Recensione 5 min

Black Stone: Magic & Steel

Il mondo è in pericolo (tanto per cambiare) e soltanto una piccola banda di avventurieri è in grado di salvarlo da un’oscura minaccia, così temibile che occorrerà sfruttare al massimo tutte le loro abilità e tutto il loro coraggio per sperare di riuscire a venirne a capo!
Black Stone: Magic & Steel non è altro che un clone del classico Gauntlet e permette fino a quattro giocatori umani contemporaneamente su schermo di divertirsi a mazzuolare orde di nemici in sitle fantasy nel corso di ben 26 livelli di gioco.

Piattaforma:
XBOX
Genere:
azione
Data di uscita:
Sviluppatore:
Idea Factory
Distributore:

Se il buongiorno si vede dal mattino…
Il filmato iniziale è davvero esaltante: un gruppo di guerrieri si raduna preparandosi ad affrontare un’orda di mostri in arrivo (che assomigliano a dei goblin); usando spade e bastoni, lo sparuto gruppo di eroi si getta sui nemici, sterminandoli. Ne rimane vivo solo uno, il capo dei mostri. Nel frattempo, dall’alto, una figura solitaria osserva la scena: quando finalmente il campo è libero, afferra la sua enorme arma, che porta legata alla schiena, e si lancia nel vuoto, addosso alla creatura, che colpisce atterrando e la taglia letteralmente in due!
Davvero un’introduzione esaltante, peccato poi che il gioco si riduca ad essere un semplice upgrade di Gauntlet…

Alle origini del mito
La storia di questo “Black Stone: Magic & Steel” è abbastanza semplice: sono passati mille anni da quando i maghi neri sono stati sconfitti a Zedan, ma, invece di scomparire per sempre dalla terra, si sono nascosti nella Torre di Babilonia, lavorando per aumentare i loro poteri e meditando piani di vendetta.
L’attacco finale ha avuto inizio col risveglio dell’antico vulcano noto come “Moon-eye” che ha indebolito i poteri della Luce Sacra, che proteggeva la terra; senza tale protezione, i maghi neri sono riusciti a rubare le anime della gente di Zedan e a trasformarli in schiavi. Inoltre il capo del gruppo, Xylon, è riuscito a impossessarsi di svariati pezzi della “Black Stone” che hanno incrementato il suo potere e l’hanno incoraggiato a tentare di impadronirsi del mondo.
E’ a questo punto che interviene il giocatore, che, nei panni del suo alter-ego virtuale, scelto fra le cinque classi disponibili, procedere di dungeon in dungeon per recuperare le “Black Stones” nascoste in ogni livello.

Il gameplay
“Black Stone: Magic & Steel” permette, come detto, fino a quattro giocatori di giocare su una sola Xbox, senza necessità di alcun split-screen in quanto, come in “Gauntlet”, la telecamera riprende gli avvenimenti da una distanza sufficiente ad inquadrare tutti i personaggi.
I nemici escono a gettito continuo da particolari “generatori” che devono essere distrutti per primi, se non vogliamo venire sopraffatti.
Nel gioco troverete disseminati innumerevoli bonus per potenziare il nostro personaggio, curarlo oppure infliggere danni ai nemici: è possibile anche impadronirsi e cavalcare alcuni animali che ci daranno una mano nei combattimenti (chi ha detto “Golden Axe”?).
I personaggi dispongono sia di attacchi in mischia che da lontano, da utilizzarsi a seconda della situazione e dell’eroe prescelto; da segnalare, poi, come, giocando con gli amici, sia necessario muoversi con un minimo di strategia ed attenzione perché i nostri colpi possono ferire non solo i nemici, ma anche gli alleati!
Peccato che, in fondo, nulla di tutto ciò brilli per originalità o spessore: gli elementi presenti del gioco non sono per niente innovativi e appaiono soltanto come un ulteriore strato di vernice applicato su un genere che avrebbe disperatamente bisogno di idee nuove e maggiormente ispirate.

I comandi di gioco
I comandi sono facili da apprendere e non ci sono problemi a far fare al personaggio quello che si vuole, peccato che non ci sia poi molto da fare….
Il pulsante A serve per l’attacco in mischia, il pulsante X per l’attacco a distanza, il pulsante B per le magie mentre il pulsante Y serve per attaccare un altro giocatore della tua compagnia…sì, avete letto bene, c’è un pulsante apposito per far male al tuo compagno. Divertente!
Il grilletto destro si può usare insieme ai pulsanti frontali per effettuare alcune mosse più complesse, mentre quello sinistro serve per parare i colpi; c’è anche la classica mappa che si può attivare/disattivare con il pulsante bianco, e si possono avere le informazioni sul protagonista premendo il pulsante nero.

Svegliatemi quando è finita
I comandi, la telecamera e i tipici difetti dei giochi di questo genere non rappresentano, comunque, il vero problema di “Black Stone: Magic & Steel”: il difetto principale di questo titolo è che, a breve, diventa estremamente noioso da giocare. Il gioco dà un’idea di lentezza generale, il protagonista si muove lentamente, i nemici si muovono lentamente e il gioco stesso sembra seguire ritmi tutti suoi, dove un minuto dura 100 secondi; persino cavalcare non si rivela particolarmente eccitante…
In pratica il gioco sembra nient’altro che una versione più lenta e meno eccitante di Gauntlet: giocata assieme a tre amici l’avventura può essere divertente, vista anche la possibilità di colpirsi a vicenda, ma non è detto che l’entusiasmo possa trascinarvi per tutti e 26 i livelli.
“Black Stone: Magic & Steel” avrebbe avuto bisogno di un po’ più di varietà e di inventiva nel design dei livelli, di qualche nemico un pò più impegnativo di queste classiche orde di vittime sacrificali, di qualche bella mossa speciale che variasse un minimo l’azione…

Grafica e sonoro
Niente di particolarmente innovativo anche sul piano della grafica; le textures appaiono mediocri e poco definite, la rilevazione delle collisioni spesso è errata (mi è capitato di riuscire a sferrare spadate a nemici che si trovavano dietro un muro perché la mia lama, non si sa come mai, riusciva ad attraversarlo!) il level design non particolarmente ispirato, tutte le ambientazioni sono estremamente lineari e nessuna di esse spicca per qualità intrinseche, limitandosi a riproporre i soliti canovacci (uno stage si svolge nella foresta, uno in un dungeon e così via…) a volte con forzature evidenti nella successione delle stesse.
I colori appaiono fin troppo sfumati, mentre i nemici non risaltano sotto nessun aspetto, né per il design né per l’intelligenza artificiale.
I temi musicali sono stati pensati in base all’ambientazione propria di ciascun livello, il che parrebbe anche una buona idea, non fosse per il fatto che la maggior parte dei brani non sono niente di speciale e vi spingeranno ad optare per la loro soppressione entro i primi minuti di gioco.
Poco incisivi anche i vari effetti sonori che contribuiscono, in tal modo, a rendere, se possibile, ancora meno esaltante il tutto…

– Lo schema alla Gauntlet riesce ancora a divertire…

– …ma solo sul breve periodo
– Realizzazione generale mediocre

5

All’XBox mancano party-game decenti ed in effetti la prospettiva di andare in giro con quattro amici a menar fendenti e lanciare incantesimi contro del mostrame vario, in un’ambientazione fantasy pullulante di maghi, guerrieri ed affascinanti fanciulle seminude parrebbe invitante: peccato che il punto forte del prodotto si limiti, appunto, all’idea.
La realizzazione è lacunosa sotto ogni punto di vista anche se non sarebbe giusto definire questo Black Stone: Magic & Steel un brutto gioco. Si tratta semplicemente della classica occasione persa, di un titolo realizzato senza convinzione: la grafica è mediocre, il sonoro è mediocre, il gameplay stesso è mediocre. L’idea di rivisitare il vecchio Gauntlet non è malvagia a priori, ma realizzare un prodotto che non offre nessuna innovazione ed anzi appare più fiacco dell’originale appare davvero imperdonabile! Giocato in singolo tutto risulta estremamente noioso.
Giocato in quattro contemporaneamente diverte sul breve periodo, grazie alla possibilità offerta ai giocatori di non limitarsi a combattere i nemici, ma di poter anche colpire gli alleati ed, eventualmente, fregargli i bonus: dubito però che il divertimento duri per tutti i 26, monotoni, livelli.