Recensione 5 min

Borderlands 2

Quanto ho amato Borderlands. Il primo episodio, con l’effetto novità di una delle IP più dirompenti della scorsa generazione di console, e il secondo, che perfezionava la formula fino a renderla quasi perfetta. Per non parlare delle campagne di contenuti scaricabili, che abbinavano quantità e qualità con una semplicità disarmante.
Si fa presto quindi a spiegare la mia eccitazione all’annuncio della versione Vita del titolo, soprattutto con premesse come il cross-save con PS3 e l’inclusione nel pacchetto di molti (ma non tutti) DLC post lancio.
Eppure quello che mi rimane dopo una ventina di ore è solo uno spiacevole amaro in bocca.

Piattaforma:
PSVITA
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Gearbox Software,2K Games
Distributore:
Gearbox Software

Pandora sempre in tasca
Come per altri porting recenti, non mi soffermerò sulle qualità intrinseche del titolo Gearbox, confidando nel fatto che, se seguite Spaziogames anche solo distrattamente, avrete avuto due anni per leggere recensioni, commenti e pareri sulla sua bontà: è la qualità della versione per la console portatile Sony sotto la lente d’ingrandimento, ed è solo su questa che mi soffermerò.
Come dicevo, le perplessità legate alla possibilità di rimpicciolire un mondo tanto vasto e variegato come quello di Pandora senza perderne l’inconfondibile essenza sono state controbilanciate da un lavoro di marketing ben fatto: pur mancando il cross buy, la possibilità di trasferire in maniera indolore il proprio salvataggio da PS3 a Vita e viceversa è un plus notevole, e di certo la grande quantità di contenuti e il prezzo budget (25 euro) non guastano.
Sony, negli ultimi anni, si è distinta per iniziative a vantaggio di noi giocatori, e questa riduzione portatile di Borderlands 2 non fa eccezione.
Il problema, semmai, è che Iron Galaxy Studios, team di sviluppo responsabile della versione in questione, ha preso un po’ troppo alla lettera la parola “riduzione”, proponendo uno dei porting tecnicamente peggiori che si siano visti su PsVita dai tempi del suo lancio sul mercato.
Onestamente, va detto che la scommessa accettata dallo studio statunitense era quasi proibitiva: far fronte alle limitazioni tecniche dell’ambiente di sviluppo portatile, avendo peraltro a che fare con uno dei titoli contenutisticamente più imponenti degli ultimi anni, non era cosa da tutti.
Cionondimeno, nessuna delle soluzioni adottate è sembrata indolore, e il risultato finale è lontanissimo dagli standard cui la serie aveva fin qui abituato milioni di fan.

Sequenza di diapositive
Ognuna delle caratteristiche che hanno reso Borderlands 2 un successo è stata annacquata, ad eccezione del sublime sense of humour che permea l’intera produzione e alla bontà della sceneggiatura, che si rivela godibile anche per chi ha spulciato a fondo la versione casalinga (nonostante non proponga cambiamenti di sorta).
Partiamo dal framerate, che rappresenta sicuramente il punto più basso della produzione: nonostante il team di sviluppo dichiari di aver stabilizzato il motore sui 30 FPS, che costituirebbero un compromesso accettabile, durante la mia prova il framerate ha mantenuto queste promesse solamente in situazioni di calma, nelle città o durante le (rare) fasi di esplorazione, perché, non appena a schermo comparivano nemici, si spaziava da rallentamenti diffusi fino a situazioni estreme in cui sembrava di assistere a sequenze di diapositive a circa 10 -15 fps massimo.
E questo nonostante accorgimenti tecnici nemmeno troppo nascosti, come il fatto che i nemici ora esplodono invece di rimanere morti a terra, così da non appesantire il motore, o la diminuzione della quantità di avversari contemporaneamente a schermo, che non ha mai superato le cinque – sei unità, a fronte delle risse reali che hanno reso famose le versioni casalinghe.

Se non fosse per Killzone Mercenary, complici le pessime performance di franchise come Resistance e Call of Duty su Vita, si potrebbe pensare che sia la scarsa potenza di calcolo della macchina Sony la colpevole di situazioni come questa: il lavoro di Guerrilla, invece, testimonia come una conversione curata possa ovviare alle mancanze hardware, così da consegnare al pubblico un prodotto comunque godibile.
Borderlands 2 lagga praticamente in ogni frangente: quando il gioco salva automaticamente il contenuto, ogni qual volta lo si mette in pausa, mentre si stanno consultando i menu, perfino se si ruota la visuale a 360 gradi troppo velocemente.
Certo, una serie di patch potrebbe migliorare la situazione, ma lanciare sul mercato un titolo così poco ottimizzato è davvero inaccettabile, soprattutto se si pensa agli standard qualitativi che la gente si aspetta da un marchio tanto popolare e famoso.
Le anomalie, purtroppo, non si fermano qui: a fronte della solita, eccellente performance dei doppiatori, che tratteggiano anche su PSVita le personalità folli che abbiamo imparato ad amare, si segnala una gestione atroce dei sottotitoli, fuori sincrono con il parlato e completamente differenti rispetto alle parole pronunciate dai personaggi, e l’accentuazione di problemi già noti su console casalinghe, come fenomeni di pop-in assai diffusi, caricamento ritardato di molte texture e assenza di bilanciamento del volume, con il parlato troppo spesso sopraffatto dagli effetti ambientali.
La pigrizia del porting si evidenzia anche da fattori apparentemente secondari, come il mancato adattamento dell’interfaccia dei menu, che, trasposti in toto dall’edizione da salotto, si rivelano difficilmente leggibili sul meno generoso schermo di Vita.
Il rammarico cresce perché ci sono anche cose che, invece, funzionano a dovere: la mole poligonale, nonostante un evidente downgrade, è ancora più che sufficiente, e il risultato finale, complice il cel-shading, non è malvagio; la fruizione portatile, che favorisce sessioni brevi in luogo di quelle più prolungate tipiche del gaming da divano, fa evaporare quello che molti considerano l’unico difetto congenito della serie, ovvero la ripetitività di fondo, rendendo Borderlands 2 la distrazione perfetta per un lungo viaggio o per ammazzare un’attesa più lunga del previsto.

Tutto casa e scuola
Visto il pesante impatto sulle dinamiche di gioco, mi sono dilungato sufficientemente sui numerosi problemi tecnici di questa conversione, e vorrei quindi dedicare quest’ultimo paragrafo a quanto bene sia stata progetta la funzione cross save: passare il proprio salvataggio da PS3 a Vita è facile e richiede pochi secondi, permettendo di vivere a pieno Pandora senza vincoli di spazio né di tempo, e questo è sicuramente uno dei pochi obiettivi che questo sfortunato porting raggiunge senza problemi, facendo di questa versione di Borderlands 2, che è qualitativamente la peggiore tra quelle presenti sul mercato, un acquisto che potrebbe comunque avere un senso per i possessori della versione PS3, che magari non porteranno la loro console in vacanza.
Il multiplayer online passa da quattro a due giocatori, con tutto ciò che ne consegue: questa limitazione, come altre, sarebbe stata accettabile in caso il gioco si fosse rivelato in linea con le aspettative, ma vista l’incerta qualità generale finisce col rimpolpare la lista dei contro.
Ero poi inizialmente indispettito dalla mancata inclusione di due dei contenuti scaricabili disponibili per la versione casalinga, quelli dedicati a Tiny Tina e a Sir Hammerlock, ma, pensandoci su, credo che una versione realmente GOTY sarebbe stata veramente troppo per l’hardware ospite, che già così arranca vistosamente.

– Pandora sempre in tasca
– Contenutisticamente convincente
– Cross-save con PS3 e prezzo budget

– Framerate disastroso
– Multiplayer online limitato a due giocatori
– Interfaccia inadeguata a PSVita
– Scadente bilanciamento audio

6.0

Se, come me, speravate di poter godere delle meraviglie di Borderlands 2 a fronte di un semplice downgrade grafico, sarete costretti a ricredervi, perché la versione PsVita del classico Gearbox soffre di una serie di problemi che nemmeno una decina di patch potrebbe risolvere.
Così, per raggiungere una risicata sufficienza, questa riduzione portatile si aggrappa alla bontà del titolo originale, al prezzo budget a cui è proposta e all’interessante funzione cross-save con PS3.
Che questo basti per farne un acquisto consigliato, però, è tutto da dimostrare, nonostante la penuria di FPS degni di nota sulla portatile Sony.