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Turrican Flashback | Recensione – Fattore nostalgia

Trent'anni e non sentirli, ma la raccolta di Turrican poteva essere realizzata meglio

La nostalgia, si sa, è un sentimento potente, e su di essa l’industria culturale (non solo quella videoludica, quindi) ha costruito parte dei suoi successi soprattutto nell’ultimo quarto di secolo, tra rimasterizzazioni, riproposizioni in alta definizione, collezioni piene di extra e chi più ne ha più ne metta.

Turrican Flashback

Piattaforma:
PS4, SWITCH
Genere:
sparatutto
Data di uscita:
26 Gennaio 2021
Sviluppatore:
ININ Games
Distributore:

Accanto a casi in cui si assisteva a mere operazioni commerciali, ce ne sono anche altri in cui, effettivamente, ha senso recuperare prodotti di tempi andati e riproporli alle nuove generazioni, onde evitare il rischio che vadano persi nel dimenticatoio.

Andiamo a scoprire insieme se questo è il caso di Turrican Flashback, che abbiamo giocato per voi sulla nostra fida Nintendo Switch.

Quattro pezzi di storia

Tutto iniziò in uno scantinato della Germania degli anni ’80, per mano di un certo Manfred Trenz, su piattaforma Commodore 64, ma è solo con il passaggio sulla più performante Amiga, qualche mese dopo, che la serie Turrican conobbe davvero la notorietà ed il successo planetario, grazie ad un gameplay adrenalinico e forsennato e ad una serie di colonne sonore memorabili, che ancora oggi sono una gioia per le orecchie.

A detta di molti (noi inclusi), l’episodio migliore del franchise fu però il secondo, pubblicato nel 1991 e fedele all’immarcescibile formula delle tre B (bolder, bigger, better) tanto cara ad inglesi ed americani: migliaia di joystick Amiga furono consumati nel processo di portare a termine Turrican II, e chi ebbe la fortuna di vivere quei giorni ne serba ancora ricordi dorati.

I boss rappresentano uno dei cardini della produzione

Adesso, tornando a noi dopo la parentesi nostalgica (ve l’avevamo detto che la nostalgia è un sentimento potente!), ININ Games ha pensato che l’utenza Switch e quella PS4 potessero beneficiare di una raccolta dedicata a quattro titoli della serie, ovvero i due già citati e le versioni uscite per Super Nintendo (Super Turrican) e MegaDrive (Mega Turrican), le due macchine di punta che all’epoca si dividevano tutti e tre i principali mercati videoludici.

Questa collezione permette così di godersi, di capitolo in capitolo, le migliorie e le modifiche apportate alla formula base, con l’aggiunta di fruste elettriche atte a controbilanciare l’assenza dello sparo multidirezionale e la possibilità di appallottolarsi per diventare una sfera energetica letale, soluzione che strizzava l’occhio alla serie Metroid di Nintendo.

Anche al netto delle mancanze nella line up dei titoli inclusi, sulle quali torneremo più avanti, il valore storico di questa compilation è innegabile: tra alti e bassi, parliamo di quattro esponenti di un franchise storico e dal forte sapore europeo, in un mercato dominato allora da produzioni giapponesi e statunitensi.

Certo, parliamo, purtroppo, anche di un marchio fermo al palo da diversi decenni ma pur sempre capace di far tornare i brividi lungo la schiena ai veterani e, perché no, incuriosire i neofiti con il suo gameplay energetico e labirintico.

Una rarità: due nemici comuni identici tra loro

Declinazioni differenti

Non furono infatti solo l’azione incessante e le tonnellate di colpi sparati a decretare il successo dei primi due capitoli, in particolare: Turrican seppe distinguersi dai suoi congeneri anche per la libertà di esplorazione concessa al giocatore, che, accoppiata alla verticalità di molte mappe e al gran numero di segreti sparsi lungo di esse, premiava i giocatori più curiosi e completisti con armi aggiuntive, munizioni extra e piccole chicche (che ci guarderemo bene dallo svelare qui, nonostante siano passati trent’anni).

L’evoluzione nel passaggio dal primo al secondo episodio è evidente nella maggiore ricercatezza del level design, nell’ampliata varietà dei nemici e nel subdolo ma costante innalzamento del già notevole livello di difficoltà, tutti elementi che contribuirono, insieme alla colonna sonora di Chris Huelsbeck, a fare di Turrican II The Final Fight uno dei titoli più amati (e copiati) di tutti i tempi.

Nondimeno, le meccaniche di salto sono invecchiate maluccio e ci è capitato di scivolare in qualche baratro di troppo prima di riprendere la mano con i controlli, ma d’altronde questo era il prezzo da pagare per la fedeltà con cui il team di sviluppo ha riprodotto i titoli originali, senza aggiustamenti al gameplay e senza facilitazioni che pure avrebbero attirato nuove schiere di videogiocatori.

 

I cambiamenti apportati dal team di sviluppo per lo sbarco su console Sega, e qui veniamo a Mega Turrican, datato 1993, portarono ad una progressione di gioco più simile a titoli come i Contra o i primissimi Castlevania, in cui la libertà esplorativa veniva sacrificata in favore di una maggiore spettacolarità, garantita da eventi scriptati assai più frequenti, dall’introduzione del rampino per spostarsi agilmente e dalle accresciute potenzialità tecniche dell’hardware ospite, dotato di molta più memoria e capace di effetti grafici semplicemente irraggiungibili per le macchine Amiga.

A noi, già al tempo (sì, c’eravamo già e giocavamo da qualche anno) di questa versione dispiacque l’abbassamento del livello di sfida complessiva, che si manteneva comunque consistente ma non sfiorava nemmeno i picchi di cattiveria del secondo episodio, ma, a parte quello, Mega Turrican si dimostrò un valido esponente della serie.

Dello stesso anno, anche se noi riuscimmo a recuperarlo con qualche mese di ritardo all’epoca, è la controparte per Super Nintendo, ovviamente ribattezzata Super Turrican, in cui si cercò di mediare, in un certo qual modo, tra le mappe semi aperte dei primi due capitoli e la linearità esplosiva di quello uscito sulla console Sega.

Il risultato fu molto apprezzato dal pubblico, complice anche la grande diffusione della console ospite: pur senza il rampino della versione concorrente, ma con un livello di sfida tornati ai massimi livelli e ulteriori migliorie grafiche, il capitolo uscito sulla scatoletta grigia di Nintendo fu premiato con vendite altisonanti, tanto che procurarsene oggi una copia originale è affare per videogiocatori molto benestanti.

Nel complesso, a distanza di tre decadi dalle pubblicazioni originali, a nostro avviso è il secondo capitolo quello invecchiato meglio, ancora oggi capace di regalare ore di divertimento (non troppe, tutti e quattro i titoli possono essere completati in meno di dieci ore), con l’episodio dedicato al Super Nintendo a seguire a ruota, come perfetta sintesi tra le mappe più aperte dei primi due capitoli ad opera di Trenz e la più marcata linearità della versione Sega, sviluppata invece da Factory 5.

Non manca qualcosa?

Le aggiunte fatte dal team di sviluppo per questa versione Flashback vanno tutte nella direzione della preservazione assoluta del materiale originale, tendendo però una mano anche ai videogiocatori più giovani, che potrebbero lasciarsi scoraggiare dall’alto livello di sfida proposto da tutti i titoli della collezione, incluso quello per MegaDrive, probabilmente il meno impegnativo.

Tra proiettili vaganti e nemici molto mobili, non c'è mai un attimo di pace

Ecco, allora, la presenza di save state multipli attivabili a piacimento, della possibilità di riavvolgere il tempo di qualche secondo per ovviare a morti atroci, e, soprattutto, di quella di inserire in gioco tutti i cheat code originali dell’epoca, capaci di garantire, tra gli altri vantaggi, munizioni e vite infinite nonché temporanea invulnerabilità, al prezzo del mancato sblocco dei Trofei per la versione PS4.

Non mancano una serie di filtri atti ad emulare le sensazioni tipiche del gaming dei primi anni Novanta, tra scanline visibili, effetto curvatura dello schermo e persino la riproduzione in mono dell’audio, che, pur risultando filologicamente corretta, castra un po’ le magnifiche colonne sonora firmate dal già citato Chris Huelsbeck, capaci di dare la paga a tante tra quelle contemporanee.

E qui veniamo anche alle note negative della produzione, che hanno inevitabilmente segnato al ribasso il voto finale, che sarebbe altrimenti stato altissimo, se correlato solamente alla qualità dell’offerta ludica: anche alla luce del prezzo richiesto (di poco inferiore ai trenta euro), la quantità di extra e di modalità alternative non è sufficiente.

Lo sparo multidirezionale vi salverà i fondelli più volte di quante potrete contarne

Eppure la tipologia di gioco si sarebbe prestata benissimo ad aggiunte fantasiose: da una modalità boss rush ad una a tempo, passando per versioni remixate dei livelli, inserendo magari nemici ed armi prese da uno degli altri episodi.

Niente. Nessuna intervista al team di sviluppo o al compositore, nessun bozzetto preparatorio, nessuna piccola chicca di quelle che fanno impazzire i collezionisti (e fanno scucire loro i contanti): ci si è limitati a riproporre le quattro rom e a confezionare un trailer adrenalinico e fine dei giochi.

Anche dal punto di vista della selezione dei titoli le scelte operate non soddisfano fino in fondo: dispiace, ad esempio, l’assenza di Super Turrican 2 (esclusiva Super Nintendo all’epoca giudicata superiore al primo episodio qui presente), della versione originale di Turrican per Commodore 64 (quella inclusa è, infatti, il porting per Amiga) e la conversione per il Nintendo 8 bit, che avrebbe avuto effetti perlopiù nostalgici (non era di certo la migliore del lotto, per usare un eufemismo) ma avrebbe contribuito a dare valore al pacchetto, invece piuttosto scarno.

Il design di alcuni boss di fine livello è ancora oggi sublime

La versione Switch da noi testata si è dimostrata perfetta per la portabilità e i giochi, come spesso accade a quelli bidimensionali con evidenti limiti tecnici, si sono rivelati maggiormente godibili in modalità portatile, grazie alle ridotte dimensioni dello schermo e alla possibilità di effettuare sessioni anche molto brevi grazie ai save state.

Non possiamo che dirci soddisfatti della qualità dell’emulazione e delle performance dei titoli, che, anche nelle situazioni più concitate, non mostrano mai tentennamenti nel frame rate né in modalità portatile né giocando sullo schermo televisivo.

Versione testata: Nintendo Switch

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7,1

Turrican Flashback

Piattaforme: ps4, switch
Non lasciatevi ingannare dal "solo discreto" voto finale assegnato a Turrican Flashback, che è riferito al pigro ed incompleto lavoro di rimasterizzazione, che inspiegabilmente non include né Super Turrican 2 né le versioni NES e C64 del primissimo capitolo. Se avessimo dovuto valutare solamente l'aspetto ludico in sé, considerando quanto bene siano invecchiati questi giochi a trent'anni dalla prima pubblicazione, avremmo premiato il prodotto ININ Games con un numero decisamente più altisonante. Se, quindi, amate gli sparatutto, soprattutto quelli che oltre ai riflessi d'acciaio richiedono colpo d'occhio ed un'attenta analisi delle ambientazioni, il consiglio è comunque di recuperare questa raccolta, magari al primo calo di prezzo. Chissà che il successo e la spinta della community non portino il team di sviluppo ad includere, tramite DLC, anche i giochi mancanti e qualche extra degno di questo nome, come una saga tanto amata avrebbe meritato sin da subito. Come si dice, "la speranza è l'ultima a morire".

Pro

  • Quattro titoli che hanno fatto la storia del genere run'n'gun
  • Save state, funzione rewind e tutti i cheat code originali funzionanti
  • Turrican II vale da solo il prezzo del biglietto
  • Colonne sonore da applausi

Contro

  • Collezione incompleta
  • Prezzo richiesto troppo alto
  • Totale assenza di extra a parte qualche wallpaper
7,1