Valorant: quello che dovete sapere sullo shooter tattico di Riot Games – Anteprima

Abbiamo fatto una chiacchierata con Riot Games su Valorant, il suo nuovo ambizioso multiplayer

Anteprima
A cura di Valentino Cinefra - 2 Marzo 2020 - 9:00

La scorsa settimana abbiamo passato un’oretta in compagnia di Maria Elena Mac Swiney ed Alberto Delgado dell’ufficio di Riot Games di Barcellona che, insieme a tanti giornalisti italiani e portoghesi, ci hanno raccontato (non abbiamo visto infatti nessun gameplay in esclusiva o che altro) “Project A”, che da oggi diventa ufficialmente Valorant. Un nome che non ha un significato preciso, ma rappresenta solo la volontà di evocare l’immagine del valore, della chiamata all’azione per un bene superiore.

Ma andiamo con ordine. Cos’è Valorant? È uno sparatutto in prima persona, una nuova IP ed erede spirituale di Counter-Strike. La prima sorpresa, che finora era rimasta un po’ nell’aria, è che a differenza dei tanti progetti che Riot Games sta lanciando a seguito del festeggiamento del decennale di League of Legends, questa è una nuova IP totale, slegata dal mondo di Runeterra e tutto ciò che riguarda il MOBA più famoso del mondo.

Più Counter-Strike che Overwatch

L’altro aspetto interessante di Valorant è che si accosta molto più a Counter-Strike che ad Overwatch. Sì, gli Agenti (questo il nome dei personaggi) saranno degli eroi chiamati a difendere una minaccia globale, avranno delle abilità particolari da schierare in campo, ma Riot Games ci ha tenuto a specificare che il gunplay viene prima di tutto. Le abilità degli Agenti, che avranno un lungo cooldown oppure saranno ad uso limitato durante la partita, saranno complementari al gunplay, e non lo sovrasteranno.

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Valorant non sarà quindi un gioco dove le combo tra abilità dei personaggi la faranno da padrone, perché l’abilità del giocatore nello sparare sarà sempre al centro del gameplay. Tant’è che una delle frasi chiave per descrivere il gioco è stata: “un giocatore preciso con una pistola sarà sempre più letale di un cecchino impreciso”. Gli Agenti, ad esempio, non potranno essere cambiati fino alla fine del round, che si alterneranno tra attacco e difesa come di consueto. Questa è una svolta molto importante, che potrebbe portare Valorant a dire la sua in uno scenario che è ormai molto affollato in termini di shooter competitivi.

A questo proposito, sebbene Riot Games abbia specificato che Valorant abbia un grande potenziale per diventare un titolo eSport, al momento non hanno nessun tipo di campionato o supporto in merito alla scena competitiva – ma nel corso del ciclo vitale del gioco è qualcosa di cui sicuramente si vorranno occupare.

Gli sviluppatori hanno confermato la presenza di un vasto arsenale di armi, molte mappe studiate per avere tanti approcci diversi. Le stesse mappe sono state create con il supporto dei migliori giocatori della scena di Counter-Strike, proprio per garantire quello stesso feeling del titolo Valve.

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Valorant, tecnicamente parlando

Parlando di aspetti più tecnici, Riot Games è molto attenta alla qualità del gioco. Valorant sarà supportato da server 128-tick, con un netcode ed un sistema anti-cheat proprietario. Un lavoro, ci hanno raccontato gli sviluppatori, portato avanti dal 2014 quando lo studio ha iniziato a costruire una ISP interna che chiamano Riot Direct, così che tutti i giocatori vengano reindirizzati sui server interni. Questo dovrebbe garantire una pulizia notevole in termini di connessione, per dare ai giocatori l’esperienza di gioco più pulita possibile.

Valorant uscirà nell’estate del 2020. Non ci è dato sapere, al momento, se sarà anticipato da delle beta, ma quello che sappiamo è che l’idea di Riot Games è che tutti potranno giocarci. Il titolo infatti avrà dei requisiti hardware a dir poco generosi, dove i raccomandati consigliano una GPU GeForce 730, per darvi un’idea.

Valorant: quello che dovete sapere sullo shooter tattico di Riot Games – Anteprima

Al lancio ci sarà solo la modalità 5v5, e nessun’altra. L’idea di Riot Games è di perfezionare al meglio questa tipologia di partite e, solo una volta arrivati al livello di pulizia e perfezione a cui il team punta, magari sperimentare e provare ad aggiungere nuove modalità di gioco. A questo propositom, Valorant verrà aggiornato con frequenza, perché l’idea del team è quella di fare tanti aggiornamenti –anche minori che siano – invece di lasciare i giocatori con mesi di vuoto per poi riversare una miriade di novità, patch ed aggiustamenti vari tutti in una volta.

+ Promette grande cura per i dettagli
+ Attenzione per server e anti-cheat
+ Punta all'accessibilità tecnica
- Riuscirà a conquistare il pubblico a cui guarda?

Valorant è il coraggioso tentativo di Riot Games di entrare a gamba tesa in un settore così affollato come quello degli shooter online. Il team non vuole reinventare la ruota, per sua stessa ammissione, ma semplicemente proporre una formula diversa di gioco, la sua interpretazione – se vogliamo – di un genere gettonato e molto presente sul mercato. Le idee sembrano chiare, così come le premesse, e non ci resta che attendere qualche mese per provare con mano la nuova IP dei creatori di League of Legends.




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