Recensione 6 min

Blinx

Forse è nato un mito
Può un gatto salvare l’universo dalla più grande delle disgrazie, la scomparsa del Tempo? Sì, se si chiama Blinx e vive nella console graficamente più potente di tutti i mondi videoludici, paralleli e non: la Xbox. Questo titolo, sfornato da Microsoft e pronto ad allungare le unghie sul mercato natalizio si profila come un degno concorrente del re di tutti gli eroi goffi e senza muscoli: Mario della Nintendo. Blinx ha tutti i connotati per sedurre il compratore, al pari dell’ormai mitico idraulico italiano. E’ un gatto, cosa che lo rende un eroe anticonvenzionale. E’ un eroe non violento, nel senso che le armi con cui combatte i nemici non sono pistole o cannoni, ma un aspirapolvere e un po’ d’astuzia. Altro elemento, questo squisitamente grafico, che rende quasi obbligato un parallelo tra il gatto di Microsoft e l’idraulico di Nintendo, l’ambientazione. I vari livelli che Blinx sblocca via-via che si procede nel gioco, hanno ambientazioni naif, a metà tra il sogno e l’asilo d’infanzia. Si gioca su sfondi che sembrano disegnati da un bambino delle elementari (certo, un bambino particolarmente dotato per il disegno) e caratterizzati da colori accesi. Più che un videogioco questo Blinx The Time Sweeper sembra un disegno. Ma questo non diminuisce certo l’appeal grafico del prodotto, anzi, lo distingue dal resto del titoli per console e rende il livello artistico del gioco degno di un fumetto d’autore. Ma vediamo di studiare in profondità questo eroe che, come detto sopra, minaccia non solo di prendersi il meglio del mercato natalizio, ma di conquistare un posto tutto suo nell’olimpo dei miti in digitale.

Piattaforma:
XBOX
Sviluppatore:
Artoon
Distributore:
Microsoft

Storia
Blinx è un gatto che lavora nella Fabbrica del Tempo, insieme ad altri felini. Sostanzialmente si preoccupa che ogni mondo abbia il suo tempo, regolarmente scandito. Tutto procede tranquillamente, la Storia ha il proprio corso, fino a quando un mondo non viene depredato della sua razione di tempo da una banda di terroristi temporali, un gruppo di gatti la cui mira è sprofondare l’universo nel caos completo, la Tom-Tom Gang. Per farlo rapiscono la principessa del mondo B1Q46 e rubano le sfere di cristallo indispensabili a un corretto scorrere del tempo. Il gioco inizia spiegando tutto questo: le scene animate di prologo mostrano ordinate schiere di gatti-operai che lavorano nella grande Fabbrica del Tempo. Poi suona l’allarme. Il mondo B 1Q46 viene chiuso per quasi totale assenza di tempo e qui entra in campo Blinx. Tra i tanti felini si distingue per spirito avventuroso. In un impeto di coraggio si lancia nella porta di accesso al mondo in astinenza temporale nonostante gli avvertimenti dei suoi compagni. Così ha inizio un’avventura senza precedenti. Attraverso vari livelli che fanno capo a mondi (4 livelli per 10 percorsi ciascuno, per un totale di 40 percorsi da sbloccare, questo titolo è tutto fuorché breve), Blinx, munito del suo aspirapolvere, risucchierà i mostri che minacciano l’ordine dell’universo, affronterà boss sempre più impegnativi, fino alla battaglia finale.
Abbiamo detto che l’arma di Blix è un aspirapolvere. In realtà l’aspirapolvere è l’arma convenzionale. La sfida tra il gatto buono e quelli cattivi è tutta giocata sul tempo e nel corso dell’avventura Blinx entrerà in possesso di specifici power up che gli permettono di vivere il tempo come più gli conviene, per battere i nemici: a rallentatore come in velocità; potrà riavvolgere il corso dei secondi per ritornare nel passato e, addirittura, fermare le lancette dell’orologio.

Gameplay
Il Tempo è la grande trovata di questo videogioco. Fino ad oggi il tempo, nei videogiochi è sempre stato utilizzato in modo rettilineo; vale a dire un’avventura inizia, prosegue e finisce. Con Blinx The Time Sweeper, il Tempo assume l’andamento irregolare e vorticoso di una spirale. Quindi l’avventura comincia e può ricominciare; può essere vissuta in accelerazione come fermata. Insomma, il giocatore ha a disposizione gli stessi comandi identificati dalle stesse icone di un VHS, tanto per intenderci. Su un sovraschermo sono elencate le varie opzioni: Rewind, Fast Forward, Play, Pause, Rec, Slow. Ovviamente non potrete usufruire sempre di questo sistema di modifica temporale. Ciascuna opzione dovrà essere conquistata con la raccolta di specifici power-up che si accumulano durante il percorso. Raccolto un certo numero di power up corrispondenti a un comando temporale, ne entrerete in possesso gestendo il tempo a vostro favore. La gestione del tempo è molto più utile di quanto possa apparire all’inizio. Il gioco, infatti, nelle sue prime fasi, suggerisce a chi lo ha comprato un’impressione sbagliata: che sia facile ed elementare. I primi livelli sono veloci e facilmente superabili. Si aspirano oggetti di vario tipo (da tavoli, a frigoriferi, da panchine a vasi di fiori) da sparare contro i mostri che ostacolano il percorso. Ma i percorsi di questo gioco sono 40 e già dopo la sconfitta del primo boss ho notato una certa difficoltà nel superamento dei successivi. Prima di tutto i mostri variano per forza e IA. Ce ne sono alcuni che non aspettano altro di essere eliminati. Altri invece si muovono con una certa astuzia e per toglierli di mezzo sarà necessario scaricare tutti i colpi risucchiati nell’aspirapolvere. Secondo, il tempo. Ogni mondo dev’essere superato entro un certo limite di tempo. La cosa rende tutto più difficile non appena i mondi cominciano a diventare un po’ lunghi e soprattutto tortuosi. In questi casi la gestione temporale s’impone come una strategia obbligata per superare il percorso ed entrare nel varco che ci sbalzerà nel livello successivo. Vite, potenziamenti delle armi eccetera possono essere comprati presso un negozio tra un percorso e l’altro. Nella scelta delle varie merci saremo guidati da una graziosa gattina.
Riguardo al gameplay non c’è altro da dire. Anche la gestione del gioco, come la grafica, merita un applauso. Per quanto difficile e tortuoso, questo titolo è d’immediato apprendimento. Anche la gestione temporale che all’inizio può sembrare ostica, si rivelerà poi agile e soprattutto indispensabile!

Grafica
Come detto precedentemente, siamo in presenza di una grafica d’autore. I personaggi e le ambientazioni sono disegnati con un tratto originale. Blinx è un gatto simpatico sia nella sua antieroicità sia nelle fattezze. Veste abiti da hacker e occhiali da aviatore. Porta a tracolla l’aspirapolvere la cui appendice aspiratutto sfila e punta quasi fosse la canna di un fucile. Anche i mostri sono descritti con un tratto calcolatamente semplice, che richiama l’immaginario archetipo e naif dei bambini. Alcuni mostri sono semplici bolle verdi o gialle che rimbalzano, altri sono rane che saltano e si gonfiano divorando gli oggetti con cui li colpiamo e allora l’unico modo per eliminarli è farli esplodere. Poi ci sono i gatti sinistri della Tom-Tom Gang che appaiono e scompaiono attraverso varchi temporali a bordo di temibili moto volanti. Insomma, tra colori psichedelici e personaggi che sembrano sbucati da un uovo di Pasqua questo gioco mostra un immaginario davvero notevole. Belle anche le ambientazioni. Dopo i primi cinque mondi, contraddistinti da un paesaggio piuttosto semplice (palazzi bidimensionali sullo sfondo di un cielo turchese), anche le location si fanno più complesse e originali. I percorsi successivi al primo boss, ad esempio, propongono un’ambientazione veneziana fatta di ponti (che spesso crollano improvvisamente), calli, piccoli moli e canali (l’acqua è perfettamente ricreata). Un difetto: la telecamera non è abbastanza elastica. Nel senso che trovandovi davanti a un nemico, quando vorrete inquadrarlo meglio, noterete una certa lentezza della leva analogica destra (con quella sinistra si muove il personaggio) a ruotare la visuale. Questa lentezza rende più goffa la gestione del personaggio nelle fasi di attacco. Altra pecca (questa di minore entità) ogni tanto, durante il cambiamento di visuale o mentre saltate, certi oggetti perderanno consistenza. Insomma, anche questo gioco non risparmia, qua e là, il fastidioso effetto ghost tipo, soffitti di grotte che scompaiono quando saltate o alberi o altri oggetti che diventano “stranamente” trasparenti quando, cambiando la visuale, vi ponete dietro di essi.

Sonoro
Il sonoro è simpatico, in linea con la filosofia editoriale, per così dire, del gioco. Musichette che sembrano prodotte da un sonaglio per l’infanzia, le note, tranquille e divertenti, ben si abbinano alla grafica del titolo. Certo niente di esaltante. Probabilmente le musiche di Blinx non verranno riversate su CD e messe in vendita com’è accaduto negli Usa per la splendida colonna sonora di Halo, ma nemmeno disturbano. Insomma, per quanto riguarda il sonoro niente applausi o standing ovation, ma nemmeno fischi e uova marce.

Longevità
Riuscirete a finire Blinx? Riporterete ordine nell’universo? Sgominerete la famigerata Tom-Tom Gang? Salverete la principessa? Io ve lo auguro, ma non lo do per scontato, nemmeno nel caso diventiate dei fan sfegatati di questo gatto. Già perché Blinx è un gioco maledettamente difficile a tal punto che non so se considerare la sua estrema difficoltà un pregio o un difetto. Certo, arrivare alla fine di un livello, ma non riuscire a finirlo perché un secondo prima di tuffarsi nel varco temporale il tempo è scaduto può essere un incentivo a ritentare l’impresa. Ma può anche essere frustrante a lungo andare. Ad ogni modo 40 percorsi sempre più tosti assicurano una longevità di gioco indiscutibile. Compratelo a Natale e non è detto che riuscirete a finirlo prima di tornare sui banchi di scuola.

Grafica e gameplay senza pecche. Personaggio ben caratterizzato. Forse è nato un mito

Qualche effetto ghost delle pareti e dei vari oggetti e un cambio di visuale lento

7.5

Blinx diventerà il personaggio simbolo di Xbox? Non lo sappiamo, ma già porsi la domanda è un buon segno. Questo gioco è originale, qualitativamente alto ed effettivamente divertente. Semplice nella grafica, immediato nel gameplay, non lo è nel superamento dei vari percorsi. A tal punto che forse la difficoltà potrà risultare un difetto.