Recensione 3 min

Nano Breaker

E’ da qualche tempo che un tale Koji Igarashi, un nome che non molti di voi ricorderanno ma che stà dietro ad una delle più indimenticabili saghe videoludiche dei tempi del 2D – quella di Castlevania –, tenta disperatamente di ripetere i successi di un tempo, ma con scarsi risultati: così dopo la parziale delusione di “Castlevania: Lament of Innocence” eccolo alle prese con un titolo riuscito addirittura peggio, Nano Breaker!

Piattaforma:
PS2
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
KCET
Distributore:
Halifax

Uomini e macchine
In un lontano futuro, l’umanità sta perdendo il controllo della nanotecnologia e le nanomacchine stanno iniziando a spargere sangue, nel tentativo di costruire un esercito di mostri meccanizzati.
L’unico in grado di salvare il mondo dall’apocalisse é un soldato cyborg munito di una potente spada al plasma con capacità di trasformazione. “Sfrutta le tecniche letali del cyborg e fatti strada tra le orde di nemici per salvare l’umanità!“. Questa in due parole l’insulsa premessa che a giustificazione di un massacro ludico particolarmente sanguinolento.
Come in ogni action guiderete il biondo Jake Warren (dal look veramente ridicolo: ha il corpo interamente rivestito da metallo come ogni cyborg che si rispetti, salvo che per il viso, incorniciato da morbidi capelli tagliati a caschetto…) e la sua plasma-blade trasformabile lungo livelli popolati da decine di stupidi avversari, pronti a farsi (letteralmente) squartare.
Naturalmente si comincia con i poteri ai minimi termini che vanno accresciuti raccogliendo i chip sparsi lungo i livelli: collocando i chip in un apposito diagramma ad albero, si acquisiscono man mano nuove mosse ed abilità. In questo caso viene lasciata una discreta libertà al giocatore che può scegliere quale tipo di poteri acquisire, visto che non è possibile acquisire tutte le abilità. Inoltre se non si è soddisfatti della propria scelta è sempre possibile staccare i chip e attaccarli altrove.
Quadrato e Triangolo controllano l’affondo verticale e quello orizzontale e in combinazione con il tasto R1 danno vita a tutte le possibili combo; oltre che tagliare come una normale spada, la spada del protagonista è in grado di emanare una sorta di frusta energetica, con cui afferrare e trascinare a sé i nemici più lontani. Inoltre col procedere del gioco sarà in grado di esibirsi in spettacolari trasformazioni, assumendo la forma di lancia, martello, ecc.
L’I.A. dei nemici è inesistente: vi vedono e vi attaccano seguendo pochi pattern predefiniti. La loro pericolosità è data unicamente dal loro numero (eccezion fatta per i coriacei boss), ma esistono vari espedienti per evitare di rimanere circondati, senza contare che volendo è quasi sempre possibile evitare il combattimento semplicemente ignorando gli avversari e procedendo oltre.
Paradossalmente i momenti più impegnativi del gioco esulano dalle fasi di combattimento: forse per aggiungere un minimo di varietà all’azione, i programmatori hanno pensato bene di inserire della fasi prettamente platform. Peccato che la cronica imprecisione dei controlli ed una telecamera poco collaborativa rendano i salti più semplici dei veri incubi, in grado di sfiancare la pazienza di chiunque!

Corridoio, corridoio, corridoio…
Proseguiamo parlando di un level design davvero geniale in termini di economicità: dall’inizio alla fine sembra sempre di trovarsi nello stesso posto, con relativamente poche varianti da ambiente ad ambiente. Le locazioni al chiuso sono strette, anguste ed estremamente lineari, quelle all’aperto…anche! Pertanto se non vi annoiano prima i combattimenti, ci penseranno ambienti sempre uguali a dare il colpo di grazie al divertimento.
Tecnicamente siamo su livelli molto scarsi: oltre che essere tutte uguali, le ambientazioni sono anche estremamente scarne e con colorazioni tendenti ad un deprimente grigio. Non migliora di molto la resa dei personaggi: del particolare look del protagonista si è già detto, i nemici potete classificarli tranquillamente sotto la voce “puro anonimato”, una schiera di mostroni tutti ugualmente insignificanti. Per il resto rimangono le esagerate quantità di sangue ed olio che sprizzano fuori dai nemici ad ogni semplice contatto…
Molto particolare la colonna sonora, i cui bizzarri suoni sono probabilmente dovuti al desiderio di creare qualcosa che si adattasse alla particolare ambientazione: può piacere o meno, ma di certo non la canticchierete quando sovrapensiero.

– Molte combo a disposizione

– Ripetitivo
– Level design poco ispirato
– Fasi platform da dimenticare

5.0

Nano Breaker è l’ennesimo action uguale a mille altri: tutto sa di già visto, ma nonostante tutto i combattimenti, grazie al buon numero di mosse a disposizione, risultano relativamente divertenti. Peccato che sia tutto il resto ad essere sotto la media, a partire dal comparto tecnico e dal pessimo level design per continuare con la sostanziale ripetitività dell’azione, senza dimenticare l’incubo delle sezioni platform. Se siete affamati di action fateci pure un pesierino, ma prima guardatevi in giro perchè si trova senz’altro di meglio…