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Wayward Strand | Recensione – Ricordarsi di ascoltare

Wayward Strand è un'esperienza narrativa che rimane nel cuore, e che ci rende anche un po' migliori.

Con il corso degli anni, il modo di intendere il videogioco è cambiato. Quello che prima era un medium caratterizzato solamente da un aspetto puramente ludico, in cui l’unico obiettivo era quello di realizzare un determinato punteggio, è oggi un mezzo di espressione sfaccettato, che consente agli sviluppatori di veicolare messaggi in modi incredibilmente differenti tra loro.

Wayward Strand

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
15 Settembre 2022
Sviluppatore:
Ghost Pattern
Distributore:
Ghost Pattern

Wayward Strand, sviluppato e pubblicato dal team Ghost Pattern, potrebbe essere definito come un’esperienza narrativa, pur appartenendo al macro-genere delle avventure grafiche. Nel gioco, in uscita il 15 settembre su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch e PC, c’è ben poco da “giocare” effettivamente, ma c’è molto da ascoltare.

E c’è molto da ascoltare in senso davvero letterale, perché al cuore di Wayward Strand ci sono gli anziani. Persone che hanno molto da raccontare, ma che fin troppo spesso non trovano orecchie disposte ad ascoltare le loro storie. Ed ecco che il gioco ci insegna quanto sia prezioso il tempo che possiamo passare con loro.

Un ospedale volante ed una giovane giornalista

La storia di Wayward Strand è davvero semplice. Il gioco si svolge nel 1972: Casey Beaumaris, una bambina, sta per imbarcarsi insieme alla madre su una particolare nave volante. È diversa da tutte le altre perché al suo interno si trova un ospedale, dove la madre lavora da infermiera.

Casey si imbarca con lo scopo di aiutare la madre, ma per la verità è anche fortemente interessata a raccogliere la storia di questa strana nave, per compilare un report da consegnare al giornale della scuola, per il quale lavora.

E la storia potrebbe definirsi conclusa qui, in un certo senso. Una volta a bordo, Casey si troverà ad interagire con le anziane persone ricoverate presso questo peculiare ospedale, scoprendone le storie ed i segreti. Sì, certo, ci sono anche delle piccole trame da seguire; ad esempio, potremo risolvere il mistero di un’infermiera che improvvisamente ha smesso di recarsi al lavoro, oppure potremo ricostruire la storia che sta dietro alla nave.

Non tutti i degenti si apriranno subito con noi.

La parte più importante di Wayward Strand, però, sono i personaggi. Ciascuno di loro è credibile al punto giusto. Scoprire le loro storie, le relazioni che intercorrono tra di loro, il loro passato, i loro amori, le loro perdite: è questo il vero cuore del gioco.

Ed in questo l’intento è centrato in pieno grazie ad una scrittura dei personaggi ottima, unita ad un buon doppiaggio di ciascuno degli abitanti della nave (il gioco è tutto in inglese), che ci coinvolgerà ancora di più nelle vicende narrate.

Esteticamente, Wayward Strand è davvero bello da vedere. Sembra quasi di muoversi all’interno di un dipinto realizzato a pastelli: ogni personaggio ed ogni stanza dell’ospedale riescono a farsi notare grazie a dei colori accesi e vibranti, che caratterizzano tutta l’avventura, nonostante le tematiche piuttosto delicate che vengono affrontate in alcuni frangenti.

A livello puramente tecnico, il gioco non ha presentato alcun tipo di problema nella nostra prova, svolta su PlayStation 5 (se siete privi di una console next gen, al momento potete reperire facilmente Xbox Series X su Amazon). Ovviamente, c’è da dire che si tratta di un titolo molto semplice, perciò ci aspettiamo che la situazione sia la stessa anche nella versione meno performante, vale a dire quella Nintendo Switch.

Molto buona anche la colonna sonora: estremamente d’atmosfera, riesce a sottolineare delicatamente ogni momento passato con i degenti dell’ospedale. Magari non la riascolterete al di fuori del gioco, ma possiamo assicurarvi che apprezzerete la sua compagnia per tutta l’avventura.

Tomi non parla, ma ama quando qualcuno passa del tempo con lei.

Tante storie da raccontare, poco tempo per ascoltare

Come abbiamo anticipato, Wayward Strand è sostanzialmente un’esperienza narrativa; c’è davvero poco di gameplay vero e proprio, e la maggior parte del tempo la passeremo leggendo dialoghi e muovendoci tra i tre piani dell’ospedale volante.

Questo non significa però che l’esperienza del gioco sia lineare. Uno dei punto centrali di Wayward Strand è proprio il tempo: durante la nostra permanenza nell’ospedale, il tempo continuerà a scorrere, ed ogni personaggio condurrà la sua giornata indipendentemente dalle nostre azioni.

Mentre le lancette dell’orologio scorrono, dunque, dovremo decidere come investire il nostro prezioso tempo. Potremo rimanere ad ascoltare la signora Fitzgerald mentre parla dell’ultimo oroscopo che ha letto, ma nel frattempo potremmo vedere il signor Pruess trasportato con la sua carrozzina verso la vetrata della nave, e seguendolo potremmo ammirare il panorama con lui e magari scoprire qualcosa della sua amata moglie, scomparsa ormai da tempo.

Il gioco è pieno di questi piccoli momenti, che potremo facilmente perdere perché impegnati altrove, a parlare con altri personaggi; proprio per questo, è altamente rigiocabile. Prestando attenzione a posti differenti potremo scoprire altri frammenti delle storie dei personaggi, e magari riusciremo a risolvere qualche mistero in più.

Ida è una delle persone più gioviali sulla nave.

Lo ripetiamo di nuovo: sono le storie dei personaggi il cuore di Wayward Strand. E dovremo essere noi a decidere cosa vogliamo scoprire e quando. Se cercare di saperne di più sui dipinti di cui è adornata la camera del signor Pruess o se capire perché Tomi non riesce più a parlare, nonostante ami la compagnia di qualcuno che parla con lei, sempre in ascolto.

O ancora, potremo decidere di passare del tempo con l’ostile dottoressa Bouchard, che vuole sempre stare da sola: magari riusciremo a farla aprire con noi e a farci raccontare della paura e della rabbia che prova.

Non ci basterà essere al posto giusto al momento giusto per riuscire a fare aprire questi personaggi. Dovremo anche utilizzare le parole giuste, tra le diverse opzione di dialogo disponibili. Ovviamente, alcune saranno accessibili soltanto dopo aver fatto altre cose.

Ad esempio, potremo venire a sapere dalla signora Fitzgerald che Ida e Tomi sono molto amiche, e quindi Ida potrebbe sapere qualcosa in più sul misterioso passato di Tomi; o ancora, venendo a sapere della morte di un certo signor Folk potremo scoprire che non era mai andato d’accordo con il signor Pruess in quanto Pruess è austriaco, dunque Folk, che aveva combattuto per gli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale, lo ha sempre visto di cattivo occhio.

Tutte queste piccole storie vanno a comporre il puzzle di Wayward Strand. E per quanto il tempo sia un elemento centrale, il gioco è soprattutto un invito a prendersi del tempo per ascoltarle, queste storie. Non fatevi prendere dall’ansia di fare tutto in una sola volta, perché è letteralmente impossibile: il gioco è fatto proprio per farvi capire l’importanza del tempo che abbiamo e di come lo utilizziamo.

E fortunatamente, trattandosi di un videogame, se vorremo avere del tempo in più ci basterà semplicemente avviare una nuova partita: magari, proprio questo ci aiuterà a capire l’importanza del tempo nella vita reale, dove l’opzione per tornare indietro e “rigiocare” è assente.

Non è un gioco per tutti, proverbialmente, ma è un’avventura capace di dare qualcosa e parlare anche a chi, a un primo impatto, potrebbe dire che “non fa per me”. Affrontandola, la sensazione è che non ve ne pentirete. E che se ne esca anche un po’ migliori.

Versione recensita: PS5

8,5

Wayward Strand

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xone, xsx
Wayward Strand è una di quelle esperienze narrative destinate a rimanere impresse. La storia del gioco, nella sua semplicità, riesce a trasmettere un messaggio spesso troppo dimenticato, vale a dire l'importanza di ascoltare. Ascoltare soprattutto quelle persone che, dietro le grinze degli anni, possono avere molte storie da raccontare, a patto di trovare qualcuno che le ascolti. Se sarete disposti a giocarlo, è un titolo di cui vi porterete questi personaggi nel cuore e, forse, da cui uscirete anche un po' migliori.

Pro

  • Personaggi teneri ed indimenticabili
  • Splendida direzione artistica
  • Interessante gestione del tempo

Contro

  • La mancanza di un vero gameplay ed il ritmo lento faranno storcere il naso ad alcuni
8,5