Everybody’s Golf, una mazza, una palla, una recensione

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 30 Agosto 2017 - 0:00

In occasione del ventesimo anniversario della serie, della fine dell’estate e dei cinque anni dall’uscita dell’ultimo episodio, Everybody’s Golf torna su PlayStation 4. Pur non essendo Uncharted, il titolo di Clap Hanz rappresenta uno dei franchise storici più anziani tra quelli presenti sulle tante macchine di casa Sony.
Anche in questa nuova iterazione rimangono le basi che i fan della serie apprezzeranno: gameplay accessibile ma anche profondo per i più avvezzi, e tanto divertimento.
Visto il momento storico, la serie punta verso il comparto multigiocatore, qui fortemente potenziato, con tanto di editor dei personaggi che sostituisce i golfisti predefiniti dei precedenti capitoli. In fondo, il golf è “di tutti”, a quanto pare.

Everybody’s Golf, una mazza, una palla, una recensione

I golfisti dell’Isola
Nei primi momenti di gioco di Everybody’s Golf sarà necessario creare il proprio personaggio, che poi andrà ad abitare l’Isola del Golf, località rilassante e fresca che farà da hub per tutte le attività del gioco. Proprio qui sorgono i primi attriti. L’estetica del gioco è tutta orientata fortemente verso i manga e gli anime, dai personaggi alle animazioni, passando per le classiche “scenette” di imbarazzo e gioia che abbiamo visto in anni ed anni di cartoni animati e albi. Tutto questo non è un problema, se non fosse che l’editor (che è anche abbastanza stratificato e ricco di opzioni) fa sì che gli occhi e la bocca dei personaggi siano letteralmente appiccicati al viso del nostro avatar. Quindi, per forza di cose, viene a mancare l’espressività e quel minimo di caratterizzazione che dovrebbe rendere il nostro alter ego simpatico e affabile, benché stiamo pur sempre parlando di un golfista, s’intende. Personalmente, nonostante le criticità, guardando al passato della serie, preferisco questa versione con personaggi più slanciati e realistici, invece del character design super-deformed tipico della serie. Ma guardando le reazioni in rete al riguardo credo di essere nella minoranza più assoluta, quindi lo dico sottovoce e fate finta di non aver letto queste due frasi.
Riguardo l’atollo, invece, veniamo subito informati che l’Isola del Golf è il paradiso per tutti gli appassionati delle 18 buche. Ed è così, perché oltre a poter chiacchierare con PNG vari ed eventuali, per carpire i loro consigli o copiare di netto i loro modelli (per i pigri e poco creativi) così da importarli nell’editor dei personaggi, è possibile svolgere una serie di attività che esulano dal golf. Ci sono gare sui golf cart, le immancabili sessioni di pesca squisitamente nipponiche, si può nuotare nei laghetti o gironzolare alla ricerca di bonus e collezionabili vari, e tanto altro. Si tratta di esperienze che servono ad allungare la minestra e che, contrariamente alle aspettative, non distolgono troppo l’attenzione dal centro del gioco, ovvero il golf.
Golf che si può praticare come detto offline e online. Nel primo caso ci sono una serie di tornei a cui partecipare, con condizioni variabili più o meno realistiche e legate al meteo. Si può giocare in vari momenti del giorno, con vento più o meno forte. Può capitare di dover giocare anche con le buche tornado ad esempio, le quali attirano la pallina quando arriva nelle vicinanze, con la possibilità di infilare più birdie e eagle del solito. Questi tornei garantiscono punti esperienza che, oltre a potenziare le capacità del personaggio, permettono l’accesso a delle sfide con i boss, ovvero dei grandi campioni dell’Isola del Golf pronti per essere sfidati. Queste partite in particolare hanno delle regole ancora più variabili, rappresentando quasi delle boss fight all’interno di un titolo sportivo. Alla fine di ogni classe, che comprende tre boss da sconfiggere, si ottiene una nuova abilità e un oggetto o altri collezionabili. Ad esempio, nelle prime fasi di gioco si può ottenere un mezzo con il quale potersi muovere all’interno, ma il suo uso sarà ben più utile nelle modalità online, come vedremo. In generale, si tratta di un’esperienza abbastanza ciclica e non molto varia, boss esclusi, ma difficile chiedere di più a un titolo sportivo, anche perché se non altro vi terrà impegnati per parecchio tempo.

Everybody’s Golf, una mazza, una palla, una recensione

Il mondo è una buca
La nuova dimensione social e multiplayer di Everybody’s Golf è piena di possibilità per chiunque, per ogni occasione e tipo di giocatore. Rimane, ovviamente, la base ludica della modalità single palyer, ma le modalità sono piuttosto varie. Anche senza voler giocare a golf si può nuotare con altri giocatori, andare a pesca, e affrontare una serie di mini giochi che vi ricompenseranno sempre con qualche collezionabile, oppure le monete che serviranno a sbloccare nuovi vestiti e altri oggetti.
La modalità “Campo Aperto” è la modalità più rilassante di Everybody’s Golf. In questo caso si può girovagare in degli open world in miniatura in cui dedicarsi in una delle attività citate sopra, oppure mettersi alla prova in una delle nove buche a disposizione. In questo modo il risultato verrà registrato e, nel caso qualcuno batta il vostro punteggio, il gioco non mancherà di inviarvi una notifica per tentare di ribaltare il risultato. In questo modo è possibile scalare le classifiche globali in tempo reale, con risultato che possono variare anche di giorno in giorno, ovviamente. Si tratta della modalità più rilassante e tranquilla del comparto multigiocatore della produzione, che si contrappone in modo netto a “All’ultima buca”. In questo caso, due squadre di golfisti dovranno darsi battaglia per conquistare una serie di buche in un lasso di tempo. A suon di birdie, par (e qualche eagle), la squadra che ha totalizzato il punteggio migliore vince la buca, e chi ha il maggior numero di buche vince la partita. Ovviamente, una buca vinta non è al sicuro, perché ogni giocatore può tornare a tirarci più volte per migliorare il punteggio. Immagine l’unione ideale tra ruba la bandiera ed il golf.
A prescindere dalla modalità con cui vi approccerete al mondo online di Everybody’s Golf, possiamo dire che il lavoro di “socializzazione” del franchise è riuscito perfettamente. Entrambe le modalità funzionano e divertono, seppur in modi diversi, e le attività collaterali sono un ottimo modo per variare l’azione di gioco e rilassarsi un po’ tra una partita e l’altra.

Everybody’s Golf, una mazza, una palla, una recensione

È tutto nello swing
Al netto di tutto ciò che abbiamo detto, Everybody’s Golf è il solito titolo, e stavolta non in senso dispregiativo. Il sistema di gioco è immediato ma allo stesso tempo profondo quanto basta per non scadere nel tirare la pallina il più possibile vicino alla buca, e basta. Il sistema di tiro è quello ormai collaudato, nel quale bisogna premere tre volte il pulsante X con tempismo per riuscire a tirare il colpo perfetto, con la possibilità di inserire il terzo passaggio (il più complicato, quello dell’impatto) in automatico, per chi ha bisogno di fare pratica inizialmente. Ovviamente vanno calcolate la forza del vento, la pendenza del terreno, che influisce diversamente sulla dinamica del lancio: nei rough e bunker conviene fare tutti gli scongiuri del caso nella speranza che la pallina vada dove sperato.
Oltre al sistema di gioco ormai collaudato, Everybody’s Golf per PlayStation 4 aggiunge una serie corposa di collezionabili, rappresentati da una miriade di capi di abbigliamento ed acconciature con cui agghindare il nostro avatar, e una inedita progressione del personaggio orientata intorno alle mazze. I ferri ed i legni possono essere anch’essi collezionati, ed hanno una serie di valori come la potenza e il controllo (ovvero la capacità che la pallina sia il più precisa possibile nell’impatto) che influiscono sul lancio. Inoltre, con l’avanzare delle partite il nostro personaggio diventa sempre più abile ed efficace nell’utilizzo delle stesse, con un sistema che migliora le cose che si fanno attivamente per ognuna delle mazze. Molto semplicemente, più drive vengono effettuati più il lancio sarà potente, più volte si riesce a fare uno swing preciso vicino alla buca più la caratteristica controllo aumenterà. Allo stesso modo, anche il putter e la nostra capacità di applicare il backspin alla pallina aumenterà. In questo modo si viene spinti anche ad usare varie mazze per tentare colpi più vari, cosa che torna utile per potenziarle e allo stesso tempo imparare in modo fluido a variare i colpi buca dopo buca.


Ideale contro il logorio della vita moderna
Divertente per esperti ed inesperti
Il sistema di progressione ed i collezionabili spingono a giocare
Le basi del gioco funzionano ancora alla grande


Il single player è corposo, ma ripetitivo
Graficamente molto modesto
Caricamenti un po’ lunghi
Il nuovo stile dei personaggio può non piacere inizialmente


7.5

La nuova iterazione di Everybody’s Golf su PlayStation 4 è la riproposizione delle basi della serie con alcune novità interessanti: la nuova dimensione sociale ed il nuovo sistema di progressione. Entrambi funzionano molto bene, e rappresentano delle aggiunte al passo con i tempi di cui, forse, il franchise aveva bisogno. Certo da un po’ fastidio la resa generale del nuovo character design perché, pur volendo adottare l’estetica in stile anime, si poteva fare qualcosa di più. Allo stesso modo tutto il comparto tecnico scricchiola un po’, e di certo si poteva sfruttare meglio l’hardware. In ogni caso, giocare a golf è divertente e rilassante anche su PlayStation 4.




TAG: new everybodys golf ps4