Underhero, il brillante viaggio dell’antieroe – Recensione

Era dai tempi di Undertale che non avevamo a che fare con un titolo così arguto e anticonvenzionale. Vi raccontiamo Underhero nella nostra recensione.

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A cura di Domenico Musicò - 1 Maggio 2020 - 10:43

Arrivato quasi due anni fa su PC e rimasto inspiegabilmente fuori dai radar della stampa e del grande pubblico, Underhero si ripresenta su Switch dandoci modo di recuperare un titolo che mai avrebbe meritato di rimanere sconosciuto ai più. Oltre a raccontarvi per quali motivi Underhero merita il massimo della vostra attenzione – soprattutto in questo periodo in cui si è aperta una profonda voragine tra noi e le nuove uscite – vi diciamo sin da subito che benché ne incorpori parte dello stile e delle stramberie, non ha nulla a che fare con Undertale. Tuttavia se ne intravedono delle nette influenze e alcune delle soluzioni narrative sperimentali, pur senza averne lo stesso effetto dirompente.

Underhero – L’eroe che non ti aspetti

Forse non è esattamente un caso che metà del titolo di Underhero richiami alla memoria la perla di Toby Fox, così come non è un caso che nel momento in cui vi renderete conto di che pasta è fatto il gioco, avrete le netta sensazione di sentirvi subito a casa. Underhero ha dei dialoghi strambi, intelligenti, pungenti e inconsueti; ha soluzioni in grado di sfondare la quarta parete con disarmante disinvoltura e una capacità nel saper mescolare diversi generi che raramente abbiamo visto in titoli indipendenti. Non bastasse questo per farvi comprendere quanto sia sui generis Underhero, sappiate che ci sono anche personaggi fuori di testa, come (giusto per dirne uno) una farfalla con la doppia personalità che urla e se la prende con se stessa, assieme ad altri che vi lasciamo il piacere di scoprire.

In Underhero, di imprevedibile c’è anche la premessa: il vero protagonista è infatti l’esatto opposto di ciò che vi aspettereste, ossia un minion del signore del male di turno che prenderà d’improvviso il posto dell’eroe. Inizialmente controllerete proprio l’eroe, giunto ormai alle battute finali e nell’ultimo castello, ma il minion azionerà un marchingegno che gli farà crollare in testa un lampadario, uccidendolo sul colpo. Il minion allora si avvicinerà sul luogo della tragedia, constaterà la morte dell’eroe e s’impadronirà della sua elsa parlante di nome Elizabeth IV. Da quel momento in poi, su ordine del malvagio Mr. Stitches, l’antieroe dovrà riconsegnare le tre pietre leggendarie che l’eroe aveva sgraffignato ai rispettivi boss, viaggiando attraverso dei portali che lo condurranno nelle aree presiedute dai maligni lord.

Underhero, il brillante viaggio dell’antieroe – Recensione

L’esplorazione gioca un ruolo chiave nella Chestnut Kingdom, e non mancano aree segrete, stanze nascoste e vie che si allontanano da quella principale. I veri avventurieri avranno la sorpresa di trovare oggetti in grado di aumentare la vita massima, i classici collezionabili e persino le tracce musicali da cambiare nella save room, ma sin troppo spesso Underhero vi metterà al centro di alcuni labirinti da cui non è sempre così agevole uscire fuori.

Questo, assieme ad altri minuscoli nei in verità piuttosto trascurabili, è l’unico vero difetto dell’opera, perché di Underhero non si può far altro che tessere le lodi a più riprese. Non solo è in grado di configurarsi come un buon platform dalle sfide equilibrate, ma riesce ad essere anche un buonissimo RPG con elementi misti ed eterogenei che riescono a trovare un equilibrio sostanzialmente perfetto. Appare frustrante anche la mancanza di una mappa da consultare liberamente, poiché Underhero fa l’errore di mettere dei cartelli di tanto in tanto per farvi comprendere dove vi troviate, mandandovi talvolta in confusione quando perderete la bussola in determinati luoghi che si somigliano sin troppo.

Underhero, il brillante viaggio dell’antieroe – Recensione

Liti fantasiose, combattimenti all’ultimo respiro

Underhero non è però solo un platform, ma anche un buonissimo adventure e un GdR che fa sfumare la divisione tra il sistema a turni e quello messo in mostra da Super Mario RPG, mettendo in piedi un combat system brillante e convincente fino in fondo. Quando incapperete in un nemico, la schermata passerà subito a quella di combattimento, con un menù adattato alle fasi tipiche da gioco di ruolo. Tutte le azioni vanno effettuate con un buon tempismo, facendo sempre attenzione alla barra della stamina. Attaccare furiosamente significherà infatti trovarsi con la barra completamente svuotata e il protagonista che rimarrà alla mercé del nemico, incapace di difendersi e costretto a subire ogni colpo avversario.

Per evitare che ciò accada, è possibile schivare i colpi, ma sempre prestando attenzione ai movimenti dell’avversario, che danno suggerimenti su come tenderà ad agire. Schivare i colpi con buon tempismo vi farà ricaricare parte della barra della stamina, e se riuscirete ad attaccare seguendo i ritmi della musica, potrete infliggere danni extra. È possibile anche caricare il colpo per aumentarne l’efficacia, o usare un martello che ha dei tempi di azione più prolungati. Per i nemici volatili dovrete invece adoperare una fionda, con una gestione della mira manuale non sempre perfetta. Nelle circa dieci-dodici ore che impiegherete per arrivare ai titoli di coda, in Underhero non si ha mai la sensazione che ci siano dei banali riempitivi, e tutto fila liscio coi ritmi che ci si aspetterebbe da un indie del genere.

Underhero, il brillante viaggio dell’antieroe – Recensione

Affrontare le battaglie vi servirà per migliorare le vostre statistiche e acquisire esperienza, ma esiste anche la possibilità di corrompere i nemici col vostro vil danaro per bypassare uno scontro che si rivela più duro del previsto. Prima di ogni scontro potrete anche parlare con gli avversari, che vi daranno alcuni utili suggerimenti sul mondo di gioco in cui vi trovate, tutti dettagli di cui altrimenti non sareste mai venuti a conoscenza. La deliziosa pixel art è dettagliata ed eccentrica, così come i toni di Underhero, che si configura come un’autentica sorpresa che stava finendo per essere ingiustamente sopraffatta dalle uscite più di rilievo.

+ Commistione di generi perfettamente riuscita
+ Dialoghi arguti, personaggi inconsueti e situazioni di sfondamento della quarta parete per nulla scontate
+ Soluzioni di design brillanti
- Non è sempre immediato orientarsi in alcune sezioni, soprattutto per l'assenza delle mappe

8.5

Underhero è la sleeper hit che non ti aspetti, quel gioco che riesce a trascinarti nel suo mondo strambo e ricco di trovate intelligenti che solo Undertale era riuscito a tirare fuori dal cilindro un lustro fa. Inconsueto, divertente, frizzante e capace di mescolare più generi in un modo sorprendente e funzionale alla conduzione di gioco, l’opera di Paper Castle Games è imprescindibile per chi desidera un titolo solido, arguto e decisamente fuori dagli schemi.




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TAG: paper castle games, underhero