Recensione 3 min

Ace Combat 2

Le origini della serie Ace Combat ha origini molto antiche ed è strano notare come, nonostante abbia subito notevoli miglioramenti dal punto di vista tecnico, anche oggi sia fortemente legata a quel concept sviluppato negli anni Novanta e perfettamente riscontrabile anche negli episodi più recenti. Il gioco che analizzeremo in questa occasione, il secondo capitolo pubblicato per PSOne, risulta una produzione molto curata nonostante il tempo trascorso e potrebbe essere preso in considerazione da parte di tutti coloro che volessero completare la propria collezione con uno dei migliori esponenti della saga. Siete pronti a combattere?

Piattaforma:
PSX
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Namco
Distributore:

Pericolo in volo
L’approccio arcade offerto da Ace Combat 2 si manifesta subito fin dalle prime sessioni di combattimento, in quanto le possibilità belliche in vostro possesso si rivelano molto elevate ed assolutamente non legate a dinamiche ispirate da un qualsiasi concetto di simulazione. Il fatto di poter disporre di proiettili infiniti e di tutta una serie di armi quali razzi, missili, mitragliatrici pesanti e molto altro ancora, si rivela decisamente appagante ai fini del divertimento e consente al giocatore di lasciarsi andare all’azione senza alcun limite se non quelli legati alle prestazioni del proprio velivolo e alla resistenza degli avversari che incontrerete nel corso degli scontri.
Decisamente interessante il numero di aerei a disposizione, tra cui spiccano alcuni modelli molto famosi ed entrati nell’immaginario collettivo grazie a famosi film quali ad esempio Top Gun. Tra essi spiccano l’F-14 Tomcat, l’F-16 Falcon, l’F-18 Interceptor e tutta una serie di altri mezzi ancor più accattivanti, tra i quali è impossibile non riconoscere l’F-22 e lo straordinario YF-23A. A prescindere dalle vostre preferenze, ogni velivolo si rivela molto ben equipaggiato ed in grado di risolvere anche le situazioni più intricate grazie alle caratteristiche di cui dispone e che lo rendono, seppur senza eccedere, ben distinguibile dal resto della flotta.
Come al solito la struttura narrativa ideata è pressoché inesistente e risulta come una sorta di collante utile a fare una pausa tra una missione e l’altra. Il gameplay è infatti strutturato su ritmi decisamente elevati e, in alcuni casi, anche troppo a dire il vero. Fortunatamente tutto ciò è compensato da un sistema di controllo molto preciso, che consente di governare ogni aereo con estrema semplicità ricorrendo anche a tutte quelle manovre evasive che si renderanno indispensabili per scansare il fuoco nemico e per districarsi agevolmente in tutte quelle situazioni in cui lo scenario della battaglia sarà contraddistinto dalla presenza di zone di volo non completamente libere. L’azione in questi casi risulta più complessa e nonostante la linearità dei comandi è necessaria concentrazione per riuscire a padroneggiare al meglio delle traiettorie di volo precise e con tempi di risposta minimi.

A caccia di bersagli
Oltre a dovervi confrontare con numerosi velivoli nemici in furiose battaglie aeree, nel corso delle missioni dovrete distruggere anche diversi obiettivi strategici opportunamente situati in vicinanza di strutture difensive e contesti cittadini, che sarà necessario localizzare al momento opportuno per definire il corretto piano di volo utile a centrare il bersaglio senza rischiare pericolose collisioni.
Dal punto di vista del realismo è ovvio che la natura stessa del gioco non vada certo in direzione di una ricerca approfondita di dinamiche fisiche impressionanti, ma si accontenta di offrire un divertimento abbondante e per nulla ridimensionato dalla componente arcade.
Tecnicamente il gioco risulta molto valido, specialmente se valutato nell’ottica del periodo di pubblicazione originaria, grazie all’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori, che con maestria sono riusciti a implementare un engine poligonale molto solido che non ricorre al sacrificio di dettaglio per supportare l’azione ma anzi la arricchisce grazie all’ottima realizzazione grafica dell’orizzonte e di tutti gli altri elementi presenti, tra cui spiccano senza ombra di dubbio gli aerei ma che risulterebbero meno appariscenti senza un adeguato aiuto fornito dai numerosi effetti d’illuminazione presenti ed in grado di rendere ogni sessione di gioco esaltante e spettacolare.
Il sonoro si compone di un buon mix tra brani “epici” ed effetti sonori ed ambientali, tutti di buon livello.
Come descritto in precedenza, la miglior caratteristica di questo titolo è sicuramente la giocabilità, sempre ai massimi livelli e persistente nonostante gli anni trascorsi, a conferma di una meccanica che per quanto semplice risulta anche oggi apprezzabile nel complesso. La nota dolente è rappresentata da una longevità non certo invidiabile, nonostante il buon bilanciamento tecnico espresso ed un livello di sfida progressivamente crescente nel corso delle missioni. Se riuscirete a passare sopra a questo difetto potreste ritrovarvi per le mani un ottimo gioco, in grado di farvi passare qualche ora spensierata di sano divertimento.

– Evidenti miglioramenti rispetto al primo capitolo
– Divertente e immediato
– Graficamente curato

– Varietà di gioco non sempre assicurata
– Longevità limitata

8.0

Ace Combat 2 è davvero un gioco divertente, sicuramente non adatto a chi predilige meccaniche assai complesse o cerca un titolo impegnativo ma sufficientemente valido per mantenere alto l’interesse del giocatore grazie ad un comparto tecnico di ottimo livello e ad una giocabilità molto elevata. Nel complesso il mix tra sparatutto e simulatore non delude le aspettative, consentendo un’azione serrata e particolarmente consigliata agli appassionati di velivoli militari e film alla Top Gun. Ogni volo sarà un’avventura.