Evolve

Provato
A cura di FireZdragon - 10 Giugno 2014 - 0:00

Entri allo showcase Microsoft, fai un giro veloce per avere un’idea chiara su cosa giocare per primo e poi in un angolo vedi cinque PC con una formazione decisamente strana: quattro sono affiancati e uno è dalla parte opposta, isolato. Quello è il riassunto perfetto di Evolve, uno shooter con un concept finalmente un po’ diverso dal solito e che in questo E3 2014 si è fatto vedere ben prima del previsto. Il nostro appuntamento con 2K infatti era programmato solo per mercoledì in fiera, ma sono bastati pochi attimi per convincermi a non attendere oltre e provarlo anticipatamente. Amore a prima vista lo definirei, soprattutto quando da solo puoi permetterti di affrontare un’intera squadra organizzata di quattro giocatori e ancor di più se puoi finalmente calarti nei panni di un dannato mostro tentacolare dotato di ali e colpi elettrici.

Evolve

Quattro contro uno, ma non mi fate paura.
Partiamo dalle basi, in Evolve potete interpretare uno tra i quattro membri di una squadra di caccia, o gettarvi direttamente tra le braccia di madre natura, trasformandovi lentamente da preda a predatore. In un evento recente avevamo già avuto modo di provare in maniera approfondita il titolo e anche allora ne eravamo rimasti piuttosto soddisfatti, ma questo non vuole semplicemente essere un ulteriore articolo di approfondimento o un secondo punto di vista, quanto un aggiornamento corposo visto che 2K, in questa build, ha messo in campo classi completamente differenti e un mostrone gigante del tutto nuovo.
La scelta era questa, attendere una manciata di minuti ed entrare in una squadra da quattro, magari calandosi nei panni dell’assaltatore o del medico per tenere il gruppo in vita, o attendere una mezz’oretta ma provare l’esperienza di guidare qualcosa di nettamente diverso da un essere umano, qualcosa di nuovo finalmente. Scelta ovvia e scontata, ovviamente, e così mentre ci rimpinzavamo di snack e gustosi involtini di mozzarella osservavamo con cura chi in quel momento era seduto davanti a noi.
Il mostrone ha una gestione della telecamera libera, ma non per questo semplicissima da utilizzare. Soprattutto negli spazi più stretti la telecamera fatica e nelle fasi concitate tenere d’occhio l’ambiente circostante e al contempo indirizzare i colpi non è esattamente immediato. Ci vuole un po’ di pratica insomma e chi ci precedeva sembrava non riuscire a trovare il bandolo della matassa. Il mostro era impacciato, goffo spesso schiacciava le sue prede e poi faticava a ingurgitarle proprio per la mancanza di spazio di manovra. Il Kraken in quel momento mi sembrava terribilmente debole e, nonostante i quaranta secondi di movimento libero utili ad accrescere le proprie abilità prima che i cacciatori entrino in scena, il vantaggio accumulato non mi pareva terribilmente ininfluente per l’esito della partita. Una conferma a dire il vero giunta veloce come una freccia, quando il Kraken si è trovato spalle al muro in un canalone dal quale non poteva fuggire. La nuova ambientazione, distante dalla giungla della nostra prima prova, non offriva poi così tanti ripari e le occasioni per cogliere di sorpresa gli umani si potevano contare sulle dita di una mano. I cacciatori dal canto loro sembravano saper cosa fare. Il Trapper stava tracciando già i movimenti del Kraken e l’assaltatore, non appena qualcosa si muoveva, fucilava senza pietà lanciando una pioggia di fuoco nella direzione della creatura indifesa. Le spore, scelte come skill iniziale, non impensierivano gli avversari, il medico ne assorbiva gli effetti velocemente e ben presto vita e armatura del Kraken hanno iniziato a calare bruscamente.
Il mostrone in trappola cercava disperatamente di liberarsi, ma arrancava sulle pareti verticali e la fuga non sembrava un’opzione. Tardiva e inutile la reazione, i cacciatori ormai avevano la meglio e una cupola energetica aveva già tagliato tutte le vie di fuga. In cinque minuti il mostro era stato fatto a pezzi, i cacciatori esultavano con gridolini di gioia alle mie spalle e la testa del Kraken penzolava già nella loro lista dei trofei: forse in Evolve le dimensioni non contano poi così tanto.

Evolve

Tempo di evolversi
Prendo il pad in mano e contemporaneamente mi arriva il briefing da parte degli sviluppatori. I comandi sono estremamente semplici e a mia disposizione quattro abilità principali, ognuna collegata ad un tasto specifico del pad, un attacco base e la possibilità di volare e utilizzare una sorta di dash aereo. Prima di iniziare però una scelta fondamentale, quella delle skill di partenza. Il Kraken a dispetto del mostro rivelato durante il primo evento è una sorta di caster fragile ma letale sulla distanza. Abbandono dunque l’opzione delle spore e mi concentro su una folata di vento che danneggia e sbalza gli avversari, prendo una sorta di colpo laser (praticamente identico al martello dell’alba di Gears of War come utilizzo) e una bolla elettrificata che colpisce tutti quelli che mi si avvicinano troppo. Sembrano tre buone opzioni per combattere e mi lancio nell’arena di gioco. Il primo minuto mi serve per prendere confidenza con i controlli, il tempo però scorre e devo nutrire il mio bestione prima che i cacciatori entrino in gioco. Un branco di creature innocue è quello che fa al caso mio, e fortuna vuole che con un sol colpo riesco a ucciderne due, lasciandone un terzo agonizzante. Il pasto è servito e con sommo stupore noto che la mia armatura si accresce ad ogni morso. Mi nutro velocemente e prima dello scadere del tempo trovo un altro grosso pachiderma, facile da uccidere e incredibilmente nutriente, tanto da permettermi di evolvere la mia forma. Pochi secondi al match ma ormai sono in ballo, prendo il rischio e creo un bozzolo intorno al Kraken dal quale esco dopo qualche secondo con nuovi punti abilità da spendere, energia aumentata e ovviamente un nuovo aspetto. Decido di ignorare completamente le mine spora e pompare ancora le abilità che possiedo. Annuso l’aria e scorgo le tracce dei cacciatori, sono io questa volta che li seguo silenziosamente. Li vedo in lontananza e mi danno le spalle, scrutano nei baratri attendendosi un’imboscata dal basso, ma, mentre hanno il capo chino, spicco il volo e inizio a lanciare la mia prima abilità: l’impatto è devastante, riesco a colpirli tutti e quattro contemporaneamente portandoli a metà vita e generando il caos. Il medico cerca di correre a curare i compagni ma il panico si è già diffuso facendoli dividere. Ne approfitto sbalzando l’assalto ancora più lontano e inizio a frustare con le ali il medico, unico in grado di curare. Diventa invisibile, tenta di rifugiarsi in uno scudo ma non gli do tregua. Il suo danno è minimo e così isolato muore rapidamente. I suoi compagni mi raggiungono tentando di rianimarlo, ma non ho intenzione di cedere il passo, li sbalzo nuovamente via e l’armatura precedentemente guadagnata assorbe i loro proiettili come nulla fosse: la mia vita è ancora intatta. Carico un nuovo colpo e centro in pieno il Trapper facendogli perdere i sensi, vedo finalmente la paura negli occhi dei due superstiti che si chiudono in un angolo scaricandomi addosso tutto il loro arsenale. Il dash mi permette di evitare i colpi più pericolosi, mettendo in mostra un’agilità sinceramente impensabile per un colosso come quello che sto muovendo. Mi avvicino rapidamente zigzagando e gli piombo sopra in picchiata. L’impatto li costringe a dividersi, si guardano l’ultima volta e vengono sbranati dal Kraken. La partita finisce con una seconda evoluzione che mi ha garantito la vittoria e un terzo stadio ancora tutto da scoprire.


– Tanti mostri diversi
– Molteplici strategie per accaparrarsi la vittoria






Evolve mi ha soddisfatto. Ha saziato la mia voglia di provare un titolo fresco, con buone meccaniche e un po’ di strategia. Soffermandomi a guardare diverse altre partite ho trovato i mostri (il Kraken in questo caso) più avvantaggiati contro cacciatori disorganizzati, ma contro una squadra unita le cose diventano davvero ardue, offrendo così un bilanciamento interessante. Il gioco finale includerà poi un matchmaking fatto appositamente per offrire l’esperienza di gioco migliore. Un titolo competitivo davvero da tenere d’occhio insomma. Unica perplessità contenuti e longevità, laddove la quantità e la varietà di mostri e soldati saranno il vero fulcro per decretarne il voto finale. il gameplay c’è, ora aspettiamo il resto.




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