Recensione 5 min

Legend of Mana

Descrivere un gioco come Legend of Mana non è affatto semplice. In ogni suo aspetto Squaresoft si è impegnata per sconvolgerne gli standard. Ecco che la storia e la narrazione divengono quasi un optional rispetto ai precedenti lavori della casa nipponica, ed ecco che il mondo di gioco si trasforma in una tavolozza magica pronta ad essere dipinta al nostro volere. Tutto quello che rappresenta l’essenza stessa di un gioco di ruolo è stato ridefinito, portando a vette mai esplorate i canoni del genere. E’ dunque con ordine ed entusiasmo che cercheremo di fornire una minima idea a chiunque voglia avventurarsi nel mondo pieno di sorprese di Fa’Diel.

Piattaforma:
PSX
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Square Enix
Distributore:
Koch Media

In principio era il Mana
Nonostante la natura un po’ atipica di questo prodotto targato Squaresoft, la storia principale narra di una guerra fra umani, fate, ed altre creature per il predominio del Mana, fonte di energie e potere. In seguito a tale conflitto, l’Albero del Mana (Mana Tree) dovrà essere risvegliato per far rifiorire le terre oramai desolate e contenute nei cosiddetti Artefatti. In Legend of Mana manca una vera e propria storia centrale il cui filone narrativo vi porterà dall’inizio alla fine degli eventi, ma sarà possibile completare in qualsiasi ordine una numerosa serie di quest (circa una settantina) ognuna legata in modo particolare alla Terra (Land) sbloccata. Il giocatore impersonerà il classico personaggio senza storia coinvolto, suo malgrado, negli eventi dei tre rami principali da seguire e portare a termine, ognuno diverso per protagonisti e personaggi coinvolti; Elazul e Pearl appartengono alla razza dei Jumi, il cui cuore esterno è un gioiello considerato di enorme valore e pertanto saranno braccati come ultimi esponenti della loro specie. Di tutt’altra natura è la storia di Larc e Sierra, fratelli della razza dragoon entrambi, ma combattenti dalla parte opposta, ognuno intenzionato ad eliminare il clan rivale per avere il predominio sugli altri. L’ultima storia racconta delle disavventure di quattro amici d’infanzia : Escad, Matilda, Irwin e Daena. Irwin ora è un mezzo-demone innamorato della sacerdotessa Matilda consumato dall’ira e dell’odio verso la società che non accetta la sua relazione e a tal proposito decide di distruggere il mondo per vendicarsi. irwin incontrerà sulla sua strada Elcad intenzionato a fermarlo e Daena che cercherà di trovare un compromesso.
Come si evince da queste brevi premesse, la narrazione e la trama sono tutt’altro che banali; al giocatore è data la possibilità di influenzare il corso degli eventi in base ad alcune scelte.

Il mondo è mio : Artefatti e Terre
La prima caratteristica che balza immediatamente all’occhio del giocatore è la non presenza di un mondo di gioco, ma soltanto di una griglia da riempire man mano. Il giocatore potrà scegliere da quale elemento partire inizialmente per poi proseguire come più gli aggrada. Ogni qual volta si entra in possesso di un Artefatto sarà possibile posizionarlo a piacimento sulla mappa di modo da generare la Terra corrispondente. Ad ogni Terra così generata, saranno associate quest, città, dungeons, personaggi e nemici corrispondenti, per una varietà pressocchè infinita di possibilità. Il meccanismo è piuttosto semplice : ogni Terra nasconde un artefatto, completata le quest relative a quella Terra si verrà in possesso dell’ Artefatto per poter creare così nuove Terre a nostra volta.
Per ogni Terra creata ci sarà un valore di Sprito di Mana (Spirit of Mana) che ne rappresenta la difficoltà e la potenza delle creature, sarà possibile, inoltre, distribuire questi punti nei tasselli adiacenti per beneficiare in futuri di alcune caratteristiche. Oltre l’innovativa creazione della mappa di gioco, ciò che innalza ancora di più gli standard del genere sono le possibilità date dalle numerose attività effettuabili dalla casa (Home) dell’eroe o dell’eroina scelta. Sarà possibile forgiare nuove armi o armatura, coltivare un orto (!) utile per l’allevamento di mostri in pieno stile tamagotchi, creare strumenti musicali o Golem utili in battaglia. Insomma la quantità non mancherà di certo, ed ogni aspetto del gameplay, nonché insolito, è stato curato nei minimi particolari.

Sistema di Combattimento
Il sistema di combattimento di Legend of Mana è tanto semplice quanto tradizionale; ogni arma potrà dare vita a diverse abilità speciali nominate appositamente Special Techs, accumulando punti esperienza sarà possibile godere di una vasta serie di attacchi a corto raggio o a lunga gittata, per un singolo nemico o un gruppo di avversari. Una speciale barra si caricherà man mano per rendere disponibili, di volta in volta, questi attacchi devastanti. E’ prevista, infine, la possibilità di controllare un secondo giocatore sia come uno personaggi della storia che nelle vesti di un altro eroe, tramite una seconda memory card, sebbene questa opzioni porti dei limiti.

Aspetto Tecnico
Se c’è un caratteristica che non è stata intaccata minimamente rispetto alle gloriose edizioni passate, questo è lo stile che permea ogni lato del comparto visivo. Ogni scenario, personaggio o luogo è stato tinteggiato di tenui colori pastello, con una palette particolarmente ricca ed adatta ad immergere il giocatore nell’universo magico di Fa’Diel. Il character design di Shinichi Kameooka si conferma eccellente nel saper donare ad ogni personaggio un tratto distintivo, senza scadere della banalità degli stereotipi, lavoro tutt’altro che semplice. Gli scenari di ciascuna Terra sono ricchi di particolari, evocativi e suggestivi come pochi altri nello splendore di una grafica bidimensionale che non conosce rivali in questo ambito. La magia di Fa’Diel è resa magistralmente dal level design, con dungeon, città e scenari indimenticabili dando al titolo Squaresoft un’atmosfera unica.
Le musiche, anch’esse di rilievo, sapranno trasportarvi ancora di più nelle vicende fiabesche con cui avrete a che fare, pur non brillando non si riveleranno mai inappropriate o stancanti.

Se proprio volessimo muovere un appunto in tanta magnificenza strutturale ed artistica potremmo sollevare il dubbio che a qualcuno il cambio di rotta drastico potrebbe non piacere. La mancanza di una storia portante sostituita da un insieme di mini trame spesso scollegate fra loro, potrebbe rendere il gioco meno attraente per chi abituato a vivere una trama unica e lasciarsi trasportare da essa fino alla fine della narrazione. In questo caso, Legend of Mana mostra l’unico limite che ne mina, seppur di pochissimo, la completa fruibilità, ovvero l’estrema libertà di scelta; se da un lato la possibilità di creare a piacimento la mappa di gioco (ma non solo quella) sulle prime entusiasma e stupisce, dall’altro a lungo andare diventa un’operazione di routine che potrebbe perdere di fascino, facendo sentire la mancanza di un filone narrativo principale. Ovviamente il giocatore più attento saprà apprezzare al meglio tutte le caratteristiche innovative che il prodotto Squaresoft porta con sé, regalando una linfa vitale al genere.

– Sistema di gioco innovativo..
– Stilisticamente eccelso
– Numerose quest..

– .. forse troppo
– ..ma manca una vera storia

8.3

Legend of Mana è un titolo atipico, come più volte sottolineato nel corso della recensione. Stravolge i canoni a cui siamo abituati da anni fin dalla fondamenta, relegando quasi in secondo piano la narrazione (vero cardine di ogni J-Rpg) a scapito di un sistema di gioco libero da molti vincoli. Il mondo di Fa’Diel vi s aspetta, ricco di magie e di quest, pieno di personaggi bizzarri e segreti da scoprire; pronto ad accogliervi con il suo strepitoso stile e il suo indubbio carisma. Sia che amiate la tradizione, sia che non disdegniate l’innovazione, il nostro consiglio è quello di provare questo gioco, potreste trovarlo piacevolmente intrigante nella sua struttura particolare, e avreste a disposizione sicuramente un degno esponente del genere capace di mettere in secondo piano quelle poche e piccole lacune volontarie che si trascina dietro.