Occhio Critico

Rubrica
A cura di DottorKillex - 10 Marzo 2014 - 0:00

La par condicio non è sempre realmente paritaria, e non è sempre necessaria. Nelle precedenti due puntate di Occhio Critico ho parlato, rispettivamente, della gestione della Virtual Console da parte di Nintendo e del progetto Playstation Now di Sony, esprimendo i miei dubbi in merito. Oggi, come avrete intuito, tocca a Microsoft, ma, ci tengo a specificarlo, non per pura par condicio, né per evitare guerre di fanboy ed accuse di parzialità, ma perché c’è un reale ed evidente motivo.
Riguardo alle accuse di parzialità…beh, ciclicamente, arrivano lo stesso, e, oltre ad esserci abituati (tutti in redazione, non solo io), ci ridiamo sopra finché non ci dolgono le mascelle.

Occhio Critico

Da motrice…
Il motivo di cui sopra è presto detto: la generazione che ci apprestiamo a lasciarci alle spalle ha segnato, innegabilmente, l’ascesa di Microsoft dal ruolo di terzo incomodo a quello di protagonista della scena videoludica, che si sarebbe altrimenti cementata in un duopolio dopo la caduta di Sega a cavallo del nuovo secolo.
Dopo i discreti risultati ottenuti dalla prima Xbox, la casa di Redmond ha fatto tesoro di alcuni errori di valutazione, investito milioni di dollari in ricerca e sviluppo (come anche nell’acquisizione di studi second party, come Rare), e ha bissato con Xbox 360, lanciata sul mercato per prima, a inaugurare l’era HD e la settima generazione di console.
Non me ne voglia Sony, che ha saputo rimontare negli ultimi 2-3 anni e che tuttora sta supportando Playstation 3 molto più di quanto non stia facendo Microsoft con Xbox360, ma per la gran parte degli otto anni di vita della scorsa generazione la percezione generale era che Microsoft fosse la lepre e il colosso nipponico l’affannato cacciatore alle sue calcagna.
Microsoft ha saputo offrire un’infrastruttura di rete di eccellente qualità, che ha definitivamente sdoganato il multiplayer online anche su console, ha valorizzato il lavoro di decine di sviluppatori indipendenti, pubblicandone i giochi sul servizio XBLA, la cui ludoteca è eccellente a tutt’oggi, e ha saputo offrire prezzi nettamente più competitivi della concorrenza, pur richiedendo un abbonamento per usufruire dei servizi online.
Anche i più feroci detrattori della casa di Redmond dovranno ammettere che molte delle feature che oggi vengono date per scontate da un utente console, sulle quali peraltro anche la next gen si sta poggiando, sono figlie della visione di Bill Gates e soci, e i dati di vendita mondiali, Giappone escluso, testimoniano l’immenso successo della console a stelle e strisce.
Nonostante Sony abbia di recente comunicato di aver raggiunto gli stessi risultati, Microsoft è stata la prima (Nintendo esclusa, ma la grande N ha sempre fatto storia a sé) a potersi vantare di aver raggiunto le 80 milioni di macchine vendute in tutto il mondo: il dato è ancora più significativo se si pensa che il paese del Sol Levante ha contribuito solo in minima parte a questi dati, ignorando largamente Xbox 360.
A completare il quadro, gli achievement e quello che viene universalmente riconosciuto come il pad più comodo ed ergonomico della storia dei videogiochi: a questa impressionante serie di innovazioni l’unico neo a fare da contraltare è il famigerato red ring of death, che ha afflitto le macchine di prima (e in alcuni casi seconda) generazione.

…a traino
Alla luce dell’ottimo lavoro svolto con Xbox 360 e del notevole apporto al mondo del gaming, l’ultimo anno di Microsoft è stato un incubo di passi falsi, smentite, annunci roboanti ritirati il giorno dopo e operazioni di marketing quantomeno confuse.
Se l’apice è stato sicuramente la scelta di annunciare una console con i DRM e always online, per poi innescare una clamorosa retromarcia dopo poche settimane in seguito ai terribili feedback ricevuti dal pubblico, i mesi successivi non hanno aiutato a dissipare le nubi che gravano sull’ultima nata in casa Microsoft.
Ora Sony ha orgogliosamente annunciato di aver superato le 6 milioni di console vendute nel mondo da fine novembre ad oggi, e Microsoft, che pure non sta vendendo male, è distanziata, soprattutto in Europa, dove invece, contro ogni pronostico, Xbox 360 aveva fatto benissimo durante il suo ciclo vitale.
Le ragioni sono molteplici, e non tutte legate, semplicemente, al prezzo della console, di 100 euro superiore a quello di PS4, o alla figura barbina rimediata da Microsoft nei mesi precedenti al lancio: c’è dell’altro, dal resolution-gate alla scarsa attenzione al mercato indie, che la stessa casa di Redmond ha contribuito a far crescere, passando per una serie di piccole cadute di stile nei confronti del proprio pubblico.
Sebbene sia uno degli argomenti su cui più gli addetti ai lavori si sono concentrati negli ultimi mesi, non credo che i problemi avuti con la risoluzione possano segnare più di tanto il futuro di Xbox One: certo, se il trend attuale, che vede la versione Microsoft come quella generalmente più debole tra quelle next gen, dovesse stabilizzarsi anche per i prossimi anni, non gioverà certo alle vendite della console a stelle e strisce.
Piuttosto, da soddisfattissimo possessore di Xbox 360, sono rimasto deluso da una serie di atteggiamenti intrapresi da Microsoft: partiamo dagli indie.
In assenza di titoli tripla A di un certo rilievo, Sony ha saputo cavalcare l’”unicorno” indipendente così bene da mascherare la relativa pochezza del calendario uscite seguente alla line up iniziale, che pure era stata appena sufficiente: titoli come Outlast e Contrast, pur lontani da vette di eccellenza, hanno saputo appassionare l’utenza PS4, dando ulteriore valore ad un servizio come PS Plus, che già godeva dei favori del pubblico.
Microsoft, per tutta risposta, dopo una serie di titoli di lancio decisamente altisonanti, anche se non sempre realmente convincenti in quanto a gameplay puro, ha lasciato il suo pubblico a secco di grandi titoli per qualche mese, proponendo contenuti scaricabili al meglio dimenticabili, come quelli per Dead Rising 3.
Grazie agli indie, Sony sta lentamente rianimando anche PSVita, mentre da Redmond non traspare una direzione chiara da prendere in merito al florido mercato indipendente, la cui importanza credo sia destinata a crescere nei prossimi anni, in considerazione del fatto che gli intervalli tra le grandi uscite si dilatano sempre più.
A proposito di PS Plus, Microsoft sta tentando di scimmiottare l’iniziativa Sony con il suo “Games with Gold”, che però, almeno finora, ha proposto titoli molto vecchi, mediamente di scarso appeal, che hanno fatto decisamente più fatica ad incontrare i gusti del pubblico di quanto non abbiano fatto quelli proposti da Sony: il catalogo di titoli disponibili certo non fa difetto al colosso americano, ma serve una volontà reale di contrastare l’avversario ribattendo colpo su colpo.
L’arrivo di Titanfall potrebbe cambiare, in un colpo solo, lo scenario, vista la qualità del titolo e il bundle proposto con la console, eppure una rapida scorsa ad alcuni dei più importanti forum videoludici mondiali rivela invece un certo malcontento tra i possessori della macchina Microsoft.
La ragione è semplice: a soli 4 mesi dal lancio della console, il bundle propone, allo stesso prezzo della console “liscia”, anche il titolo Respawn, del valore di mercato di circa 70 euro, premiando quanti non hanno ancora acquistato Xbox One a discapito di tutti coloro che, nonostante i disastri a livello di immagine e le migliori performance della concorrenza, avevano dato fiducia a Microsoft.
Non che questo sia il primo caso di tagli di prezzo, più o meno consistenti: solo tre anni fa Nintendo fu costretta a rivedere al ribasso il prezzo richiesto per il suo 3DS, ma, a differenza di Microsoft (che ha ufficialmente smentito ogni possibilità a riguardo), premiò i suoi early adopters con venti titoli scaricabili dallo shop digitale, molti dei quali rimangono, a tutt’oggi, delle esclusive per i cosiddetti “ambasciatori”.
Questo non risparmiò alla casa di Kyoto delle sacrosante critiche, ma almeno riuscì ad indorare la pillola: il colosso americano, invece, sembra non curarsi della reazione del suo pubblico, analogamente a quanto fece nelle ore immediatamente successive alla presentazione di Xbox One, salvo poi ricredersi in maniera frettolosa e poco elegante.
Se a questo sommiamo altre piccolezze, come le mancanze del sistema operativo al lancio, cui si sta rimediando a poco a poco a suon di patch, o la pochezza di contenuti di un simulatore altrimenti eccellente come Forza 5, ritengo che a Redmond si stia scherzando con la pazienza e la fedeltà dei consumatori, che poi, in ambito videoludico, equivale a scherzare col fuoco.

Back on tracks
Il tempo e le potenzialità non mancano di certo: Xbox One è una console promettente, che potrebbe imporsi anche come media center polivalente e che ha in Kinect un asso nella manica notevole…o un peso morto non da poco.
Microsoft ha colmato in una sola generazione il gap d’esperienza che la divideva da colossi del settore come Nintendo e Sony, e adesso che anche quest’ultima chiede ai giocatori un abbonamento per il gioco online, molti videogiocatori indecisi potranno scegliere solo in base alla bontà delle esclusive, ai servizi offerti e alle performance della console.
Dopo aver rinnovato e arricchito il settore dell’intrattenimento videoludico, la casa di Redmond non può più permettersi passi falsi con Xbox One dopo gli inizi incerti, comunque premiati da vendite discretamente soddisfacenti, di certo migliori di quelle di Wii U.
L’inferiorità tecnica nei confronti di PS4, che da presunta si sta facendo sempre più reale di multipiattaforma in multipiattaforma, non è assolutamente pregiudizievole: la storia insegna, dal Nes alla PS2, che non è la pura potenza a fare di una macchina da gioco LA macchina da gioco.
La strada giusta passa necessariamente da una maggiore attenzione al mondo indie, da scelte il più possibile user friendly, da sconti sostanziosi sul catalogo digitale e dalla capacità di coccolare l’utenza, anche con piccoli gesti.






Il vantaggio che Microsoft ha concesso a Sony con delle scellerate scelte di marketing si è riflettuto nei primi mesi di vita delle due console, assolutamente trionfali (forse anche oltre i reali meriti) per PS4 e buoni, ma con molti chiaroscuro, per Xbox One.
Non è troppo tardi per rimediare, e sono sicuro che Microsoft abbia accumulato sufficiente know how per rendere la vita molto più difficile ai colossi nipponici, ma urge una sterzata immediata, che risvegli dal torpore l’utenza che ha terminato da settimane i titoli di lancio. Che sia Titanfall il gioco della svolta?Non ci resta che aspettare per saperlo.




TAG: occhio critico