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xXx: riscopriamo la saga di Xander Cage

Era il 2002 e il regista Rob Cohen decise che era tempo di fare uscire un action movie sulla falsariga di alcune note pellicole anni 80 e 90, interpretato da Vin Diesel, Samuel L. Jackson e Asia Argento. Stiamo parlando di xXx, come la lettera che porta tatuata sul collo in triplice copia il protagonista Xander Cage. Come sbarca il lunario il nostro eroe? Semplice, venendo sul web i video delle proprie gesta, sport estremi i cui risultati vengono apprezzati in tutto il mondo. Un giorno però il nostro Xander si trova in seri guai e l’NSA gli propone uno scambio a cui non potrà proprio dire di no: la libertà in cambio della sua collaborazione in un’impresa ai limiti dell’umano, ovvero entrare tra le fila di un gruppo terroristico intenzionato senza troppi complimenti a far saltare per aria alcune delle più importanti città americane. Un’occasione troppo allettante per io nostro eroe dalla tripla X: sia mai ci scappi anche del buon materiale da mettere nell’internet.

Tre volte X, tre volte azione
Una pioggia di scene d’azione, testosterone, doppi sensi e la prima interpretazione “made in USA” della nostra Asia Argento, tornata di recente agli onori della cronaca per una vicenda non propriamente piacevole (non crediamo ci sia bisogno di citarla per l’ennesima volta). Bastava prendere una sceneggiatura senza troppe velleità artistiche, una quantità di effetti speciali visivi tanto in voga all’inizio degli anni 2000 e mettere al centro di ogni cosa un Vin Diesel allo stato di grazia, che pur non riuscendo mai a raggiungere l’imponenza scenica di uno Schwarzenegger, riusciva spesso e volentieri a portare a casa risultati non indifferenti al botteghino (nel caso della pellicola di Cohen, parliamo infatti di ben 141 milioni di dollari). Non siamo dalle parti di un Fast & Furious, bensì in una sorta di ibrido tra 007 James Bond e i vecchi cartoni animati alla G.I. Joe, con in più una Asia Argento – nel ruolo di Yelena – talmente impacciata e goffa da risultare persino coerente al contesto. Poiché l’importante è non prendersi mai sul serio, e xXx non crede neanche per un istante di volerlo fare, neppure per sbaglio. Impossibile inoltre non citare alcune chicche presenti nella colonna sonora: i più attenti riconosceranno tracce del noto gruppo industrial metal tedesco Rammstein, oltre alla presenza di Star Guitar dei Chemical Brothers.
Anni dopo fu il turno di xXx 2: The Next Level, film d’azione del 2005 diretto da Lee Tamahori e sequel diretto del primo capitolo. Oltre al cambio di regista, questo seguito vedeva purtroppo l’assenza di Vin Diesel nel cast, rimpiazzato da un Ice Cube seriamente non all’altezza dell’eroe originale. La trama, inoltre, scimmiottava quanto visto in precedenza ma senza troppa convinzione: una cellula dei servizi segreti attacca i bunker della National Security Agency al fine di eliminare  il presidente degli Stati Uniti d’America. Augustus Gibbons – Samuel L. Jackson, visto anche nel primo capitolo – cercherà un nuovo Agente xXx per sbrigliare la matassa (visto che il primo pare essere sparito dalla circolazione): Darius Stone, un ex soldato ribelle ora intenzionato a riprendersi la libertà perduta. Non prima di aver eliminato qualche bel terrorista.
Una X per domarle tutte
Il film ricalca ovviamente la formula del predecessore, ma ciò che be fuoriesce è un blando copia incolla senz’arte né parte: l’assenza di Vin Diesel – che aveva rifiutato di tornare nei panni di Xander – è più pesante di quanto si creda, tanto che il film sembra mancare perennemente di collante tra una sequenza e l’altra. Presenze nel cast come Samuel L. Jackson e Willem Dafoe – a testimonianza di un budget speso realmente più alto – non bastano a far raggiungere al film la sufficienza. Un action movie senza spina dorsale e con un ritmo da videoclip seriamente fastidioso. Passeranno infatti ben dodici anni prima di rivedere la serie sul grande schermo, con quello che a conti fatti è il “vero” sequel del primo capitolo: xXx – Il ritorno di Xander Cage vede innanzitutto il ritorno di sua maestà Vin, cosa non da poco visto che a conti fatti la “X” è solo ed esclusivamente quella di Xander. In seconda battuta il film diretto da D. J. Caruso riprende il ritmo scanzonato ma mai ridondante del capitolo originale. E questo lo si nota sin dall’incipit della trama: alcuni terroristi con abilità acrobatiche hanno rubato il Vaso di Pandora, un particolare congegno che consente l’hacking di qualsiasi apparecchiatura elettronica sul pianeta. Ovviamente, la useranno per dirottare alcuni satelliti dritti sulla superficie del pianeta, creando scompiglio tra la popolazione. Indovinate un po’ a chi toccherà tornare in azione? Co-prodotto dallo stesso Diesel, xXx – Il ritorno di Xander Cage è dove possibile ancora più tamarro, strafottente e adrenalinico del primo xXx, complice anche il fatto che oggigiorno i limiti agli effetti visivi sono davvero pochi, se non inesistenti. Non c’è un minuto di noia né tempi morti: tutto scorre fluido e alla perfezione, tra una miriade di esplosioni, inseguimenti e battute a sfondo sessuale (mai volgari). Questo perché, citando lo stesso Cage: “Proving that he still very much lives for this shit.” Chiaramente, tutti coloro attaccati a una trama coerente, al senso logico delle azioni e alla sospensione dell’incredulità, hanno provveduto a bastonare il film per la sua insensatezza logica e strutturale. Ma è proprio questo il bello: xXx, dal primo all’ultimo episodio, è un inno all’azione non sense, un susseguirsi di sparatorie e puro cinema di menare che dai tempi di Chuck Norris ha dalla sua una legione di fan pronti a veneralo. Criticarlo per le sue mancanze non ha molto senso, come non ne ha chiedere una logica alle azioni di Xander Cage. Dopotutto, chi sarebbe così coraggioso da domandarglielo di persona?




xXx, tre volte azione, tre volte adrenalina. Una trilogia, quella dedicata a Xander Cage, che seppur non impattando mai veramente in maniera prepotente sul pubblico è sempre stata in grado di farsi apprezzare, specie da chi gli action movie li mastica da una vita. Vin Diesel, oltre che a Fast & Furious, deve gran parte della propria notorietà proprio al personaggio di Cage (oltre che a Riddick, chiaramente) e non sorprenderebbe se un giorno la “tripla X” riapparisse di prepotenza sul grande schermo, magari in un episodio finale che gli renda onore prima della meritata pensione.