Destiny

Provato
A cura di FireZdragon - 16 Giugno 2014 - 0:00

Questo E3 doveva funzionare da ultimo trampolino di lancio per Bungie e per il loro Destiny, shooter spaziale che si è sempre proposto al pubblico come una svolta per il genere, uno di quei giochi insomma capaci di rivoluzionare davvero l’industria dei videogiochi. I ragazzi di Bungie d’altra parte non sono certamente gli ultimi arrivati e i giocatori, praticamente sulla fiducia, si sono fatti trascinare verso il titolo da un hype decisamente elevato.
Destiny è stato promosso in maniera del tutto particolare e, piuttosto di far assaggiare grosse porzioni di gioco, Activision ha preferito stuzzicare le gole degli appassionati tramite piccoli teaser, giocando con la curiosità e l’appetito dei fan, quantomeno fino ad oggi.
Con la fiera losangelina e l’ormai imminente arrivo sul mercato del gioco, è giunta finalmente l’ora di fare sul serio e mostrare al pubblico tutte le potenzialità della produzione, magari allacciando qualche partnership importante per iniziare a gonfiare il numero di preorder.

Destiny

Sony comanda, Destiny risponde
Con una mossa abbastanza scontata è stata proprio la conferenza Sony a spalancare le porte al gioco, con una presentazione di tale qualità da lasciare tutti i presenti di sasso. Un grandissimo colpo d’occhio nella sala della Los Angeles Memorial Sports Arena ha portato tutti i giornalisti presenti a viaggiar tra le stelle con una proiezione sui megaschermi dell’auditorium di una galassia in guerra, viaggi intergalattici, battaglie combattute a suon di piombo e poteri speciali, e l’annuncio di un bundle con gioco, contenuti speciali e una Playstation 4 bianca in edizione limitata. Bungie e Activision avevano ovviamente previsto tutto ed ecco arrivare anche l’annuncio che ti svolta la settimana, l’apertura praticamente immediata delle porte di una closed alpha di Destiny.
Ancorati purtroppo a migliaia di miglia dalla nostra console redazionale, ci siamo dovuti accontentare di una sessione assai più breve di quanto avremmo voluto, sufficiente tuttavia a farci toccare con mano il gameplay del gioco e le sue effettive qualità.
La prima mezz’ora abbondante l’abbiamo passata in compagnia delle strike mission che, come suggerisce il nome, non sono altro che missioni cooperative d’assalto legate strettamente alla campagna di gioco di Destiny e che ci immergeranno nelle situazioni più disparate da affrontare in compagnia di altri giocatori umani. In questo caso specifico il nostro personaggio, di classe Titan, era già stato portato a livello 8, il massimo per l’alpha attuale, e si trovava già armato a puntino. Come in un qualsiasi gdr che si rispetti, infatti, missioni e nemici saranno infarciti di ricco loot da raccogliere e collezionare per diventare sempre più forti e poter proseguire in scioltezza con incarichi sempre più impegnativi.
Impegnativo è il termine giusto, perché il titolo ci ha dato l’impressione di non voler offrire al giocatore un’esperienza priva di sfida, ma anzi spingerlo fortemente a collaborare con gli altri membri del team per avanzare nella campagna. Scordatevi quindi di fare i Rambo della situazione, in queste missioni andare avanti da soli o lanciarsi allo sbaraglio tra mille nemici vi porterà unicamente alla morte. Sebbene fossimo la classe più resistente delle tre e strutturati per andare a colpire in corpo a corpo con una violenza devastante, i nemici più forti potevano tranquillamente ucciderci con un paio di colpi, facendo assumere alla tattica un ruolo fondamentale. Giocando d’astuzia però l’intelligenza artificiale nemica ha mostrato il fianco, imbambolandosi e andando in panico se attaccata da posizioni sopraelevate. Elementi insomma che andranno sistemati prima del rilascio del gioco, onde evitare di rovinare un’esperienza che a conti fatti è risultata davvero buona. Merito di tutto ciò è da ricercarsi nelle ottime meccaniche di shooting messe in mostra e da un gameplay indubbiamente ben strutturato. La risposta delle armi è quanto di più classico ci si possa aspettare, ma sono i poteri delle diverse classi a dare al tutto quella marcia in più. Il titan ad esempio poteva sferrare un colpo melee violentissimo, mentre il Warlock creare un’onda d’urto per respingere il nemico e decidere di riattivarla per attirare nuovamente a sé il bersaglio stordendolo. Anche le granate sono state ovviamente implementate, ma per evitare uno spam eccessivo Bungie le ha introdotte come semplici skill legate a un cooldown, così da dover ponderare attentamente quando e come usarle. A questo si aggiunge una mobilità più che discreta dei personaggi grazie alla possibilità di effettuare doppi salti e brevi planate sfruttando i booster montati sulla schiena, per una varietà dell’azione che si esprime al meglio nelle modalità multiplayer competitive.
Purtroppo da questo punto di vista l’unica partita che ci è stata fatta giocare era strutturata come un comunissimo e piuttosto banale conquest point, dove catturare tre basi e tentare di mantenerle il più a lungo possibile. Niente di nuovo sotto il sole, e il tempo a nostra disposizione non ci ha nemmeno permesso di approfondire maggiormente il discorso dell’equipaggiamento pvp, al momento parso non bilanciatissimo.

Destiny

Paure e pensieri
Quel poco che abbiamo visto e giocato ci è piaciuto. Abbiamo gradito l’ottima dinamicità degli scontri e anche il concept, molto simile a quello già visto in Borderlands, ma ampliato in maniera tale da offrire al pubblico un’esperienza di gioco completamente nuova. Il tutto supportato ovviamente da un buon comparto tecnico e da, speriamo, tantissime ore di gioco. Non mancano inoltre le chicche per gli appassionati, come una quantità enorme di armi ed equipaggiamenti da trovare, ognuno legato ad un elemento specifico, fattori che andranno tenuti accuratamente sott’occhio se si vorranno superare gli scontri più avanzati, durante i quali trovare i punti deboli nelle resistenze dei nemici diverrà compito essenziale. Leggermente più anonimo il pvp, almeno per quanto mostrato fino ad oggi, ma siamo sicuri che le sorprese non mancheranno con le prossime build, dove speriamo di assaggiare qualcosa di più circa la campagna e le ulteriori modalità di gioco extra. Buono infine il comparto tecnico, già ora fluido e in grado di offrire un colpo d’occhio eccellente, soprattutto per quanto riguarda il design dei nemici e delle ambientazioni, con texture particolarmente curate e colori vivi in grado di donare un’aura unica a tutto il gioco.


– Ottimo gameplay
– Tante ore di gioco






Destiny ci è sembrato a questo primo contatto un titolo solido, anche se carente di particolari doti in grado di elevarlo a messia di questa next gen come pensato al suo annuncio. Le fasi di shooting e il feedback delle armi ci sono piaciute in maniera particolare e le missioni coop riescono a brillare in modo particolare, forti di una profondità nel gameplay soddisfacente. Qualche dubbio per il pvp, piuttosto anonimo, da approfondire nelle prossime occasioni.




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