Il 2020 sarà l’anno di Final Fantasy VII Remake: il punto su cosa sappiamo – Speciale

Prendiamo un titolo rodato, aggiungiamo una giovane console, mescoliamo il tutto con un pizzico di aspettative e otteniamo hype

SPECIALE
A cura di Marco Giannotta - 10 Febbraio 2020 - 11:18

Annunciato nel lontano giugno 2015, Final Fantasy VII Remake all’inizio era un titolo provvisorio per identificare un progetto gargantuesco: ricreare l’intero universo di Final Fantasy VII in chiave moderna, tracciando un delicatissimo anello di congiunzione fra la quasi inviolabile sacralità del capitolo originale su PlayStation e la ritrovata urgenza di trasformarlo in novità su PlayStation 4. A mano a mano che il progetto ha preso corpo, Square-Enix ha deciso di rendere Final Fantasy VII Remake il titolo definitivo dell’opera, sottolineando alla luce del sole tutte le proprie ambiziose intenzioni su questo lavoro.

Il 2020 sarà l’anno di Final Fantasy VII Remake: il punto su cosa sappiamo – Speciale

Alle radici: un terreno in cui si può scavare ancora

Nell’ultima decade, volenti o nolenti, i fan di Final Fantasy si sono abituati a sostenere lunghe attese e, come Final Fantasy Versus XIII (poi Final Fantasy XV), anche FF VII Remake si lascia certamente desiderare. Vista la miriade di contenuti presenti nel gioco, che su PlayStation contava un totale di tre dischi, gli sviluppatori hanno quasi subito sottolineato che il remake della settima fantasia finale non sarebbe arrivato tutto in una volta. La decisione è stata quella di frazionarlo in più episodi, ognuno dei quali si concentrerà su precise porzioni della storia.

Questa scelta, al di là delle dinamiche più prettamente commerciali, consente a Square-Enix di perseguire un audace obiettivo: estendere ulteriormente la trama di Final Fantasy VII. Il team di sviluppo, infatti, ha dichiarato di voler approfondire il ritratto psicologico dei personaggi, nonché ramificare gli eventi che compongono il tessuto narrativo. È proprio in questo contesto che s’inseriscono nuove scene d’intermezzo, di cui alcuni frammenti compaiono già in alcuni trailer, e addirittura personaggi mai visti prima, come Roche, il misterioso motociclista presentato come SOLDIER di Terza classe. Pare, inoltre, che la trama cercherà di ricreare un unicum fra Final Fantasy VII e i vari spin-off che lo hanno incorniciato (come Advent Children e Crisis Core). Chi si è immerso nel mondo di Gaia fin dal lontano 1997 può percepire già solo da queste righe quanto complesso e delicato sia un simile lavoro di cucitura.

Il 2020 sarà l’anno di Final Fantasy VII Remake: il punto su cosa sappiamo – Speciale

Il primo episodio trarrà le mosse dagli eventi di Midgar, lì dove tutto ha inizio. Inizialmente la data di uscita in tutto il mondo era stata fissata per il 3 Marzo 2020, ma Square-Enix ha rilasciato un comunicato qualche settimana fa in cui annunciava, suo malgrado, di dover rinviare la data di uscita al 10 Aprile 2020 (si parlava di lasciarsi desiderare, giusto?). Le ragioni del posticipo risiedono nella necessità di limare ancora alcuni dettagli di gioco per fornire un’esperienza quanto più possibile fluida e coinvolgente, “quella che i fan meritano“.

Un approccio svizzero: dentro il vecchio, dentro il nuovo

Nel primo episodio di Final Fantasy VII Remake, la Shinra Corporation è una potente compagnia elettrica senza scrupoli che alimenta i propri reattori con l’energia Mako, pur sapendo che questa è la linfa vitale del pianeta. Determinati a contrastare i soprusi dei potenti, il Movimento della Resistenza Avalanche deciderà di organizzare un vero e proprio attentato terroristico per lanciare un grido di rivoluzione. Sarà proprio fra le fila del Movimento che s’incontreranno il protagonista Cloud Strife, il leader della fazione Barret Wallace e la barista Tifa Lockhart. Nella sera dell’attentato anche Aerith Gainsborough, ragazza che vive nei bassifondi del settore 5, incrocerà il cammino di Cloud, Ex SOLDIER di prima classe.

Il 2020 sarà l’anno di Final Fantasy VII Remake: il punto su cosa sappiamo – Speciale

Riadattare e allargare la sceneggiatura del capitolo madre è indubbiamente uno scalino nel quale occorre stare attenti a non inciampare. Nella rivisitazione del gameplay, invece, la casa di sviluppo nipponica, in punta di piedi, ha scelto un approccio quantomai svizzero. Le meccaniche di Final Fantasy VII Remake, infatti, palesano tutta l’intenzione di non voler scontentare nessuno: il trait d’union fra vecchio e nuovo si tradurrà nelle svariate possibilità di personalizzazione rimesse al giocatore.

Schierati sul campo di battaglia avremo tre personaggi. Potremo controllarne uno per volta, ma saremo sempre liberi di scegliere chi; chiaramente, ogni combattente possiede comandi e abilità uniche: Cloud impugna l’iconica Buster Sword (Spada Potens in italiano), con alte capacità offensive; Aerith è specializzata nelle attività di supporto; Tifa è un’incredibile lottatrice nel corpo a corpo e Barret è specializzato negli scontri a fuoco, grazie alla mitragliatrice incorporata nel braccio. I giocatori potranno sfoderare una vasta gamma di abilità e incantesimi al riempimento dei segmenti della barra ATB, un’eredità dai classici che torna in forma rivisitata. Il giocatore potrà decidere se controllare direttamente le azioni dei componenti della squadra, impartendo comandi a ognuno di essi come ai vecchi tempi, oppure se affidare all’IA (Intelligenza Artificiale) il comportamento dei due alleati che lo affiancano, come abbiamo imparato a fare da Final Fantasy XIII o Final Fantasy XV.

Il 2020 sarà l’anno di Final Fantasy VII Remake: il punto su cosa sappiamo – Speciale

Nel complesso, il battle system configurerà un’impronta maggiormente action, ma sarà strutturato su due modalità differenti, rispettivamente “Strategica” e “Classica”, attivabili a discrezione di chi gioca. Nella prima, la barra ATB si riempie ripetutamente attaccando l’avversario ed è possibile premere un tasto per fermare il tempo e selezionare con tutta comodità le abilità da compiere o i nemici che si desidera colpire; nella seconda, la barra ATB è gestita automaticamente e il personaggio combatte automaticamente per riempirla. Questo significa che coloro che si avvalgono della modalità classica potranno ignorare la componente action del sistema di battaglia e dedicarsi esclusivamente alla selezione dei comandi, rivivendo la battaglia nell’ottica di un classico sistema a turni. In entrambi i casi, potremo goderci la spettacolarità delle arene ristrutturate graficamente, nonché i nemici ricreati in HD con nuovi e più intriganti schemi di comportamento (il trailer della battaglia contro Abzu può dare un’idea in tal senso).

In tutto ciò, la neutrale prudenza di Square-Enix sarebbe avvalorata da una demo in arrivo su PlayStation Store, ma ufficialmente ancora non annunciata. I giocatori avrebbero così la possibilità di fare un primo giro di prova nel Capitolo 01 del gioco, familiarizzando con le dinamiche finora descritte e fornendo subito dopo un prezioso feedback alla casa di sviluppo (un po’ come fu fatto a suo tempo con Final Fantasy XV). Su quest’argomento, però, per il momento tutto tace.

In conclusione sono numerosi, e a giusta ragione, gli elementi di continuità fra Final Fantasy VII Remake e la sua controparte PSOne: la storia, ricca di colpi di scena, ora approfondita da ulteriori eventi; il gameplay, arricchito dall’esplorazione di aree ingrandite o del tutto nuove, da mini-giochi creati ad hoc e da sequenze di dialogo aggiuntive; il battle system, in cui ritornano Materie, Invocazioni e Abilità Limite in una miscela che amalgama due generazioni diverse; una colonna sonora con riarrangiamenti e remix aggiornati di alcuni dei temi più famosi, oltre a nuove tracce inedite, tutte composte dal maestro Nobuo Uematsu.

In tutto ciò, c’è un merito grande che per ora va riconosciuto a Square Enix: la capacità di aver trasformato, con il remake, la settima meraviglia della saga di Final Fantasy in un prodotto di nicchia non più di nicchia. Chi ha amato Final Fantasy VII, negli anni consacrato nell’Olimpo dei migliori videogiochi di sempre, sta seguendo con passione lo sviluppo di questo progetto e al contempo tutti coloro che finora, per un motivo o per un altro, non lo avevano preso in considerazione possono ritrovarsi fra le mani un RPG di categoria superiore che, chissà, potrebbe proiettarli nella saga come capitò con FF7 nel 1997. E se tutto andrà come sperato, l’obiettivo porterà ad un solo encomiabile risultato: restituire un po’ a tutti l’emozione di rigiocare a Final Fantasy VII come fosse la prima volta.




TAG: Final Fantasy VII Remake