3D che fondeva elementi ruolistici (l’evoluzione del personaggio), platform e adventure. Lo splendido level design, la narrazione umoristica e un sistema di gioco equilibrato hanno fatto la fortuna di Psychonauts che, però, non ha venduto più di 600.000 copie nel suo ciclo vitale (cifra annunciata da Schafer stesso recentemente). Inizialmente il titolo doveva essere pubblicato da Microsoft; una volta che l’azienda di Redmond ha disdetto l’accordo, fu Majesco a distribuire il gioco su Xbox, mentre il porting su PlayStation 2 fu pubblicato da Budcat Creations. Psychonauts è stato premiato dalla British Academy of Films and Television Arts nel 2006 per la Miglior Sceneggiatura che vedeva il protagonista, Raz, ragazzino dotato di poteri psichici, salvare un campeggio estivo.

L’ultimo gioco (in ordine cronologico) a cui Schafer abbia lavorato in prima persona è Brutal Legend (2009), action-adventure interamente dedicato al mondo metal, i cui livelli, personaggi e temi sono completamente ispirati alla musica. L’idea del gioco è antecedente alla sua uscita di oltre quindici anni (il roadie era già protagonista di Day of the Tentacle) e si deve all’enorme passione per la musica metal di Tim Schafer. Gli album delle band metal, spesso molto fantasy, hanno inoltre permesso al game designer di sbizzarrirsi e allo stesso tempo avere una base coerente con molti dei gruppi che hanno contribuito alla colonna sonora, come Megadeth, Ozzy Osbourne e Children of Bodom.

Fin da allora i progetti di Double Fine Productions sono stati minori e senza il lavoro diretto di Schafer: Stacking, Costume Quest, Iron Brigade e Once Upon A Monster. Lo sviluppatore californiano è tornato recentemente alla ribalta grazie a Kickstarter, sistema di crowdfunding attraverso cui si è finanziato un’avventura grafica vecchia scuola a cui contribuirà anche il vecchio collega Ron Gilbert. Tale titolo, ancora senza nome, è stato la molla del recente successo videoludico di Kickstarter, raggiungendo in sole 7 ore il traguardo minimo fissato (400.000 dollari) e chiudendo con oltre 3 milioni di dollari raccolti.