Zuckerberg davanti al Senato per lo scandalo Facebook: non è questione se servano o no normative, ma di quali

A cura di Stefania Tahva Sperandio - 11 Aprile 2018 - 0:00

Continuano a snodarsi i dettagli e le conseguenze in merito allo scandalo Facebook delle scorse settimane, quando la questione Cambridge Analytica ha svelato un uso improprio dei dati forniti dagli utenti dei social network, mirato anche ad influenzare le elezioni presidenziali statunitensi svoltesi nel 2016. Nei giorni scorsi, l’Antitrust italiana è intervenuta sulla questione ricordando che i social network non devono diventare un Grande Fratello, mentre il social aveva cominciato a muovere i suoi passi sulla questione privacy per anticipare l’entrata in vigore delle nuove normative dell’Unione Europea.

Cinque ore di domande per Zuckerberg davanti al senato

Com’era normale che accadesse, lo scandalo ha mosso gli organi competenti degli Stati Uniti, che a loro volta si interrogano circa la necessità di regolare al meglio la difesa della privacy degli utenti online. Una prospettiva a cui Mark Zuckerberg non intende assolutamente sottrarsi: «non basta costruire nuovi strumenti, dobbiamo assicurarci che essi vengano utilizzati per i fini giusti. Significa che dobbiamo avere un atteggiamento più attivo nell’essere di pattuglia nel nostro ecosistema. Non sono contrario a normative giuste, il dibattito non deve muoversi tra posizioni pro o contro regole, ma su quali regole servano» sono state le parole del fondatore di Facebook.Tra i temi toccati durante la seduta in Senato, Zuckerberg ha approvato le normative europee che entreranno in vigore a maggio, a patto che non diventino così limitanti da impedire alle compagnie di affermarsi come innovative. Inoltre, a chi lo accusava di avere un monopolio tale da dover attivare l’Antitrust USA, Zuckerberg ha risposto che gli americani, in media, utilizzano otto app diverse per tenersi in contatto. La convinzione e la serenità con cui il fondatore di Facebook si è espresso di fronte al Senato sembra aver rassicurato anche gli azionisti: se, nell’ultimo mese, il social aveva perso il 14% a Wall Street, nelle ultime ore ha guadagnato 4,5%, proprio in diretta conseguenza alle parole del fondatore di Facebook.




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