Valorant: tutto quello che dovete sapere sullo shooter di Riot Games – Speciale

Mentre lavoriamo alla recensione di Valorant, ripassiamo le informazioni fondamentali sul nuovo shooter di Riot Games.

Speciale
A cura di Valentino Cinefra - 2 Giugno 2020 - 10:08

Il 2 giugno, che per la legge dei grandi numeri è oggi, Valorant debutta finalmente nella sua versione finale. È probabile che, se state leggendo questo articolo nel futuro, Valorant sarà un videogioco molto diverso da quanto era al lancio. D’altronde siamo ormai entrati pienamente a contatto con piattaforme videoludiche di questo tipo, che si evolvono, si trasformano e migliorano (nella maggior parte dei casi) in qualcosa di sempre nuovo.

Per questo al day one non abbiamo pubblicato la recensione. Dalle tante ore trascorse in beta ci siamo fatti un’idea piuttosto chiara di cosa sia Valorant e, a conti fatti, elaborato anche un’opinione definitiva, volendo. Ma dopo il periodo di test furioso iniziato il 7 aprile scorso Riot Games ha già fatto alcuni cambiamenti sostanziali. Alcuni Agenti sono stati modificati in termini di funzionalità delle loro abilità, così come mappe ed armi. Inoltre, nella versione 1.0 del gioco vengono introdotti una nuova mappa ed un nuovo Agente di cui già abbiamo potuto vedere un brevissimo video di gameplay.

Quindi, mentre vi chiediamo giusto qualche giorno di attesa per la recensione completa, abbiamo deciso di fare il punto su Valorant in tutto e per tutto. Che abbiate solo giocato per qualche ora la beta, che ne abbiate sentito parlare, oppure che sia la prima volta che apprendete dell’esistenza di Valorant, ecco tutto quello che dovete sapere sullo shooter competitivo di Riot Games.

L'artwork principale della beta di Valorant.

La beta dei grandi numeri per Valorant

Partiamo dalla beta, che Riot Games ha accompagnato ad una campagna promozionale molto interessante e perfettamente a fuoco rispetto a quello che Valorant vuole essere nel 2020. L’unico modo, infatti, per entrare nella closed beta era quello di riscattare una chiave attraverso i famigerati drop di Twitch, seguendo gli streamer più titolati (e poi chiunque giocasse Valorant).

Una beta che ha fatto numeri notevoli, che hanno sorpreso anche la stessa Riot Games: tre milioni di giocatori ogni giorno per due mesi. Riguardo ai suddetti drop, Valorant ha totalizzato oltre 470 milioni di ore su Twitch, con picchi di 34 milioni in un singolo giorno.

È la prima volta, tra l’altro, che un gioco del genere viene lanciato in questo modo tramite Twitch. Ricordiamo ovviamente la famosa giornata delle manine di Death Stranding, ed il recente Assassin’s Creed Valhalla è stato successivo al gioco di Riot Games. Considerato il pubblico a cui si rivolge Valorant, quella di usare la piattaforma di streaming è stata indubbiamente la scelta vincente.

Jett, uno degli Agenti di Valorant

Valorant: il free to play erede di Counter-Strike ed Overwatch

Ad una prima occhiata, Valorant sembra il figlio illegittimo degli shooter di Valve e Blizzard. Effettivamente, il titolo di Riot Games deve molto a Counter-Strike ed Overwatch.

Al primo l’ossatura del gameplay fatta di movimenti da calcolare al millimetro, un gunplay asciutto da affrontare con sangue freddo ed il sistema di armi da acquistare turno dopo turno; al secondo l’idea di affidare ai giocatori degli Agenti carismatici, esteticamente d’impatto e dotati di abilità particolari al limite tra il tecnologico/futuristico ed il magico.

Ma, e questo è l’aspetto importante da capire subito, Valorant non è uno shooter di combo tra abilità. Sebbene i muri, le trappole, telecamere, onde d’urto e palle di fuoco che gli Agenti sono in grado di generare siano effettivamente in grado di cambiare le sorti di un match, bisogna… metterle in grado di cambiare le sorti di un match, per così dire. Un pessimo giocatore sarà comunque inefficace in squadra se rapportato ad un buon giocatore che usa lo stesso Agente. Questo perché le abilità di questi ultimi sono sempre a supporto della strategia personale e della squadra.

Ci sono Agenti più adatti a fare delle cose rispetto ad altri, tra chi ingaggia o difende, chi supporta la squadra oppure è adatto a raccogliere informazioni, ma non vincono mai da soli. Come detto, infatti, la struttura del gioco è ereditata per la stragrande maggioranza da Counter-Strike. Bisogna fare economia nell’acquisto di armi, camminare per evitare di essere avvertiti dagli altri giocatori, dividersi tra la difesa dei punti bomba, comunicare con i compagni di squadra in maniera costante, e così via. Ma bisogna, soprattutto, avere una buona mira, perché le armi hanno una balistica che reagisce ai solleciti estremi, il che le rende sempre più imprecise all’aumentare del rateo di fuoco o dei movimenti dei personaggi.

Diciamo che, volendo racchiudere il tutto in un’unica battuta, Valorant ha il carisma di Overwatch ed il cuore di Counter-Strike. Pertanto potrebbe risultare frustrante, forse, per la classica partitella ogni tanto. In questo senso è interessante il fatto che gli sviluppatori abbiano inserito, da oggi, una modalità specificatamente dedicata alle partite in pausa pranzo (definizione che citiamo direttamente dalle loro dichiarazioni!) chiamata Spike Rush. Dura molti meno round, tutti hanno la Spike dall’inizio, vengono date delle armi casuali, ed in generale è pensata per partite più veloci da giocare con più tranquillità.

Avere una buona mira è fondamentale in Valorant

L’abilità del giocatore prima di tutto, anche prima del portafogli

Valorant è un free to play, ma non è un pay to win. Gli elementi acquistabili tramite denaro sono del tutto cosmetici e non garantiscono nessun vantaggio reale in gioco. Tuttavia, gli Agenti non sono tutti disponibili fin da subito, ma andranno sbloccati accumulando punti esperienza e sbloccando i relativi contratti che, al livello 5, danno l’accesso all’Agente selezionato.

Poi, continuando con il contratto dell’Agente relativo, è possibile sbloccare ulteriori contenuti a tema con il personaggio come spray, immagini per il profilo, skin delle armi caratterizzate secondo i colori ed il vestiario. Durante la beta ci è voluto molto tempo per sbloccare i personaggi, tant’è che dei quattro da ottenere successivamente ancora ci mancava qualcuno, ed al momento non sappiamo se Riot Games avrà cambiato qualcosa in questo senso nella release finale.

Ci sarà anche un Battle Pass molto classico, di quelli che ormai abbiamo imparato a conoscere da Fortnite in poi, con elementi che si sbloccano gratuitamente, ed altri che si aggiungono solamente se si è in possesso del pass in questione.

Le icone dei gradi competitivi di Valorant

Valorant e lo spirito di competizione

Se Valorant, come detto prima, offre comunque la possibilità a tutti i giocatori di mettere alla prova le proprie capacità, in breve tempo vi accorgerete quanto il titolo Riot Games richieda pazienza e dedizione. Vi accorgerete anche di come dia tanta soddisfazione partita dopo partita, quando avrete la voglia di capire perché avete sbagliato una giocata, o come potreste migliorare la vostra percezione della mappa e dell’azione di gioco.

Per questo il lato competitivo è molto importante, in Valorant. C’è dal lancio il sistema di partite classificate, che vi porterà dal grado Ferro a Valorant e, in beta, si tratta di un sistema molto esigente che richiede prestazioni davvero notevoli. Tendenzialmente viene data molta più importanza alla prestazione personale che alla partita in sé, che ovviamente è molto meglio vincere che perdere. E non solo, una vittoria con uno scarto notevole di turni rispetto agli avversari darà molti più punti di una vittoria risicata sebbene, per assurdo, può essere molto più soddisfacente a livello emozionale.

Per quanto riguarda la scena eSport, invece, al momento non ci sono piani per tornei o scene competitive di qualche tipo. Riot Games è chiaramente interessata, e nel futuro arriveranno, anche perché Valorant è un titolo squisitamente competitivo ed è quella la sua vocazione finale ma, al momento, il team vorrà concentrarsi per i primi mesi su un lancio solido e sul creare una base di giocatori ampia e continuativa.

In attesa della recensione di Valorant che arriverà nei prossimi giorni, abbiamo voluto riepilogare alcune nozioni sul nuovo titolo di Riot Games disponibile da oggi. Continueremo ovviamente a seguire il titolo, giocarlo su Twitch e, tra qualche giorno, vi racconteremo le nostre impressioni finali nella recensione. Per adesso godetevi il day-one, e fateci sapere se proverete Valorant!




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