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Un bel gioco dimenticato e sottovalutato ha appena compiuto dieci anni

Sleeping Dogs, erede della serie True Crime, ha già compiuto dieci anni e purtroppo rimane una piccola chicca che non ebbe seguito.

Era il 14 agosto 2012 quando faceva il suo debutto assoluto – prima negli USA, qualche giorno dopo sarebbe arrivato anche dalle nostre parti – l’ambizioso Sleeping Dogs. Nato come erede spirituale del precedente True Crime (serie di Activision i cui diritti passarono poi a Square Enix), il gioco doveva riprendere proprio le dinamiche della serie che ci aveva portato a caccia di criminali a New York e San Francisco.

Così, nei panni del detective Wei Shen ci ritrovavamo ad infiltrarci nella triade di Sun On Yee, correndo enormi pericoli e rischiando di dimenticarci di chi eravamo veramente. Ad animare quello che era un vero e proprio omaggio a film d’azione all’orientale era un combat system incentrato sull’uso delle arti marziali per abbattere i propri nemici.

Sleeping Dogs aveva anche una struttura da open world che permetteva di scorrazzare lungo Hong Kong, rappresentata in modo particolarmente suggestivo. Sappiamo che, nel 2014, abbiamo assistito anche al lancio di una Definitive Edition, che portò Sleeping Dogs a sbarcare anche su PS4 e Xbox One, dopo che due anni prima aveva esordito su PC, PS3 e Xbox 360.

Sleeping Dogs esordì il 14 agosto 2012

Da allora, tutto tace. Sappiamo che è in lavorazione un film scomparso nel nulla (venne annunciato nel 2017), sappiamo che un possibile sequel multiplayer era stato cancellato. E sappiamo che il team di sviluppo, United Front Games, ha ufficialmente chiuso i battenti nel 2016, mettendo probabilmente il definitivo chiodo sulla bara di Sleeping Dogs.

Il franchise rimane di fatto in mano a Square Enix, ma considerando anche la svolta presa di recente dal publisher giapponese, che si è disfatto delle sue IP occidentali per concentrarsi sullo spendere in altro modo le sue risorse, risulta difficile immaginare che possa provare a ritirare fuori dal cilindro Sleeping Dogs.

Al suo debutto, il gioco venne accolto con recensioni particolarmente positive. Ad oggi sia la versione standard che la Definitive Edition hanno una media voto positiva (sopra l’80 per quanto concerne il gioco originale). Tuttavia, quando nel 2013 Square Enix pubblicò i risultati di vendita, si parlò di 1,5 milioni di copie vendute, il che portò Sleeping Dogs ad essere «sotto le aspettative» – uno dei tormentoni della compagnia giapponese – rispetto agli 1,75 milioni che ci si aspettava.

Da allora, l’IP è chiusa nel silenzio e, dieci anni dopo, rimane il bel ricordo di un gioco che aveva una grande atmosfera ed era molto godibile. Oggi è possibile recuperarlo sui diversi store a un prezzo spesso irrisorio (come su Instant Gaming), anche se l’avventura di Wei Shen valeva indubbiamente di più di quanto ha avuto.