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Vampire: The Masquerade – Bloodhunt ha ancora parecchia strada da fare

Prime sensazioni a caldo su una nuova chiave di lettura della sopravvivenza nel Mondo di Tenebra.

Alzi la mano chi tra i lettori non si era creato delle aspettative sul grande ritorno del brand di Vampire: The Masquerade dopo una presentazione del secondo capitolo nel 2019 seguita da diversi e interessanti sprazzi di gameplay. Causa pandemia, però, il progetto ha subito diversi rinvii e contraccolpi allontanandone l’uscita verso un ignoto 2022, con buona rassegnazione delle numerose schiere di appassionati.

Piattaforma:
PC, PS5
Genere:
azione
Data di uscita:
7 Settembre 2021
Sviluppatore:
Sharkmob AB
Distributore:

Per ingannare l’attesa, il team di Sharkmob ha deciso di gettarsi nell’universo vampiresco di riferimento attraverso un lavoro che cerca di cavalcare l’onda modaiola videoludica degli ultimi anni, ovvero sfruttando quel genere battle royale oramai croce e delizia dell’intero settore, con il nome di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt.

Proprio in questi giorni il titolo è uscito su piattaforma Steam in versione early access totalmente gratuita, dando l’occasione agli utenti di testare gli sforzi degli sviluppatori a lavori in corso – e durante PlayStation Showcase è stato confermato l’arrivo futuro anche su PS5. Noi non potevamo esimerci e abbiamo deciso di sfruttare l’occasione per farci un’idea più chiara circa le sue potenzialità.

Guerra tra vampiri

Lo ammettiamo, l’idea di utilizzare il marchio creato originariamente dal genio di Mark Rein-Hagen per lo sviluppo di un videogioco esclusivamente focalizzato sulla sopravvivenza online non poteva che farci storcere il naso. Nonostante ciò, la software house con sede a Malmo ha deciso – conscia dei vari rischi del caso – di percorrere con fermezza questa direzione tramite la pubblicazione di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt per attirare consensi e tracciare la strada in attesa di eventuali annunci sul vero capitolo story driven citato inizialmente; una scelta considerabile tanto coraggiosa quanto degna di attenzione.

L'hub di gioco è abbastanza spoglio, ma in futuro potrebbe accogliere elementi importantissimi.

Bloodhunt incarna in tutto e per tutto lo spirito dei battle royale più classici, proponendo partite in solitaria o squadre da tre dove ben 45 giocatori si scontrano impersonando dei vampiri dalle più disparate abilità, con l’obiettivo ultimo di lottare per la sopravvivenza tra le strade di una Praga dove vige un severo isolamento dal resto del mondo. Ovviamente, man mano che i minuti passano durante il round, la safe zone risulterà sempre più piccola, aumentando la probabilità di incappare in incontri e scontri casuali con gli altri giocatori presenti.

Il contesto narrativo che viene accennato partita dopo partita pesca a piene mani dall’universo del Mondo di Tenebra per gettare l’utente in una lotta tra clan di vampiri, culti, fazioni, intrighi e tradimenti dal potenziale incredibile, con la possibilità di scoprire dati e informazioni appetibili sia per gli appassionati di vecchia data sia per i semplici curiosi.

I pochi dialoghi permettono di raccogliere qualche utile informazione sull'universo di riferimento

Cosa fare per sbloccare le voci disponibili nell’apposita sezione del menù, tra personaggi ed avvenimenti chiave per il background che fa da sfondo alle vicende? Semplicemente giocare e completare le varie sfide tipiche del genere, attraverso una formula che ci è parsa più convincente nella teoria che nella pratica.

Vampire: The Masquerade – Bloodhunt permette, infatti, di accedere ad un hub dove muoversi liberamente e interagire con alcune figure e i loro brevi dialoghi, oltre a poter vedere gli altri giocatori o navigare con calma nei menù, prima di accedere al matchmaking; si tratta di una struttura al momento abbozzata, che in futuro necessiterà di aggiornamenti e funzioni da implementare per invogliare i giocatori a passarci più tempo in attesa di entrare in un match.

Battle royale non per tutti

La prima regola da rispettare per realizzare un buon battle royale riguarda la necessità di progettare un gameplay accessibile a qualunque videogiocatore fin da subito, per poi invogliarlo a tornare giorno dopo giorno e fidelizzarlo attraverso progressi e contenuti sbloccabili di cui tener traccia in modo chiaro e tangibile.

Bisogna scegliere attentamente quando aggredire gli npc per non farsi scoprire dagli altri giocatori.

In entrambe gli aspetti citati Vampire: The Masquerade – Bloodhunt riesce a convincere solo in parte, a causa di una struttura di base eccessivamente complessa che rischia di allontanare i giocatori prima di poter approfondire e apprezzare le varie peculiarità.

Ogni round alterna fasi di studio ed esplorazione della mappa di gioco – essenziale per la ricerca del tipico equipaggiamento tra bocche da fuoco, armature o kit medici – alla frenesia dei combattimenti sia da media che corta distanza, con quest’ultimo aspetto incentivato dalla spiccata agilità del nostro vampiro, soprattutto in verticale. La visuale in terza persona aiuta durante l’esplorazione per la maggior visibilità e pad alla mano bastano una manciata di salti per arrampicarsi tra i diversi tetti della città e fare un sopralluogo dall’alto.

Sei classi, diverse abilità da sfruttare per ciascuno.

Le sparatorie di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt invece non riescono a convincerci particolarmente e, nonostante la presenza di diverse armi (anche da corpo a corpo), gli scontri risultano eccessivamente caotici, con un time to kill troppo punitivo che rende difficile rispondere al fuoco nemico senza incappare in un inesorabile morte.

Rimane un peccato perché la possibilità prima di ogni round di scegliere una tra sei differenti classi – con differenti skill di attacco o difesa – impreziosisce le partite con un approccio un minimo personalizzato, adatto sia per gli utenti che prediligono sparare all’impazzata senza pensarci due volte sia per quelli che preferiscono agire nell’ombra.

Alcuni vampiri possono generare onde d’urto che sbilanciano l’avversario per qualche secondo, altri possono saltare più in alto per crearsi una via di fuga, senza dimenticare abilità legate all’individuazione dei nemici e alla creazione di una qualche trappola.

I combattimenti non riescono a convincerci del tutto.

Non mancano nemmeno alcuni elementi PvE come cittadini da assalire di soppiatto per succhiarne il sangue ed ottenere alcuni bonus temporanei, così come aree specifiche ricche di loot protette da truppe armate fino ai denti che obbligano a sparatorie prolungate che, di contro, rivelano la nostra posizione agli altri giocatori.

Insomma, sono tutti elementi che valorizzano un approccio più ragionato e stealth per la raccolte delle varie risorse, soprattutto con delle classi che concedono una temporanea invisibilità o l’utilizzo di pipistrelli come radar – quali Vandalo e Sabotatore –, mentre quando si torna inevitabilmente a combattere il tutto si risolve in modo piuttosto caotico.

Vampire: The Masquerade – Bloodhunt è ancora in fase di sviluppo e soprattutto sul fronte contenutistico necessita di un maggior numero di oggetti sbloccabili o skin, visto che al momento i motivi per buttarsi sul classico Battle Pass non sono molto invitanti, senza dimenticare che il gioco, sia in partita sia nell’hub iniziale, fatica a riconoscere i comandi da controller, obbligandoci ad optare sul mouse per ottenere risultati in larga parte più soddisfacenti.

Gli scorci notturni di Praga non sono niente male.

La mappa di gioco, invece, ci convince già parecchio, con gli sviluppatori che hanno realizzato una Praga notturna ricca di strade e luoghi rivisitati per l’occasione dove ingaggiare combattimenti all’ultimo sangue, con discreti giochi di luce generati dai posizionamenti dell’illuminazione.

Il tutto senza dimenticare diversi elementi che aumentano il coinvolgimento durante le fasi più stealth, come – banalmente – la presenza di uno spropositato numero di vetture che se toccate fanno scattare l’antifurto allarmando tutti coloro che sono presenti nelle aree limitrofe. Insomma, gli elementi interessanti si vedono, ma devono diventare più convincenti.

Se siete appassionati di battle royale su PC avrete bisogno di periferiche adeguate, e vi consigliamo il mouse Logitech G502 in offerta su Amazon.

Piattaforme: pc, ps5
Quello di Vampire: The Masquerade – Bloodhunt si è rivelato essere il tipico caso dello studente bravo, ma che potrebbe applicarsi decisamente di più. Parliamo di un progetto che incarna completamente, nel bene e nel male, la mentalità e l’approccio dei più blasonati battle royale, proponendo un gameplay che alterna fasi stealth più riuscite a combattimenti non proprio soddisfacenti. Considerando la presenza gratuita in early access il consiglio è quello di testarlo per farsi un’idea e capire se possa essere un gioco adatto anche solo per qualche pomeriggio differente pad alla mano, ma ammettiamo che ci vorrà ben altro per conquistare l’interesse dei videogiocatori in questo specifico settore.

Pro

  • Classi differenziate su abilità e approcci variegati
  • Elementi PvE che impreziosiscono un approccio più cauto
  • Mappa di gioco bella da vedere quanto da giocare

Contro

  • Rimane un battle royale con tutti i limiti sul supporto nel breve medio periodo
  • Fasi di shooting eccessivamente caotiche