Life is Strange: Before the Storm, la recensione dell’episodio 1

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 1 Settembre 2017 - 0:00

ATTENZIONE! Nelle recensioni dei capitoli di Life is Strange: Before the Storm sarà inevitabile parlare degli eventi della serie originale. Se non avete ancora giocato Life is Strange, vi sconsigliamo la lettura di questa recensione e di quelle che arriveranno.

Ad ottobre del 2015 si concludeva Life is Strange, con un finale che ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Un doppio finale, anzi, che rivelava i limiti del medium videogioco in termini di storia focalizzata sulle “scelte”. Ma un doppio finale che, in entrambi i casi, non lasciava assolutamente indifferenti. La sorpresa fu la capacità di Dontnod nel raccontare una storia così coinvolgente, un prodotto che in quell’annata si prese di diritto il suo posticino nei “best of” del 2015.
Dopo quel finale, che nonostante tutto avrà spazio per un sequel di qualche tipo ad opera dello stesso studio francofono, arriva Life is Strange: Before the Storm. La storia in tre capitoli che Deck Nine ha voluto incorniciare proprio intorno a Chloe Price, turbolenta co-protagonista delle vicende originali. Il racconto si svolge tre anni prima degli eventi vissuti nella serie originale, e nonostante tutte le comprensibili perplessità riguardo l’operazione, questo primo capitolo chiamato “Svegliati” è abbondantemente all’altezza di ciò che abbiamo giocato per opera di Dontnod.



Rachel cammina con me
Se Rachel Amber era, in Life Strange, la Laura Palmer del titolo Dontnod, in Before the Storm la sua posizione nell’intreccio narrativo è ancora più chiara, con tanto di immagine del fuoco come citazione ben più palese (e assolutamente non l’unica negli episodi della serie). È lei che sostituisce Maxine, in un certo senso, come spalla della vera protagonista Chloe. Non ha ancora i capelli blu come l’abbiamo imparata a conoscere, ma tutto il resto delle caratteristiche che ce l’hanno fatta amare (oppure odiare) ci sono ancora e anzi, in questi episodi scopriremo come e perché è diventata così cinica e disillusa. Lei è arrabbiata col mondo, un mondo che le ha portato via Max, allontanatasi da lei in un momento a dir poco difficile, ovvero a seguito della morte dell’amato padre, insostituibile presenza nel nucleo familiare. Proprio per questo odia David, il nuovo compagno di sua madre, che già conoscevamo e il cui personaggio stavolta avremo modo di approfondire. Sola, incompresa da tutti e probabilmente anche da sé stessa, ecco che è impossibile non essere folgorati dalla presenza di Rachel Amber, come un faro nell’oscurità di un mare in tempesta. L’incontro tra le due avviene nelle fasi iniziali, quando la reginetta della scuola trascina via Chloe da una rissa nel bel mezzo di un concerto punk-rock in una segheria abbandonata.
Da qui inizia il primo capitolo di Life is Strange: Before the Storm, l’incontro tra Chloe e Rachel che segnerà un rapporto molto forte, di cui noi giocatori conosciamo già il triste finale. Proprio per questo Before the Storm funziona fin dal primo minuto. È un prequel che poteva essere ruffiano oltre ogni misura, giocare sulla consapevolezza del destino delle protagoniste per infilare il coltello nel cuore delicato ed innamorato dei fan della serie. Invece, la scrittura dell’episodio (e si spera anche degli altri due) decide di viaggiare stoicamente sui suoi binari, non si appoggia all’ammicco facile e racconta una storia che, per regia, temi e dialoghi, è profondamente all’altezza di ciò che abbiamo visto in Life is Strange. Quindi, come prima cosa, posso dirvi che se come me avete amato la serie in cinque capitoli di Dontnod, sappiate che il lavoro di Deck Nine è ben più che rispettoso del materiale originale. L’unica cosa per cui i più intransigenti potranno storcere il naso è il cambio di doppiatrice per il personaggio di Chloe. Nessun problema comunque, perché Rhianna DeVries sostituisce in modo più che egregio Ashly Burch (che pure aveva vinto dei premi per la sua performance), e riesce anche nella difficile impresa di non snaturare troppo il personaggio e mantenere tono ed accenti abbastanza simili rispetto alla sua precedente versione.
Per il resto, non manca niente di ciò che aveva reso Life is Strange unico. L’estetica è la stessa, così come l’attenzione per la colonna sonora (che non ha ancora regalato perle come in passato, ma attendiamo l’ultimo episodio per giudicarla nel complesso) e i dettagli nelle ambientazioni. La simbologia è altrettanto importante in questo nuovo racconto, dove il cervo della serie precedente viene sostituito da un corvo, ad esempio, impresso anche su una delle t-shirt della protagonista. Arcadia Bay è ancora più viva grazie ai poster dei concerti, gli SMS che Chloe riceve, il diario si cui annota la sua vita (e nel quale ci si strugge per l’allontanamento di Maxine), ed i comprimari, alcuni noti come Victoria Chase e Nathan Prescott, ed altri inediti.

Viso truce e lingua tagliente
La caratteristica iconica dell’originale Life is Strange, ovvero il viaggio nel tempo, non è presente in Before the Storm. Tuttavia gli sviluppatori hanno confermato come Arcadia Bay sia un posto “speciale”, e neanche in questa nuova avventura mancheranno delle tinte sovrannaturali. Pur non potendo riavvolgere il tempo, in questo primo episodio Chloe ha dei momenti particolari in cui, attraverso quello che sembra essere un sogno, riesce a “raccogliere le idee” per così dire, ricomponendo i pezzi della sua vita per poter capire qualcosa di più di cosa le accade intorno. Negli episodi successivi è probabile che questi momenti onirici torneranno, anche se bisognerà capire come e che funzione avranno realmente. Sul finale dell’episodio c’è anche uno spunto per quella che sarà la trama portante della serie, presumibilmente, legata alla famiglia di Rachel Amber.
Tuttavia, gli sviluppatori hanno deciso di tradurre in termini di gameplay la sfacciataggine di Chloe nei dialoghi. In alcuni momenti prestabiliti sarà possibile iniziare una sfida verbale con alcuni personaggi. Ad ogni frase detta dall’interlocutore, Chloe potrà aggrapparsi ad uno o più termini della stessa per poter controbattere a tono, scegliendo tra alcune frasi prestabilite. Dopo un numero di volte (variabili a seconda della situazione) in cui Chloe riesce a sopraffare verbalmente l’avversario (o viceversa se si scelgono le frasi sbagliate), il dialogo si concluderà con la vittoria o la sconfitta della protagonista, il cui esito influenzerà le vicende immediatamente seguenti. Nel primo episodio, la meccanica viene utilizzata un paio di volte; è lecito pensare che questa feature sia abbastanza centrale anche per gli episodi futuri e non vedo l’ora di vedere come verrà messa in pratica. Inoltre (e soprattutto), attendo di scoprire se e come verranno modificate le situazioni a seguito di questi dialoghi. Per ora, comunque, il primo episodio di Life is Strange: Before the Storm mi ha convinto.


La caratterizzazione di Rachel Amber
Le atmosfere, l’estetica e la colonna sonora in stile Life is Strange
Stavolta sottotitolato da subito in italiano


Proprio per le sue similtudini, difficile che i detrattori di Life is Strange cambino idea
La caratterizzazione di Chloe a volte risulta eccessiva


8.0

Era lecito, almeno per i più pessimisti, aspettarsi una mera mossa commerciale per sfruttare un marchio tanto amato, ma Life is Strange: Before the Storm non lo è, fortunatamente. Il titolo di Deck Nine è rispettoso del materiale originale nella direzione artistica e nei contenuti, ma soprattutto non fa leva (eccessivamente) sulle emozioni scaturite dalla serie precedente per acchiappare il pubblico, mettendo in scena una storia solida e coinvolgente che, a modo suo, riesce a trovare una sua nicchia in quell’ “ecosistema” creato da Life is Strange. In attesa degli altri due episodi, sono più che soddisfatto di questo esordio.




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