Recensione 4 min

Windjammers 2 | Recensione – Un placido tuffo nel passato

Dotemu impacchetta un remake riuscito, ma poco intrigante per il pubblico odierno

Giocarsi la carta della nostalgia, soprattutto se si prende di mira la generazione dei “ragazzi” cresciuti tra gli Anni ’80 e gli Anni ’90, può rivelarsi una strategia efficiente, utile, spesso e volentieri, anche per nascondere una certa mancanza di idee, di trovate realmente originali, di un’identità specifica. L’emulazione pura e semplice, tuttavia, raramente passa inosservata, anche tra le frange dei fan più accanite che, volenti o nolenti, hanno comunque la tendenza, come tutti del resto, a crescere, cambiare, maturare.

Windjammers 2

Piattaforma:
PC, PS4, STADIA, SWITCH, XONE
Genere:
sportivo
Data di uscita:
20 Gennaio 2022
Sviluppatore:
DotEmu
Distributore:
DotEmu

Una premessa del genere, ce ne rendiamo conto, non può che allarmare chi attendeva con ansia e trepidazione Windjammers 2, sequel del cabinato sviluppato da Data East e pubblicato nel 1994, che con i suoi sprite, l’art design, gli effetti sonori e le musiche ispiratissime seppe dare forma ad un mondo in cui l’estate non finiva mai e dove si praticava un bizzarro, quanto appassionante sport a metà strada tra il tennis e l’air hockey.

A quasi vent’anni dal debutto dell’IP, Dotemu, software house francese famosa per la sua capacità di riportare in vita brand ormai dati per passati a miglior vita, tenta il colpaccio con un sequel che, a ben vedere, sembra una copia carbone dell’originale, un clone sicuramente dotato di fascino, ma non così attraente come si spererebbe.

Regole semplici, per lo sport del futuro

Windjammers 2 affida ad un paio di schermate di testo l’enunciazione delle regole base del gioco, nonché la spiegazione del semplice control scheme grazie al quale potrete esibirvi in questa coreografica disciplina.

Come anticipato, chi conosce l’air hockey è già a metà dell’opera. Due atleti, all’interno di una di gabbia, divisa a metà campo da una rete, si sfidano lanciandosi una sorta di frisbee con l’obiettivo di segnare nella porta, o per meglio dire nel muro avversario. A seconda della zona in cui si insacca il disco vengono assegnati un tot di punti, che si possono guadagnare anche facendolo cadere a terra nella zona di campo dello sfidante. Vince il set chi totalizza quindici punti. Si aggiudica il match chi conquista due set. Tutto qui.

Regole semplici e basilari, per un sistema di controllo non particolarmente complesso che ricalca e ricicla completamente quello già apprezzato in sala giochi anni fa. Per catturare il frisbee basta correrci incontro. Il proprio personaggio a questo punto non può più muoversi e voi potrete decidere se rilanciarlo con una traiettoria lineare, se effettuare un tiro curvo, se tentare il pallonetto, se esibirvi in un tiro speciale, quando l’opportuna barra è sufficientemente piena.

Il segreto consiste nello sfruttare i bordi della gabbia o le asperità dell’arena, utili per dare vita a parabole imprevedibili; nel ribattere il disco appena raccolto, manovra che garantirà un tiro potente; nell’intercettare al volo le palombelle così da innescare devastanti schiacciate.

La formula, semplicissima ed immediata, si sposava a meraviglia nel contesto arcade in cui sorse e prosperò. La vera problematica di Windjammers 2 è proprio questa: rispetto all’originale non c’è molto di più.

Personaggi e arene fanno il loro fiero ritorno, in una veste grafica opportunamente rinnovata che si allontana dalla pixel art per abbracciare un cel-shading davvero delizioso, che fa sfoggio di colori accesi e di superfici monocromatiche. Anche gli effetti speciali sprigionati dalle mosse uniche di ogni atleta sono rimasti pressoché gli stessi. Lo stesso dicasi per buona parte delle musiche e degli effetti sonori, con un chiaro, diretto ed immediato rimando al prequel nella voce della commentatrice, identica in tutto e per tutto, che enuncia l’inizio della partita ed il punteggio.

Sulle prime, ci si lascia prendere dal gameplay immediato, ma non per questo facile da padroneggiare al meglio. Anche al livello di difficoltà più basso, gli avversari controllati dalla CPU sapranno rendervi la vita difficile, costringendovi a spendere qualche credito extra nella scalata al torneo che mette in palio l’agognato titolo mondiale di questo sport.

I neofiti apprezzeranno il ritmo con cui si consuma ogni match. I videogiocatori più attempati si godranno un autentico viaggio nel tempo, fatto di dolci ricordi ed un pizzico di immancabile nostalgia.

Il gioco è bello, ma dura poco

Come detto, il vero problema di Windjammers 2 consiste proprio nella sua incapacità di proporre qualcosa di nuovo, di innovarsi sulla base di un gameplay certo derivativo, ma comunque adatto ad un contesto ben diverso, rispetto a quello delle sale giochi e degli arcade.

Fatto salvo qualche personaggio nuovo di zecca, l’unica reale new entry è il multiplayer online che tuttavia al momento non siamo riusciti a provare a causa dei server ancora chiusi. Quello in locale, fortunatamente, svolge egregiamente il suo compito, stimolando scontri accesi e densi di improperi scambiati tra i partecipanti alla partita. Ma al di là delle partite a più giocatori e della modalità principale non c’è altro da fare.

Dopo qualche match, l’entusiasmo, il divertimento, l’interesse scemano in fretta. Il tentativo di donare longevità alla produzione, proponendo una difficoltà standard tarata verso l’alto, ha certamente il suo senso, ma non cambia più di tanto la situazione, tanto più che sono evidenti alcuni problemi di bilanciamento nel roster.

Alcuni personaggi hanno colpi speciali chiaramente e smaccatamente più efficaci di altri. Altri si accoppiano malissimo contro certi atleti vuoi perché troppo lenti, vuoi perché incapaci di sfoderare tiri davvero potenti. Chi vuole vincere, insomma, finirà per fare un’ulteriore cernita ad un elenco che già di per sé non supera la decina. La pratica migliora le cose, i giocatori più smaliziati sapranno destreggiarsi anche con i personaggi più difficili da controllare, ma è uno sforzo che faranno in pochi e che contravviene all’immediatezza a cui rimandano concept e feeling della produzione.

Difficile sperare che il gioco online possa rimediare alla cronica mancanza di contenuti. Vivrete partite intense, tiratissime e divertenti, su questo non c’è dubbio. Ma è difficile pensare che ci si possa intrattenere più di tanto con Windjammers 2, soprattutto a fronte di molti altri titoli arcade ben più convincenti sotto il profilo quantitativo e qualitativo.

Versione recensita: PlayStation 4

Avete nostalgia dei vecchi cabinati? Fatevela passare con il NEO GEO Mini, la retro console che vi permette di mettere le mani su 40 classici delle sale giochi di un tempo.

6,5

Windjammers 2

Piattaforme: pc, ps4, stadia, switch, xone
Windjammers 2 non è un brutto gioco. Né è mal sviluppato. Qualche problema di bilanciamento nel roster c’è, ma trattandosi di una copia quasi identica di un grande classico delle sale giochi degli Anni ’90, non si può certo concludere di non avere a che fare con un titolo divertente e ben realizzato. Manca quel qualcosa che lo aggiorni rispetto all’originale e che, soprattutto, lo legittimi anche lontano dal circuito arcade che ha dato i natali al brand. Qualche atleta in più, tre livelli di difficoltà diversi, un comparto grafico che fa la sua ottima figura e il multiplayer online non bastano per garantire lunga vita al gioco all’interno degli hard disk delle vostre console. Ideale per qualche partita veloce con gli amici, non c’è alcun dubbio, ma Windjammers 2 sarà attraente solo agli occhi di chi non vedeva l’ora di mettere le mani su un arcade vecchio stampo, immediato e poco profondo. Il divertimento non mancherà di certo, anche se sarà piuttosto effimero.

Pro

  • Art design delizioso
  • Sistema di controllo facile da assimilare
  • Divertente ed immediato

Contro

  • Poche novità rispetto all’originale
  • Roster mal bilanciato
  • Contenutisticamente povero
6,5