World of Horror, l’horror a 1-Bit che si ispira alle opere di Junji Ito – Recensione

World of Horror è una perla per gli amanti dell'horror sovrannaturale e il new weird. Nella nostra recensione vi diciamo perché dovreste concedergli una chance.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 28 Marzo 2020 - 12:48

La recensione di World of Horror non può non aprirsi con le ovvie associazioni del gioco di Panstasz alle opere di Lovecraft e, soprattutto, a quelle del maestro dell’horror giapponese Junji Ito. Del primo ne ricalca gli orrori cosmici e sempiterni, quelli ineffabili, maturati dagli oscuri voleri di antiche divinità malevole. Del mangaka autore di Tomie e Gyo prende invece lo stile new weird associato ai terrori urbani, alle vicende inesplicabili che squassano la quotidianità della gente comune.

A World of Horror, a world of endless pain

World of Horror affonda anche le sue radici nel tipico folklore nipponico, presentando figure come Aka Manto (spirito maligno che infesta i bagni di scuole ed edifici pubblici) e Kuchisake-Onna (la donna con la bocca squarciata da un orecchio all’altro), assieme a disturbanti storie tipiche dell’immaginario dark horror del Sol Levante. Se si considera che l’autore è polacco, il risultato risulta ancora più sbalorditivo, almeno quanto il fatto che l’arte visiva a 1 bit di World of Horror sia passata esclusivamente attraverso l’uso del semplice Microsoft Paint.

World of Horror, l’horror a 1-Bit che si ispira alle opere di Junji Ito – Recensione

World of Horror vi immerge in una cittadina rurale non lontana dall’area costiera giapponese, mettendo in scena dieci misteri da risolvere lungo un’avventura che dura appena una manciata di ore. Tuttavia la rigiocabilità è assicurata, perché l’avanzamento lungo le storie ha una struttura roguelite al cui interno vengono generate situazioni e scenari randomici, in parte dipendenti dalle scelte compiute in determinate fasi. Le schermate statiche sono esattamente come quelle dei punta e clicca degli albori, ma l’anima da GdR di World of Horror emerge in più frangenti e arricchisce i binari esplorativi dei casi da risolvere.

Ci è capitato di investigare all’interno di una scuola, fare domande a degli studenti, rovistare negli armadietti e raccogliere informazioni. Il tutto, mentre strani e inquietanti dettagli emergevano e davano corpo a un racconto che lasciava intuire quanto surreali fossero alcuni accadimenti. Poi, abbiamo anche tentato di vederci chiaro in una fosca storia che raccontava di alcuni ragazzi che si erano persi in un bosco. Altre partite vi vedranno protagonisti in posti differenti e metteranno sotto una nuova luce le vicende, poiché le prospettive dei personaggi selezionabili cambieranno il focus su determinate informazioni. La sostanza tuttavia non cambia: dovrete sempre trovare dei modi “creativi” per venirne fuori, perché World of Horror è davvero un mondo d’orrore terribile e spietato che non lascia molti margini di errore.

World of Horror, l’horror a 1-Bit che si ispira alle opere di Junji Ito – Recensione

Scelte e conseguenze

Il motivo è presto detto: per sopravvivere è necessario riuscire a mantenere la propria sanità mentale, migliorare la propria forza e badare con attenzione alle proprie statistiche, sempre mostrate su schermo e bene in vista. Alcuni nemici possono creare tormento psicologico, causare effetti debilitanti o, peggio ancora, condurre alla morte se ci si fa trovare impreparati. L’imprevedibilità e la casualità di certi eventi assicurano una buona tensione (per quanto possa definirsi tale in un genere decisamente poco dinamico), e ogni mistero conduce ad esiti e finali differenti, a dimostrazione del fatto che gli sviluppatori hanno preferito concentrarsi su pochi elementi ma dalla buona densità interattiva.

Il problema principale di World of Horror è la sua confusionaria gestione dei menù, davvero troppo retrò (in questo caso lo diciamo con un’accezione negativa) e pregna di elementi che sembrano quasi messi alla rinfusa, inglobati all’interno delle schermate in modo sin troppo omogeneo. Non è qualcosa che aiuta i neofiti, i quali con ogni probabilità saranno poco disposti ad avvicinarsi a un progetto di grandissimo fascino ma poco amichevole con chi non proviene da un’epoca videoludica davvero molto lontana.

World of Horror, l’horror a 1-Bit che si ispira alle opere di Junji Ito – Recensione

World of Horror è però un prodotto di alto livello, dove non mancano citazioni (lapalissiana quella a Uzumaki di Ito, ma anche a Classe alla Deriva di Kazuo Umezu), un gusto per l’horror nipponico spiccato e mai davvero banale, e una colonna sonora chiptune davvero originale e in grado di coinvolgere e sottolineare alla grande i momenti più significativi.

+ Il folklore dark nipponico e le ispirazioni a Ito scorrono potenti
+ Stile visivo impareggiabile
- Menù confusionari
- Alcune delle meccaniche GDR si sposano poco col tipo di progetto

8.0

World of Horror potrà anche non attirare una folta schiera di giocatori, sia per il genere sia per la natura estremamente retrò del progetto. Ciò nonostante, la cura con cui è stato creato è davvero degna di nota, soprattutto se si considera il lavoro artistico che c’è dietro e la buona ricerca sulla cultura horror nipponica transmediale che è stata fatta. L’Early Access creato da Panstasz è disponibile anche nel Game Pass per PC.




TAG: junji ito, lovecraft, world of horror