Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

Pedalare con un pad non è poi così comodo.

Recensione
A cura di Mastelli Speed - 16 Luglio 2019 - 12:11

In concomitanza con l’inizio della gara a tappe più importante della stagione, Cyanide pubblica Tour de France 2019, titolo dedicato alla Grand Boucle ma non solo. La serie, che ormai da qualche anno affianca l’arrivo su PC di Pro Cycling Manager, promette di farci vivere le sensazioni di un ciclista durante le corse più dure e impegnative. Come sarà andata quest’anno?

Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

Le novità di Tour de France 2019

Tour del France 2019 consente di vestire i panni di un ciclista professionista. È possibile infatti comandare l’atleta in prima persona accelerando e frenando, decidendo le traiettorie delle curve e i momenti in cui attaccare. E fin qui, niente di nuovo. Le prime novità, invece, il titolo Cyanide le riserva alle modalità di gioco disponibili.

Oltre alla possibilità di giocare una tappa o una corsa singola, ci si può divertire con le sfide. Queste consistono nell’affrontare alcune delle discese più tecniche delle tappe del tour e, novità di quest’anno, alcuni scenari predefiniti. In alcuni si dovrà trionfare in uno scatto di gruppo, mentre in altri saremo chiamati a vincere la gara dopo essere rientrati in gruppo dopo una foratura. Tutte le sfide possono essere giocate in competizione con altri giocatori in locale. Il multiplayer online, rimanendo in tema, supporta fino a tre giocatori, e consente di correre le varie corse proposte.

Non mancano le due opzioni più corpose, ovvero Pro Team e Pro Leader. Nella prima si sarà chiamati a creare una squadra ex novo, cercando di portarla alla vittoria. Si inizia con competizioni di minore portata fino ad arrivare, si spera dopo alcune vittorie, a potersela giocare nelle gare più prestigiose. Il calendario è rimasto praticamente immutato dall’anno scorso, a eccezione di due new entry. Tour de France 2019, infatti, permette di vivere le emozioni del Giro delle Fiandre e del Campionato Mondiale. A questi si affiancano Giro del Delfinato, Parigi-Roubaix, Tour de France, Parigi-Nizza e altre competizioni minori.

Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

Su del proprio passo

Il numero complessivo delle corse previste in una stagione arriva così a 10, ma se si considera che all’inizio della carriera se ne possono giocare solo tre, si inizia a comprendere come i problemi della modalità Pro Team siano rimasti gli stessi del passato. La ripetitività è sempre dietro l’angolo, e in generale non vediamo miglioramenti netti rispetto al passato.

La modalità Pro Leader non cambia di molto le cose: l’unica differenza è che si dovrà creare il proprio ciclista personalizzato, che si inserirà in una nuova squadra creata dalla IA. Il proprio corridore avrà una propria specializzazione, che influirà evidentemente sulle proprie capacità in corsa. Dobbiamo segnalare con disappunto piuttosto elevato che anche nella versione console del gioco Cyanide peso e altezza non influiscono sulle prestazioni dei ciclisti. Ciò vuol dire che è possibile creare cronoman da 1,65 metri e 100 kg, o scalatori da 2 metri e 45 chili. Per il realismo, purtroppo, tocca aspettare l’anno prossimo.

Una delle cose che ci fa storcere il naso è che anche in questa modalità si possono controllare praticamente tutti i ciclisti della propria squadra, come nell’opzione Pro Team. In ogni caso, durante le corse verranno assegnati degli obiettivi, un po’ come accade in Pro Cycling Manager. Riuscire a centrarli garantirà un maggiore bonus a fine gara, e tutto ciò porterà a uno sviluppo più rapido delle proprie abilità.

Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

Il re (dell’inferno) del nord

Le modalità di gioco di Tour de France 2019 non presentano novità miracolose. Che dire, invece, del gameplay? Anche qui, il gioco sembra portarsi avanti problemi noti già in altre edizioni. Dobbiamo dire che riuscire a riprodurre le tante dinamiche del ciclismo è impresa complessa già con mouse e tastiera, figurarsi con il pad. Di base, quindi, capiamo come l’impresa di creare dinamiche di gioco attraenti sia piuttosto complessa.

In ogni caso, i comandi base rimangono gli stessi: con i grilletti si accelera e si frena, con la levetta si direziona la bici. La gestione della fatica è una versione semplificata di quanto si vede in Pro Cycling Manager. Sono presenti solo due barre. Quella azzurra è l’energia complessiva del ciclista, quella rossa è dedicata agli sprint, e termina molto più velocemente. Il sistema funziona discretamente, e lascia una certa libertà di manovra, specie con i ciclisti più dotati.

Alcune soluzioni abbastanza scomode, però, continuano a persistere. È ancora piuttosto complicato riuscire a organizzare i movimenti di squadra, per esempio ordinando a un corridore di seguire un suo compagno di intento a tirare. Ancora, quando si seleziona il comando per seguire un qualsiasi corridore, si va nel menu principale, e poi si torna in gioco, tocca un po’ destreggiarsi tra il comando per accelerare e quello per seguire. Il tutto, a volte, fa perdere preziosi secondi.

È un po’ un peccato perché il gioco, in alcune occasioni, regala sensazioni piuttosto positive. Ci siamo lanciati, ad esempio, in una Parigi-Roubaix scegliendo la Bora Hansgrohe, la squadra del sempre ottimo Peter Sagan. Abbiamo affrontato i primi tratti in pavé facendo tirare al massimo i nostri gregari più fidati, lasciando il buon Daniel Oss a proteggere il capitano. Appena dopo la foresta di Arenberg, abbiamo lanciato il nostro primo attacco. La selezione ha lasciato al comando una decina di corridori, più o meno quelli che ci si aspetterebbe. Sapendo che Sagan era il più veloce del lotto, abbiamo assistito a numerosi scatti e controscatti dei vari Stybar, Van Avermaet e Naesen. Alla fine però, con una certa facilità, siamo riusciti a rintuzzare ogni scatto e a vincere con facilità nello storico velodromo di Roubaix.

Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

A livello di difficoltà più alto, in effetti, la sfida in certe occasioni è piacevole, anche se non notiamo particolari differenze con il gameplay dell’anno passato. A livello più semplice, invece, la IA appare fin troppo permissiva, specie durante gli sprint, che abbiamo vinto anche con corridori di secondo piano.

Ciao, sono Peter Sagan (ma non ne sono sicuro)

Veniamo all’analisi della parte tecnica di Tour de France 2019 e ad altri aspetti ancora non trattati a sufficienza. Per prima cosa, le licenze: come al solito, la maggioranza delle squadre presenti al Tour è riprodotta nella sua interezza. Maglie e roster sono quelli reali: le rose delle squadre non si limitano ai corridori presenti al tour, ma sono riportate integralmente. Alcuni team presentano la maglia reale ma i roster con i nomi leggermente storpiati, mentre altre squadre sono totalmente sprovviste di licenza. La cosa ogni tanto assume connotati un po’ esilaranti. Se Viviani diventa Viviant, Pasqualon è invece Pasqualol. Vero è che agendo sull’editor è possibile “aggiustare” i nomi sbagliati di squadre e ciclisti, oltre che i parametri degli stessi atleti.

Per quanto riguarda la parte grafica, non ci sembra di scorgere particolari novità rispetto alle edizioni degli ultimi anni. È un peccato che i corridori abbiano fattezze tutti simili tra di loro, anche Peter Sagan, che appare sulla cover del gioco. Se è vero che durante le gare non si presta molta attenzione a questo particolare, durante le cutscene delle premiazioni e poco prima della partenza vedere una schiera di corridori con lo stesso viso è un po’ deludente.

Tour de France 2019, il ciclismo di Cyanide

Anche il sonoro è sostanzialmente immutato rispetto agli anni scorsi. Le frasi (in teoria simpatiche) del direttore sportivo durante le corse non sembrano essere state affiancate da nuove linee di dialogo. Interessanti, invece, i cori ascoltabili durante i tratti di strada più gremiti. Ce ne sono anche in italiano: tra gli altri, abbiamo ascoltato più volte l’esclamazione “Grandissima vittoria!” – che detto nel bel mezzo di una tappa non è una cosa proprio ideale.

+ Regala alcuni momenti discreti
+ Un paio di corse in più rispetto all’anno scorso
- Nessun cambiamento degno di nota in gameplay e grafica
- La modalità Pro Team andrebbe decisamente svecchiata

5.9

Il discorso sembra essere abbastanza semplice: se vi piace il ciclismo, possedete una console e non avete mai provato un titolo della serie, Tour de France 2019 è un titolo che potrebbe stuzzicare la vostra curiosità (magari a prezzo scontato). Se, invece, avete giocato al capitolo dell’anno scorso, non vediamo tantissimi motivi per passare a questa nuova iterazione. Certo, ci sono maglie e roster aggiornati (nella maggior parte dei casi), una nuova corsa e alcune nuove opzioni di gioco, ma il cuore del titolo è molto simile a quanto già visto in passato. Il multiplayer online e locale può aiutare a movimentare il tutto, ma solo fino a un certo punto. Considerato che un commento finale del genere era già stato scritto per l’edizione dell’anno passato, si comprende come forse il progetto abbia bisogno di un cambio di passo netto.




TAG: cyanide, Tour De France 2019

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