Recensione 8 min

CSI: Crime Scene Investigation

“Quelli del DNA”
C.S.I.: scena del crimine (intitolato in originale C.S.I. – Crime Scene Investigation) è il programma americano più visto della stagione 2002-2003; negli Usa ha battuto ER e Friends, in Italia è stato votato come “miglior serie d’inizio stagione” dall’Accademia dei telefilm ed è entrato nella top-ten dei telefilm americani più visti nel nostro paese dal 1996 ad oggi.
I Protagonisti, un gruppo di detective della polizia Scientifica di Las Vegas, sono soprannominati “Quelli del DNA”.
Lavorano in squadra e prestano attenzione scrupolosa ad ogni dettaglio (saliva, capelli, rossetto, cenere, briciole, pulviscoli, granelli di sabbia e persino la presenza del numero di mosche in una stanza) per comprendere la dinamica del delitto e raccogliere prove di colpevolezza: dal DNA alle impronte digitali, dalla testimonianza all’esame grafologico, dalla perizia balistica all’esame in laboratorio d’ogni sostanza sospetta. Diciamo subito che come sceneggiatura e migliore interpretazione, merita l’oscar.
Basterà veramente poco per affezionarsi all’equipe del Criminalistic Bureau di Las Vegas, ai loro successi professionali ed alle vicende umane e sentimentali, che gravitano attorno ad essi, grazie anche alla competenza e alle grandi capacità degli attori che riescono a raccontare con naturalezza le emozioni e le sensazioni che appartengono ai propri personaggi.
Nel cast troviamo Gil Grissom, interpretato da William Petersen, punto di riferimento e capo del gruppo, Catherine Willows (Marg Helenberger) Warrick Brown (Gary Dourdan), Nick Stokes (George Eads), Sara Sidel (Jorja Fox) e il coordinatore e capitano Jim Brass (Paul Guifoyle) del dipartimento della Squadra Omicidi. Apparizioni sporadiche anche per Eric Szmanda (Greg Sanders) e Robert David Hall (dott. David Robbins), che nella seconda serie diventano fissi.

Piattaforma:
PC
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
Sviluppatore:
369 Interactive
Distributore:
UbiSoft

“Risolvi il caso”
Il gioco inizia con un breve filmatino, una panoramica notturna naturalmente sulla città di Las Vegas, e subito c’introduce nella stanza dei bottoni … ehm nel regno di Gil Grissom, per chi non lo conosce posso dire che la sua stanza rispecchia perfettamente il suo essere: single, ex-coroner e soprattutto entomologo.
Gil (scusate la confidenza, ma dopotutto ora siamo suoi colleghi) inizia a parlare e mentre si complimenta con noi, per essere stati scelti come agenti della CSI, squilla il telefono. Sappiamo benissimo che ogni telefonata che riceviamo non è certo di piacere, e non promette niente di buono, è il nostro lavoro lo amiamo e allo stesso tempo lo odiamo, ma solo convivendo con il male lo si può capire e spesso neutralizzare.
Neanche ci siamo presentati che subito ci ritroviamo in una camera d’albergo, no non è per un appuntamento, e questo lo notiamo subito dai fatidici nastri gialli, siamo qui perché è stato commesso l’ennesimo delitto.
La vittima è una donna bianca, giovane, longilinea. È legata sul letto, dalle tracce d’ecchimosi sul collo si può pensare che sia stata strangolata, apparentemente non sembra sia stata violentata, ma questo compito lo lasciamo al coroner, quello che dobbiamo fare è raccogliere tutte le prove visibili ed invisibili e con quelle ricostruire l’efferato delitto.
Il nostro superiore ci lascerà carta bianca sullo studio, la raccolta degli indizi e delle deposizioni, ma se servirà, e se glielo chiederemo, ci darà un po’ d’aiuto sia sul proseguimento delle indagini, sia su come usare una prova indiziaria.
Non preoccupatevi dei suoi modi, apparentemente possono sembrare un po’ bruschi, ma è una persona che tiene al suo lavoro più d’ogni altra cosa, un ottimo mentore e pieno d’umanità … il mio consiglio, fate tesoro dei suoi suggerimenti.

“Crime Scene do not cross”
La scena del crimine, l’area delimitata dai nastri gialli, anche se per la vittima è il suo punto di fine, per noi, novizi della CSI, sarà il nostro punto d’inizio.
Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dalla scientifica di Las Vegas dovremmo, non solo sul luogo del delitto, trovare e raccogliere tutte le prove inerenti al caso e per questo potremmo usare il kit del bravo agente della CSI.
Gli attrezzi del mestiere si dividono in strumenti per la raccolta delle prove, “Strumenti di raccolta” e strumenti per l’individuazione delle prove, “Strumenti di indagine”.

Strumenti di raccolta:
– Tampone per prelevare campioni di DNA o di sostanze liquide;
– Guanti per raccogliere le prove senza rischio di contaminarle (spero non siate allergici al lattice);
– Pinzette per raccogliere le prove minuscole come capelli o frammenti di vetro;
– Kit per Calchi molto utile per prendere le impronte d’orme di scarpe e le tracce di pneumatici;
– Mikrosil simile allo stucco, utile per fare lo stampo delle ferite;
– Nastro Adesivo comodo per prelevare materiali sospetti dagli indumenti;
– Rileva Impronte Elettrostatico capace, tramite un campo magnetico, di rilevare impronte su diverse superfici.

Strumenti di indagine:
– Ingranditore per cercare il classico pelo nell’uovo;
– Ninhydrin sostanza capace di rilevare le impronte digitali sulle superfici porose, tipo la carta;
– Pennello per stendere la famosissima polverina per rilevare le impronte digitali;
– Lampada Raggi UVA per trovare contusioni (sui corpi delle vittime) o acceleranti;
– Rilevatore per assorbire ed identificare i gas;
– Luminol usato in tutti i film, e anche nella realtà, per rintracciare tracce di sangue su superfici apparentemente pulite;
– Videocamera a Raggi Infrarossi utile per rilevare fonti di calore.

Naturalmente non tutte le prove sono utili per risolvere i vari casi, ma tutte dovranno, una volta raccolte, essere analizzate all’interno dei laboratori della CSI, per questo avremmo a disposizione sia un computer collegato alle più complete banche dati, sia un microscopio per confrontare i diversi tessuti o capelli.
Mentre prove tipo DNA, campioni di gas o liquidi e molte altre dovranno essere analizzati dal bravissimo tecnico di laboratorio, e naturalmente nostro collega, Greg Sanders il quale, oltre a comunicarci delle informazioni (in modo quasi istantaneo), ci fornirà anche delle imbeccate su come utilizzare i campioni indiziari.
Per ultimo, anche se il Coroner è un uomo fondamentale all’interno di un delitto, bisogna chiedere informazioni a David Robbins “Chief Medical Examiner di Las Vegas” sull’ora presunta e la causa della morte, in alcuni casi ci metterà anche a disposizione campioni di DNA della vittima.

Grafica e sonoro
Come fan della serie televisiva, parola di scout non mi sono mai perso una puntata, credetemi se vi dico che ho apprezzato moltissimo il lavoro che i programmatori hanno fatto nel ricostruire i vari personaggi di CSI in 3D (la rima non l’ho cercata).
Ottimi anche i modelli grafici che sono stati usati per raffigurare gli indiziati e le vittime, mentre purtroppo non posso elogiare le scenografie usate …ehm scusate … le ambientazioni in cui il nostro alterego dovrà aggirarsi per districare il bando della matassa.
Quest’ultime sono state interamente realizzate in 2D, ma questo non è un male basti pensare a giochi tipo Amerzone o Post Mortem, dove le ambientazioni di gioco, disegnate in modo eccelso, non facevano rimpiangere ai giocatori titoli con grafica completamente in 3D.
Ma in CSI ci troviamo, anche se ben disegnati, in ambienti scarni e molto circoscritti; spesso ci capiterà di dover raccogliere i pochi indizi in una sola stanza, nella quale l’unica possibilità di movimento sarà data dalla visuale in prima persona (ricordo che l’area video è impostata a 800*600, non modificabile), lo sguardo poi si potrà ruotare di 360° solamente a sinistra o a destra, tutto questo naturalmente sul posto (lascio a voi gli ulteriori commenti).
Mentre Ottima la scelta, dei programmatori, di inserire i famosissimi Flashback di ricostruzione degli accaduti. Come nei telefilm anche la versione videoludica presenta le scelte registiche che hanno contraddistinto CSI dagli altri polizzieschi del genere, quelle di ricostruire i movimenti e le azioni legate ai crimini tramite filmatini d’intermezzo ogni qualvolta si acquisiscono prove nuove o troviamo il colpevole.
Molto buono è il comparto sonoro, la colonna usata è quella della serie televisiva, degni di nota sono i cambi di tonalità e gli spezzoni musicali che sentiamo ogni qual volta troviamo indizi importanti o scopriamo l’identità dei criminali.
Per chi ha seguito la serie della CBS riconoscerà le voci originali di William Petersen, Marg Helenbe e compagnia bella, mentre rimarranno un po’ delusi i videogiocatori, che come me, ha visto i telefilm su Italia1 o Tele+.
Purtroppo noi italiani ci dovremmo accontentare dei sottotitoli (per fortuna in italiano), anche se ben tradotti peccano del classico problema che spesso hanno i sottotitoli: quello d’essere troppo sincronizzati con le voci dei personaggi impedendoci cosi d’apprezzare a pieno lo sforzo grafico fatto dai programmatori. Infatti, chi giocherà a CSI cercherà a tutti i costi di leggere tutto il testo, per non perdere il filo del discorso, trascurando così la fattura e le movenze degli interlocutori.

Giocabilità
Il titolo come già anticipato è un’avventura grafica in prima persona, naturalmente di stampo poliziesco. La prima caratteristica, che salta subito agli occhi, è che CSI usa il più famoso sistema di gioco quello “punta e clicca”, forse noi recensori stiamo abusando un po’ troppo di questo termine, ma dopotutto è il modo più veloce per descrivere quello che si può fare all’interno della storia e quello più conosciuto dai veterani delle avventure grafiche.
Il tutto rimarrà semplice ed intuitivo, tramite la rotazione del mouse potremmo voltare lo sguardo a sinistra ed a destra, per controllare meglio le varie locazioni di gioco, tramite il click sinistro potremmo scegliere cosa fare: cambiare la locazione, prendere/usare un oggetto o scegliere quale domanda effettuare durante gli interrogatori.
Oltre al sistema di gioco anche la struttura grafica usata è user-friendly (facile da usare), infatti, è divisa in sezioni ben distinte: Luoghi, Strumenti, Prove e per ultimo la nostra valigetta contenente il “File dei Casi”.
Con due click del mouse possiamo decidere, a secondo del caso, subito cosa fase se dobbiamo spostarci per trovare o controllare le nuove prove basta andare su luoghi e scegliere quello appropriato, se invece dobbiamo raccogliere o controllare gli indizi basta scegliere Strumenti o Prove.
Il File dei Casi contiene invece tutti i nostri progressi all’interno del caso: i dati riguardanti la vittima, eventuali sospetti e per ultimo i diversi filmati di ricostruzione dell’accaduto.
Come in tutte le avventure che si rispettano anche CSI è costituito da diverse locazioni, alcune come il Laboratorio d’Analisi e l’ufficio del capitano Jim Brass sono disponibili sempre, altre saranno accessibili solo dopo aver trovato determinate prove, da notare che l’obitorio sarà disponibile solo in presenza di una vittima … NO corpo … NO Coroner.
La ricerca degli indizi, come già anticipato, è affidata al nostro bravo mouse, purtroppo il gioco pecca troppo sulla scarsa ampiezza delle locazioni e le prove indiziare, disegnate in 2D, non ci aiutano nella nostra ricerca. Passeremo la maggior parte del tempo, dedicato all’indagine, aspettando che il puntatore del mouse cambi di colore, per capire se dobbiamo raccogliere o controllare meglio la prova appena trovata.
Infine due parole sul sistema di salvataggio. Quest’ultimo è completamente automatico, il gioco ogni volta che troviamo o facciamo progressi all’interno del caso salva automaticamente la nostra posizione, in questo modo ci aiuta nel compito, che per alcuni è alquanto frustrante, quello di ricordarsi di effettuare un QuickSave.
Ma, visto che non siamo mai contenti delle innovazioni, questa comodità può creare alcuni problemi, dato che il salvataggio è unico si potrebbe verificare (naturalmente parlo per esperienza vissuta e non per sentito dire) che il PC o il gioco vadano in Crash rendendo illeggibile il file, con la piccola conseguenza di rieffettuare tutti i casi dall’inizio. Vi consiglio vivamente, visto che sono alquanto previdente, di fare una copia del file in questione (facilmente localizzabile) come back-up.

Longevità
Purtroppo è giunta l’ora di parlarvi della nota dolente ti tutta l’avventura grafica, la “Longevità”.
Il gioco è articolato in 5 (scusate se mi ripeto, cinque) casi, il primo oltre a farci da tutorial ci permetterà di scoprire ed utilizzare al meglio la maggior parte degli oggetti che ha un membro della squadra CSI.
Gli altri casi anche se in sintonia con la serie televisiva, ricordo che sono stati scritti appositamente per il gioco, non sono troppo complessi o troppo lunghi, una volta individuate le prove compromettenti, il presunto colpevole si auto incolpa e a noi non ci resta altro che passare al caso successivo.
E’ vero abbiamo una tabella di statistiche riassuntive, che ci permette di controllare se abbiamo scoperto tutti gli indizi, ma i benefici di completare le indagini al 100% sono talmente pochi che spesso non conviene ripetere una missione appena conclusa (da notare che gli screenshots delle immagini Bonus sono sull’HD).
I casi poi seguono tutti una trama semplice e lineare, l’unico colpo di scena ci verrà offerto alla fine, ma detto questo non aggiungo altro non vorrei rovinarvi troppo il gioco.
Concludo solamente dicendo che se la Ubi faceva uno sforzo in più mettendo all’interno del gioco altri cinque casi la longevità ne avrebbe goduto, invece ora rasenta appena la sufficienza … forse ci avevano pensato (da notare che sull’HD i casi sono 6 meno uno il quarto, sembra sia stato occultato), ma il risultato finale è stato tutt’altro.

– Storie e narrativa a tema CSI
– Interfaccia di gioco facile ed efficiente
– Ottimi i flashback

– Grafica datata
– Troppo, troppo corto
– Movimenti nelle scene limitati

6.8

Quando scoprii che l’Ubisoft aveva acquistato i diritti d’autore dalla CBS per creare un videogioco dalla serie di CSI, non nego di aver fatto carte false per farmi aggiudicare, dal caporedattore, la recensione del gioco, volevo essere io a recensirlo perché come fan di “Quelli del DNA” non volevo assolutamente perdermi il titolo in questione.
A conti fatti dopo averlo visto, giocato e finito, posso assicurare a tutti gli irriducibili del Venerdì sera che i futuri possessori di CSI non si pentiranno dell’acquisto fatto. L’avventura è ben fatta, e rispecchia in tutto e per tutto la nostra serie preferita, effettivamente pecca troppo sulla longevità, ma nel complesso non posso dire di essere rimasto deluso.