The Walking Dead: L’Ultima Stagione, la recensione del secondo atto

E quindi, Clementine, è così che andrà a finire? Dopo le ben note vicissitudini degli ultimi giorni di Telltale, l’arrivo del nuovo episodio della stagione conclusiva di The Walking Dead serve ad accrescere ancora di più il senso di disagio nei confronti di una vicenda che  porta con sè tutte le sue ombre. In ogni caso, in questa sede abbiamo il compito di analizzare di Bambini Sperduti, il secondo (e forse ultimo?) capitolo delle più recenti avventure di Clementine. Vediamo come è andata.

Azione e reazione

Le cose, per Clementine e AJ, non sembrano andare molto bene all’inizio di questo secondo episodio. Dopo gli eventi del finale del primo capitolo, infatti, la posizione dei due protagonisti è piuttosto in bilico, e starà agli altri ragazzi decidere del futuro dei due. Per motivi su cui sarebbe inutile indugiare, in questo secondo episodio il giocatore avrà modo di approfondire la conoscenza di alcune figure e, allo stesso tempo, fare conoscenza con alcune nuove figure. Non manca, inoltre, il ritorno di un vecchio personaggio, che giustifica così una sequenza del flashback iniziale del primo episodio che, altrimenti, ci era sembrata essere un po’ fuori luogo.

Nel complesso, gli avvenimenti narrati in Bambini Sperduti sono piacevoli, sebbene sempre piuttosto prevedibili. Nel momento in cui abbiamo compiuto alcune delle scelte “campali” dell’episodio, ovvero quelle che chiaramente indirizzavano le reazioni dei personaggi verso una direzione precisa, abbiamo quasi sempre indovinato dove la storia andasse a parare. Non è necessariamente un male, ma quella certa sensazione di slancio che avevamo provato nel primo episodio sembra si sia persa. L’episodio, in un certo senso, si poggia su due climax, posti all’inizio e alla fine, lasciando alla parte centrale di circa un’ora e mezzo il compito di riempire e allungare un po’ la storia. Questo tempo è stato sfruttato per illustrare meglio la presenza di alcuni personaggi secondari, che a seconda dei casi vanno dall’essere estremamente fastidiosi a fin troppo riconoscenti verso una ragazzina (Clementine) conosciuta pochi giorni prima.

Ci sono piaciute, invece, le parti in cui è stato necessario “insegnare” a AJ come comportarsi e, soprattutto, a come fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. Il piccolo, meno insopportabile di quanto temevamo alla fine del primo episodio, si è rivelato essere un buon comprimario. Per il resto, l’intreccio spinge quasi fin da subito il giocatore a una scelta precisa, magari anche sentimentale, che opportunamente verrà rinfacciata durante il finale. Si tratta delle tipiche dinamiche narrative di Telltale che, non possiamo dirlo al momento, potremmo vedere o non vedere mai più.

Come accordare un pianoforte

Nella recensione dell’episodio precedente accennavamo ad alcuni cambiamenti nel gameplay che, in alcuni casi, ci avevano portato addirittura alla morte di Clementine. Anche questo secondo capitolo conferma in parte quanto visto nell’atto precedente. Ci sono sempre meno quick-time-event, a discapito di alcune sequenze in tempo reale in cui siamo stati chiamati a far fuori alcuni zombi in vari modi. Dobbiamo ammettere, senza riuscire a nascondere un po’ di vergogna, di essere morti anche in questo secondo episodio, specie durante una sequenza in cui il gioco ci obbligava a utilizzare l’arco che, a causa di un certo ritardo tra la pressione del tasto e lo scoccare della freccia, risultava un po’ impreciso.

Per il resto, l’impatto maggiore delle nostre decisioni sembra riguardare ancora una volta il rapporto con i vari personaggi. A fine episodio, infatti, abbiamo assistito al riepilogo delle nostre scelte, e a come queste abbiano scatenato reazioni differenti nelle varie figure secondarie. Va detto che, anche in questo caso, siamo stati un po’ sorpresi da come il gioco abbia interpretato le nostre intenzioni, con risultati che non ci sono sembrati sempre in linea con quanto visto nel corso dell’episodio.

Bambini Sperduti dura circa due ore, la durata ormai standard degli episodi Telltale: in questo lasso di tempo, pertanto, non si segnalano particolari scossoni dal punto di vista delle dinamiche di gioco anche se, guardando alle stagioni precedenti, il tentativo di proporre un’esperienza un po’ più dinamica è se non altro presente.

La foresta nera

Dal punto di vista estetico non si segnalano particolari degni di nota. Le ambientazioni sono praticamente uguali a quelle del primo atto e, anzi, possiamo dire che dal punto di vista delle location Bambini Sperduti è un capitolo molto più limitato rispetto al primo episodio. Per la maggior parte del tempo, infatti, la storia si svilupperà all’interno degli ambienti del capitolo precedente, senza alcuna novità degna di nota.

Per ultimo, non ci resta che segnalare il consueto buon lavoro compiuto sul doppiaggio in inglese, accompagnato (vale la pena ricordarlo ancora una volta) dalla localizzazione testuale in italiano.

- Il rapporto tra Clementine e AJ è ben realizzato
- Vengono introdotti personaggi nuovi e già conosciuti
- Lo slancio della storia sembra esserersi fermato
- Decisioni piuttosto prevedibili

7.4

È molto strano recensire un gioco che, al momento, non è più in vendita, sviluppato da una compagnia che vive i suoi momenti più difficili. Bambini Sperduti, in ogni caso, non è un episodio del tutto malvagio: certo, la storia sembra aver perso un po’ lo slancio del primo capitolo ed essersi assestata su dinamiche piuttosto prevedibili, anche se le vicende di Clementine e compagni procedono in maniera gradevole. Accanto alla presenza di personaggi piuttosto insopportabili e decisioni fin troppo forzate, allora, si affacciano vecchie conoscenze e nuovi protagonisti che, chissà, forse in futuro potrebbero regalare soddisfazioni. Sempre ammesso, ovviamente, che la storia della povera Clementine possa trovare la fine che merita.