Cuffie CM Storm Sirus 5.1

Recensione
A cura di andymonza - 2 Dicembre 2011 - 0:00

Nata nel 2008, la linea CM Storm di Cooler Master accoglie sotto la sua ala una serie di periferiche dedicate al gaming di alta qualità. Tra una tastiera, un mouse e un case non poteva mancare un headset high-end, completo di 5.1 e realizzato con materiali di prima qualità.
Abbiamo provato per voi le Sirus 5.1 tra le desolate lande di Skyrim e gli affollatissimi campi di battaglia di Battlefield 3, ecco le nostre impressioni.

Sotto il vestito…
L’unboxing delle cuffie avviene in pochi istanti, la scatola è solida e i componenti ben separati: la dotazione di extra è buona, ma non eccezionale, tra un paio di earpad isolanti (a differenza di quelli già montati, che propongono invece un maggior comfort a scapito dell’insonorizzazione) e due cavi di connessione al PC. Il primo presenta i classici jack per le uscite 5.1 e un USB per l’alimentazione, l’altro invece una doppia presa USB (placcata in oro).
Quest’ultima connessione prevede l’utilizzo della Tactical Station in dotazione, la quale, oltre a consentire il controllo dei livelli audio tramite la pratica manopola, funziona anche come scheda audio 7.1 esterna, richiedendo perciò le 2 porte USB per la connessione, andando poi a collegarsi alle cuffie tramite un connettore Mini-DIN placcato oro.
Comunque si decida di connettere le cuffie al PC, la cavetteria si rivela sufficientemente lunga da concedere l’utilizzo anche in caso di postazioni con lo schermo lontano dal tower.
Manca invece qualsivoglia accessorio adatto al trasporto delle cuffie: se, considerate le generose dimensioni, questo potrebbe non essere un limite per molti, va detto che al prezzo d’acquisto non indifferente una semplice busta griffata avrebbe potuto migliorare l’offerta complessiva.

Materiali, specifiche e software
A un’analisi esterna le cuffie appaiono molto ben costruite, sia per quanto riguarda i materiali plastici utilizzati, opportunamente “gommati” per risultare piacevoli al tatto e antiscivolo, sia per le parti in tessuto, come il cuscinetto posto sotto l’archetto, morbido ma resistente, ottimo per distribuire bene il peso non indifferente dell’headset.
Ben costruita anche la limitata basculazione degli auricolari, dotata di sufficiente gioco e molto precisa nel montaggio. Stesso dicasi per il microfono, la cui asticella risulta realizzata con una gomma flessibile ma resistente e va a porsi alla perfetta distanza dalla bocca, senza ingombrare né causare fastidi. L’impressione generale è di assoluta solidità, laddove anche esercitando pressioni le parti si confermano ben assemblate e resistenti.
Anche l’occhio vuole la sua parte, e all’accensione del PC le Sirus 5.1 sfoggiano un’illuminazione in rosso del logo, e un led rosso all’estremità del microfono, il quale si accende quando quest’ultimo viene “mutato”: l’effetto complessivo è di sicuro impatto scenico.
Una volta rimossi i padiglioni si può osservare la distribuzione dei diffusori: i driver sono quattro per lato, da 30 mm quelli laterali, posteriori e centrali e da 40 mm i sub.
I primi presentano un’impendenza di 32 Ohm, mentre per i sub il valore si attesta a 40. La sensibilità si attesta sui 105 dB e la risposta in frequenza a 10Hz-20,000Hz.
I valori del microfono si attestano invece a 100-10,000Hz per la risposta in frequenza e a -46dB +/- 3dB per la sensibilità, mentre l’impendenza è di 2.2k Ohm.
Molto ben realizzata anche la Tactical Station: la forma tonda e le piccole dimensioni la rendono un perfetto ornamento da scrivania, mentre la realizzazione in metallo le dona il giusto “peso”, con la manopola molto precisa all’utilizzo e la gommatura inferiore ottima per evitare scivolamenti in caso di piani inclinati. I tasti posti a mezzaluna permettono una regolazione indipendente dei volumi dei diversi canali, che utilizzando la connessione diretta 5.1 andrebbe invece fatta dal mixer della scheda audio o dal pannello di controllo delle cuffie, garantendo quindi una maggiore comodità e immediatezza nella taratura dei volumi. Trovano posto anche due ulteriori pulsanti, utili per togliere momentaneamente l’audio e per “mutare” il microfono.

Software
Non incluso nella scatola ma scaricabile dal sito ufficiale, il software a corredo delle Sirus 5.1 non è da installare obbligatoriamente, ma riserva alcune interessanti opzioni. Purtroppo il design non è dei migliori, in quanto tutte le regolazioni aggiuntive rispetto a quelle già possibili con la Tactical Station sono praticamente nascoste: occorrerà infatti cliccare con il tasto destro del mouse sull’icona a forma di altoparlante per avere accesso a dell’ulteriore fine tuning dell’audio, tra cui troviamo anche un’interessante enfatizzazione dei bassi. Interessanti anche i preset disponibili, dedicati al gaming, alla visione di film o alla riproduzione di brani musicali, rappresentano un’ottima base da cui partire per gli utenti meno “smanettoni”. I pro potranno invece creare i loro settaggi predefiniti, salvarli e richiamarli velocemente.
Meno utile, ma senza dubbio buona per farsi qualche risata, è la schermata di regolazione del microfono, che permette di aggiungere effetti alla propria voce, perlopiù con risultati ridicoli.

Prova sul campo
Onde testare a fondo le prestazioni delle Sirus 5.1 abbiamo deciso di utilizzare come terreno di prova titoli di ultima generazione, quali Battlefield 3 e Skyrim. Entrambe le esperienze di gioco hanno riservato buone sorprese: la divisione dei canali si è rivelata ben orchestrata, con i bassi sufficientemente enfatizzati (soprattutto attivando l’apposita funzione sul pannello di controllo dell’headset). I valori riproduttivi dell’audio di gioco e della voce si sono rivelati ben distribuiti utilizzando il preset per il gaming, riservando un’esperienza di primo livello. L’effetto 5.1 sorpassa di gran lunga qualunque “virtualizzazione” possibile con impianti 2.1, restituendo un audio posizionale molto più credibile. Come lato negativo, segnaliamo la tendenza a distorcere a volumi molto alti, ma si tratta di un fattore assolutamente relativo per la maggior parte dell’utenza dotata di un udito nella norma (e affezionata alla salute dei propri timpani).
Le Sirus 5.1 si sono rivelate ottime anche per la riproduzione di film in alta definizione: il Blu Ray de Il Cavaliere Oscuro ha riservato grandi soddisfazioni, tanto nella riproduzione della colonna sonora, quanto in quella dell’effettistica di alta qualità, anche grazie al buon bilanciamento del preset dedicato al cinema.
La riproduzione di tracce musicali è buona, ma non eccezionale e non si tratta del resto dello scopo primario per cui le cuffie sono state realizzate: nel caso comunque non ci si cali nei panni dell’audiofilo convinto, l’ascolto di musica riesce comunque a soddisfare, grazie alla buona risposta dei bassi e dei medi, laddove a mancare è nel complesso proprio la fascia più alta.






A fronte di un prezzo senza dubbio elevato, dai 100 ai 130 euro nei vari e-shop, le Sirus 5.1 offrono ottime prestazioni, una dotazione di assoluto livello e una qualità di materiali e assemblaggio ben sopra la media. Tutto questo si traduce naturalmente in un’esperienza audio notevole sia nel gaming sia nella riproduzione di film, e in un indiscutibile comfort: grazie al buon design, anche dopo diverse ore di utilizzo le cuffie non stancano.
Uniche note negative, la mancanza di un contenitore per il trasporto e la tendenza a distorcere leggermente ai volumi più alti, ma si tratta di nei che passano in secondo piano se confrontati con la qualità generale del prodotto, uno dei migliori in assoluto per il gaming su PC.




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