Asterix ai Giochi Olimpici

L’intramontabile Asterix e il suo fidato amico Obelix tornano a farci compagnia per celebrare le prossime Olimpiadi. Queste ultime per la prima volta si svolgeranno a Pechino, nel 2008. Molti di voi avranno notato l’uscita, quasi contemporanea, di un altro titolo dedicato alle suddette Olimpiadi, ovvero “Mario & Sonic at the Olympic Games” (anche il nome è praticamente identico). La vera differenza tra i due prodotti sta nel fatto che il gioco con protagonista Asterix non fa riferimento alla manifestazione reale, ma la tratta in chiave storica, facendo una trasposizione temporale nel periodo degli antichi romani.

C’erano una volta le Olimpiadi…
Il tema centrale del gioco è ovviamente la competizione olimpica. La trama è abbastanza semplice: Brutus, il figlio dell’imperatore Cesare, vorrebbe assassinare il padre, e così fa ricorso alle arti oscure di un suo stregone personale, Alambiccus; quest’ultimo trova il modo di aprire dei portali verso altre dimensioni da cui “importare” qualcosa che lo aiuti nel suo intento. L’interferenza del mondo di Asterix con gli altri, provoca strani incidenti. Panoramix, lo stregone dei Galli, diventa sottile come un foglio di carta, mentre strani ammassi violacei crescono nella foresta preferita dei nostri eroi, dove sono soliti cacciare gustosi cinghiali. Tutto ciò è causato, quindi, dall’apertura di altri mondi; Asterix ed Obelix dovranno quindi fermare questo processo di distruzione, mettendo così fine anche ai diabolici piani di Brutus. Da questo punto in poi ha inizio il lungo viaggio dei nostri eroi, diretti verso l’antica Grecia, sede storica dei giochi Olimpici. In aggiunta alla nostra allegra truppa, avremo anche un compagno gallo di Asterix, Alafolix, il quale vorrebbe sposare la bella Irina, una principessa romana purtroppo già adocchiata dal perfido Brutus. Per conquistare definitivamente il cuore della dolce donzella, il giovane innamorato promette di vincere i giochi Olimpici, a testimonianza del suo immenso valore.

Galli VS Romani…
Il gioco è una commistione di due generi: action e simulazione sportiva. Durante la storia controlleremo i due famosi galli, mentre nella sezione delle prove olimpiche, potremo scegliere chi utilizzare tra Asterix, Alafolix e Obelix. I controlli sono molto semplici e immediati: si riesce a prendere in mano le redini del gioco in appena 10 minuti, anche perché le azioni principali sono davvero poche. Classiche ed essenziali per un action platform (salta, corri e picchia). Possiamo cambiare in qualsiasi momento personaggio, anche durante le lotte e sarà comunque importante saperli utilizzare tutti, poiché nel gioco ci ritroveremo davanti a degli enigmi (molto semplici), che richiederanno l’abilità di uno o dell’altro protagonista.
L’azione principale del gioco è fondamentalmente esplorativa, condita con qualche combattimento contro gli immancabili soldati romani. La difficoltà di tale situazione è molto bassa: sarà facilissimo sin dall’inizio sbarazzarsi dei nemici e ottenere da loro delle monete chiamate appunto “romani”, con le quali potremo apprendere nuove e devastanti mosse (come se ce ne fosse realmente bisogno). Anche qui le cose sono molto semplici, poiché in 3 ore di gioco sono riuscito a comprare tutte le abilità utili al combattimento. L’ambiente che ci circonda è parzialmente distruttibile: covoni di fieno, carretti, anfore, botti e via dicendo, tutte con all’interno delle monete: sarà semplice accumularne molte in poco tempo. Un altro metodo per fare soldi in modo veloce e sicuro, è picchiare assiduamente legioni e legioni di poveri soldati romani, soprattutto in situazioni in cui dovremmo lanciare i nemici contro un tabellone per un certo numero di volte (in quel caso continueranno ad apparire avversari all’infinito), dandovi la possibilità di fare soldi a palate.
I combattimenti, come ho già scritto prima, sono molto intuitivi e non richiedono particolari abilità; basterà schiacciare freneticamente i tasti giusti per lasciare senza respiro chi vi sta di fronte.

La parte più divertente riguarda le competizioni olimpiche. Vincere nelle varie discipline sarà indispensabile per proseguire con la storia. Ogni volta che si trionfa in una gara, questa ultima sarà disponibile nella Modalità Olimpica, con la quale potremo sfidare un nostro amico. I giochi sono per forza di cose differenti da quelli odierni, a parte la corsa o il salto in lungo. Potremo quindi cimentarci in prove di forza con il classico Tiro alla Fune oppure la divertente Pallarana, una sorta di calcio-volley dei tempi antichi. Nella maggioranza delle competizioni per ottenere il massimo del punteggio dovremo eseguire i comandi che ci appariranno prima o durante l’esecuzione della prova. Nel Salto in Lungo per esempio, dopo esserci lanciati nel vuoto dovremo premere una serie di tasti affinché il volo si prolunghi: più sequenze riusciremo ad effettuare più andremo lontano. Come se non bastasse c’è anche il commento per ogni nostra performance: il telecronista però scimmiotta in malo modo il mitico Galeazzi e ciò non ci fa affatto piacere.

Galli in mostra…
Il comparto grafico e sonoro sono appena nella media, niente di straordinario. Si vede che il titolo è stato realizzato appositamente per sfruttare il brand dei giochi Olimpici. Anche gli ambienti sono molto limitati, progettati quel che basta per farvi capire che siete nell’antica Grecia, ma niente di più. Da segnalare inoltre la presenza di fastidiosi rallentamenti, specialmente nelle fasi di gioco più caotiche. Altro neo sono i caricamenti, lunghi e frequenti; appare inspiegabile come un titolo di questo genere possa impegnare a tal punto il processore PS2. Nota di merito al doppiaggio: le voci italiane sono molto simili a quelle usate nei lungometraggi dedicati al gallo più famoso del mondo.


> Asterix e Obelix sono sempre divertenti…


>… ma non in un videogame
> Grafica e sonoro mediocri
> Longevità bassa
> Prodotto creato solo per sfruttare il brand delle Olimpiadi


5.5

“Asterix ai giochi Olimpici” è un prodotto che cerca di sfruttare l’onda che genera un evento così importante. Purtroppo la scarsa realizzazione tecnica e le idee di base fin troppo semplici, non permettono al titolo Atari di sollevarsi dalla enorme massa di giochi mediocri di cui il catalogo PS2 è costellato. Il gameplay di certo non aiuta ad incrementare la qualità del gioco, vista la sua eccessiva facilità e ripetitività.