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Tormented Souls è (non solo) un omaggio a Resident Evil e Silent Hill | Recensione

Tormented Souls è sul serio un vero survival horror vecchia scuola, ma siamo sicuri che non sia un progetto ormai fuori tempo massimo? Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Sin dai suoi primi vagiti e dalle fasi promozionali, la direzione che Tormented Souls voleva intraprendere era già piuttosto chiara e definita: Dual Effect e Abstract Digital volevano non solo omaggiare mostri sacri del genere survival horror come Resident Evil e Silent Hill, ma avevano anche tutta l’intenzione di proseguire su quel solco per dimostrare la validità di un modo d’intendere l’orrore videoludico che col tempo è andato via via perdendosi.

Tormented Souls

Piattaforma:
PC, PS4, PS5, SWITCH, XSX
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
27 Agosto 2021
Sviluppatore:
Dual Effect, Abstract Digital
Distributore:

Ci si potrebbe legittimamente domandare se quella formula funzioni ancora oggi, visti i progressi e le evoluzioni a cui abbiamo assistito da metà anni ’90 fino a oggi, ma Tormented Souls non mostra mai il minimo interesse verso la questione, e decide di presentarsi al grande pubblico con tutti gli elementi che hanno decretato il successo di quelle opere iconiche.

Oggi esiste però un fisiologico invecchiamento che quei giochi si sono portati dietro, assieme a una serie di problematiche e difetti che non possono essere trascurati. Alla luce di tutto ciò, Tormented Souls può superare incolume la sempre più affilata ghigliottina di critica e pubblico? Può avere appeal per gli estimatori dei survival horror vecchia scuola?

 

Tormented Souls – La storia

Tutto ha inizio quando Caroline Walker, protagonista apparentemente indifesa e coinvolta suo malgrado in un incubo a occhi aperti, riceve una strana lettera dall’ospedale Wildberger firmata da uno sconosciuto. La foto inclusa nella missiva mostra due gemelle e una richiesta d’aiuto sottintesa a cui la ragazza non vuole in alcun modo sottrarsi. Da quel momento in poi, Caroline inizierà a soffrire di lancinanti mal di testa, incubi ricorrenti e una galoppante insonnia.

Uno dei nemici che vi attende nella penombra.

Quasi come a voler indagare sull’origine di un male che pare essersi scatenato in un modo che la protagonista non riesce pienamente a comprendere, decide di recarsi presso una lugubre villa che le riserverà però una brutta sorpresa: una volta raggiunti i corridoi del maniero, Caroline viene aggredita alle spalle e si risveglierà in un vasca, completamente nuda, attaccata a un rugginoso respiratore artificiale e privata di un occhio.

Per quanto tutto possa già sembrare estremo e critico, per Caroline quelli saranno i problemi minori. La villa, costruita secondo la struttura tipica di molti giochi del genere e immersa in una lugubre atmosfera che sarà in grado di mettere in soggezione anche chi è abituato ai soliti cliché, si trasformerà ben presto in un ricettacolo di abomini, terribili misteri e racconti da far accapponare la pelle. Cosa è successo davvero? Quali verità emergeranno nel corso della terribile disavventura che si attesta grossomodo sulle otto-dieci ore ?

Dopo poco tempo vi accorgerete dell'orrore in cui vi siete cacciati.

Lasceremo a voi il piacere di scoprirlo, ma non aspettatevi brillanti evoluzioni narrative o virtuosi esempi legati a colpi di scena clamorosi: si tratta senz’altro di una storia tutto sommato semplice e in grado di funzionare fino alla fine, con persino alcuni chiari riferimenti alle modalità di racconto di silenthilliana memoria, ma quella di Tormented Souls non può essere annoverata tra le più memorabili del genere. Tuttavia un paio di scelte possono condurre a esiti non univoci, e in fin dei conti diversi elementi di trama risultano poco affini ai b-movie a cui invece aderisce la serie Capcom.

Va detto che la poca esperienza degli sviluppatori e la volontà di non allontanarsi troppo da certi canoni hanno avuto in tal senso un ruolo fondamentale. Lo si capisce anche quando peregrinando lungo gli scenari vi accorgerete di una marea di richiami al passato e anche di una meccanica che ricorda in parte la serie capolavoro di Konami, quasi come a voler lasciare intatto tutto ciò che in passato funzionava già.

Ecco, se proprio dovessimo muovere una critica a Tormented Souls, guardando l’opera con gli occhi abituati di oggi, diremmo che gli sviluppatori si sono affidati sin troppo al fattore nostalgia e decisamente meno alle proprie abilità di proporre qualcosa di nuovo (o quantomeno rinnovato) nel mercato.

Attenzione al buio: armatevi sempre del vostro fidato accendino.

Gameplay

Lo stesso vale per le meccaniche legate al sistema di gioco, ai combattimenti e alle modalità di avanzamento, pur riconoscendo agli sviluppatori alcuni miglioramenti che finalmente mettono da parte delle rigidità di gameplay (ci riferiamo in particolar modo ai controlli tank). Caroline si può infatti muovere liberamente, ma dovrà farlo con circospezione poiché le minacce sono sempre in agguato e l’esposizione prolungata all’oscurità arriverà a causarle persino la morte (verrà letteralmente portata via dalle creature).

Per contravvenire a questa problematica, in Tormented Souls potrete equipaggiare un accendino che vi rischiarerà il cammino, mentre se deciderete di imbracciare la sparachiodi o qualunque altra arma, sarete esposti alle mortifere tenebre che non vi lasceranno scampo. Come avrete capito, il dualismo tra luce e buio permea gran parte dell’avventura, al punto che ci saranno stanze in cui bisognerà capire bene come avanzare, anche alternando le due soluzioni. Per esempio, in alcuni luoghi specifici sarete inseguiti da mostri mentre Caroline è costretta a tenere acceso l’accendino, prima di trovare magari una lampada o un’altra fonte luminosa che le permetta di difendersi senza brancolare nel buio e incontrare una prematura dipartita.

Il gioco è vecchia scuola anche per quanto riguarda i combattimenti.

Va aggiunto che impiegherete poco tempo a capire quanti colpi servono per le diverse tipologie di mostri, quale portata hanno e a quale velocità sono in grado di aggredirvi, ma gli spazi spesso angusti vi costringeranno spesso a gestire con impeto gli scontri. Uno dei difetti che ci ha piuttosto infastidito è rendersi conto che sparare non ha il potere di interrompere le animazioni di attacco avversarie, pertanto avere le spalle al muro non è mai una buona idea nemmeno quando avrete una sufficiente fornitura di munizioni.

Ciò non accadrà spesso, perché le risorse sono piuttosto scarse e bisognerà imparare a gestire con attenzione le cure e i momenti in cui le situazioni di gioco si fanno più complicate. C’è modo di poter compiere un balzo indietro per evitare un attacco improvviso, ma considerata la conformazione di certi ambienti, non è una manovra che vi tornerà sempre così utile.

Il sistema di combattimento ha altre criticità dipendenti anche dalla gestione delle telecamere fisse e talvolta semi-mobili, che come in passato non consentono di vedere esattamente dove si sta sparando (nonostante ci sia l’agganciamento automatico), né tantomeno a quale distanza si trovi il nemico prima che appaia effettivamente nella schermata in cui vi trovate. Oltretutto, entrando e uscendo da una porta il gioco tende a memorizzare l’ultima posizione del mostro, che da bloccato riprenderà ad animarsi come se durante la vostra assenza fosse rimasto sospeso in una sorta di stasi. Diventa facile immaginare come potrebbe andare a finire se siete appena sfuggiti dalle sue grinfie e sarete poi costretti a incontrarlo di nuovo.

Enigmi e comparto tecnico

Arriviamo con la recensione di Tormented Souls proprio quando gli sviluppatori hanno sistemato alcune problematiche e hanno aggiunto la lingua italiana. Inoltre, la possibilità di richiamare la mappa con la pressione di un singolo tasto risulta più lungimirante, se considerate l’importante backtracking proposto dal gioco, che anche da questo punto di vista aderisce con forza al passato del genere. Il continuo andirivieni e la buona diversificazione degli ambienti (tutti piuttosto ispirati, benché assai classici) vi consentiranno ben presto di orientarvi con grande facilità senza l’ausilio di un vademecum cartaceo.

A colpire è la buona qualità degli enigmi, taluni meno scontati del solito e tendenti ad essere risolti non immediatamente. Se eravate dunque abituati a trovare un oggetto particolare da usare di lì a breve, in Tormented Souls questo non sempre accadrà, e talvolta arriverete persino a chiedervi se non vi sia sfuggito qualcosa proprio sotto al naso. Inoltre, il gioco presenta una meccanica parzialmente mutuata dall’Otherworld silenthilliano, introducendo una versione alternativa di alcuni ambienti. Qui, però, non è il gioco a trascinarvi con forza nell’incubo in determinati momenti prestabiliti, ma sarete voi a dover scandire questo ritmo.

Tornando agli enigmi, questi prevedono un’interazione simile a quelli visti nelle avventure grafiche, col puntatore che deve necessariamente essere sovrapposto alle parti su cui è possibile intervenire: potrete dunque muovere valvole, azionare interruttori o tasti, oppure incastonare un oggetto semplice o combinato, avendo così una maggiore complessità di fondo.

Il comparto tecnico, complice un budget chiaramente assai risicato e non paragonabile alle opere da cui Tormented Souls trae ispirazione, alterna buoni momenti ad altri meno riusciti. Le animazioni sono discrete, ma a volte avrete la netta sensazione che manchino alcuni movimenti di raccordo; la modellazione poligonale va dal buono delle creature all’appena sufficiente dei modelli umani. Tuttavia, lo ripetiamo, l’atmosfera è davvero ottima, riuscita e si fregia di un’estetica che non perde mai la bussola quando si tratta di convogliare una visione artistica chiara e coerente.

Tormented Souls ha di certo tutti i difetti dei vecchi survival horror, ma ne possiede anche gran parte del fascino smarrito tra gli annali. Se riuscirete ad approcciarvi al titolo dandogli la giusta dimensione, e accettando che si tratti di un’opera che sceglie di avere una concezione che oggi potrebbe non incontrare il gusto di chi si è abituato ad altri standard, non vi pentirete affatto di avergli dato una chance.

Versione recensita: PC

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7,4

Tormented Souls

Piattaforme: pc, ps4, ps5, switch, xsx
Tormented Souls è esattamente ciò che anela un nostalgico dell'era d'oro dei survival horror. Non fa nulla per dimostrarsi diverso o per introdurre novità importanti all'interno del genere: semplicemente, è un gioco su quella stessa scia, a cui non importa letteralmente nulla dell'evoluzione e degli oltre vent'anni passati da allora. Naturalmente si trascina dietro anche i difetti più conclamati, e per approcciarvi all'opera dovrete accettare di buon grado tutte le sue fisiologiche limitazioni.

Pro

  • Molto vecchia scuola e capace di riaccendere ricordi che parevano ormai perduti...
  • Buona gestione degli enigmi

Contro

  • ... I difetti di quella vecchia concezione sono tutti lì, rimasti inalterati
  • Sistema di combattimento con delle ingenuità di troppo
7,4