The Walking Dead: L’Ultima Stagione, Broken Toys Recensione | La fine si avvicina

Dopo una partenza compassata e con qualche scena fin troppo lenta, Broken Toys riesce a risollevarsi con un finale incalzante.

Ci ritroviamo per discutere ancora dell’ultima stagione di The Walking Dead, gioco che meritava ben altra sorte e vittima della surreale situazione venutasi a creare attorno a Telltale. Dopo l’entrata in scena definitiva di Skybound, che si è assunta l’onere di portare a termine lo sviluppo del gioco, abbiamo quindi provato il terzo capitolo della storia, chiamato Broken Toys. Cerchiamo di capire, allora, verso che tipo di conclusione sta virando la storia di Clementine.
Clementine, TWD Terzo episodio

Il meglio arriva alla fine

Riannodare i fili di una vicenda in cui è necessario ricordarsi molti personaggi, nomi e scelte effettuate è risultato essere un compito piuttosto complesso nel caso di Broken Toys, considerato che l’episodio precedente è stato pubblicato a settembre. I primi istanti di gioco, pertanto, ci hanno piuttosto disorientato non tanto perché non ricordassimo chi e cosa stessimo facendo, quanto per il riaffiorare della sensazione che il tutto si poggi su basi un po’ fragili. Ricordiamo, infatti, che la sempre ottima Clementine è ora entrata in un gruppo composto da ragazzi “difficili” che devono affrontare un nemico piuttosto pericoloso, ovvero quella Lilly che già nella prima stagione si era fatta particolarmente odiare per i suoi comportamenti.

La sensazione che avevamo già avuto giocando i primi due episodi, e che in parte viene confermata anche in questo nuovo atto, è che si sia scelto di dare molto peso alla prima stagione della serie, tralasciando in parte la seconda dimenticando totalmente la terza. Si spiegano in questo modo alcuni momenti in cui Clementine, rifugiandosi nel passato, incontra nuovamente un vecchio amico, ma anche il semplice fatto che il villain principale di questa stagione è un personaggio, proprio Lilly, che ha imperversato nella parte iniziale della prima tornata di episodi.

Final Season

In ogni caso, questo episodio di The Walking Dead vive di numerose sequenze riflessive o, se si vuole essere un po’ cattivi, di momenti piuttosto lenti e forse in alcuni casi evitabili. Diciamo questo perché i primi due episodi, tutto sommato, non sono riusciti a far entrare nelle nostre grazie i personaggi introdotti. Non abbiamo ancora capito, ad esempio, perché Clementine debba sacrificarsi così tanto per un gruppo di persone che ha incontrato solo poco tempo prima, e di certo la grande distanza tra un episodio e l’altro ha diminuito ancora di più il nostro interesse verso alcune delle figure coinvolte.

Il grande merito di Broken Toys, almeno dal punto di vista narrativo, è che riesce però ad appassionare il giocatore man mano che ci si avvicina alla fine dell’episodio. Dal punto di vista strutturale, si ha un po’ la stessa situazione registrata nell’episodio 2, dove trovavamo tutta una fase di preparazione alla sequenza finale dell’attacco di Lilly e compagni. Anche nel terzo capitolo la situazione è molto simile, ma con un finale più intenso e dal ritmo incalzante. Nell’ultima mezz’ora, grossomodo, l’esperienza proposta da questo terzo atto ci ha convinto molto e, finalmente, ci ha fatto provare qualcosa per alcuni dei personaggi di contorno introdotti in questa nuova tornata di episodi. Le scelte da compiere, piuttosto radicali, avranno un impatto importante soprattutto su AJ, che si comporterà in determinati modi a seconda delle nostre azioni.

The Walking Dead

Si cerca di fare qualcosa di nuovo

Dal punto di vista del gameplay, Broken Toys continua sulla falsariga dei precedenti atti dell’ultima stagione di The Walking Dead. L’impressione, pertanto, è quella che Telltale avesse se non altro iniziato a esplorare nuove, possibili dimensioni per il gameplay delle sue avventure, proponendo alcune variazioni sul tema. Rispetto agli altri due episodi, questo atto presenta meno momenti dinamici, a beneficio di scene (in teoria) che puntano sulle emozioni. I QTE sono comunque presenti, sebbene risultino piuttosto piacevoli, e impiegati in sessioni simil-stealth che comunque hanno il merito di alzare un po’ la tensione.

La sensazione che il tutto sia leggermente più articolato rispetto al passato deriva dalla fase di preparazione alla sequenza finale, nonché a una maggiore complessità nei rapporti con gli altri personaggi, che viene esplicitata alla fine con un riassunto riguardante i sentimenti dei protagonisti secondari nei nostri confronti. Come abbiamo avuto modo di dire nei precedenti episodi, si tratta di una trovata anche piuttosto carina, sebbene non sempre così coerente con quanto ci sembrava di aver detto o fatto nel corso dell’episodio.

In ogni caso, parlare di novità di gameplay per una serie di giunge al termine, e sviluppata per metà da uno studio avviato al fallimento, è di per sé un esercizio piuttosto complesso: di certo c’è che la classica formula Telltale può continuare a dire la sua solo se sostenuta da una storia credibile, e nel caso di Broken Toys l’obiettivo è tutto sommato raggiunto.
Aesthetic

Zombi fumettosi

La grafica di The Walking Dead: L’Ultima Stagione nel complesso è tutt’altro che malvagia, e in alcuni casi la sensazione è quella di trovarsi davanti a scene fortemente influenzate dalla controparte cartacea delle avventure create da Robert Kirkman. Anche nel caso di Broken Toys dobbiamo ribadire il concetto, specie nella realizzazione dei “walker”, che ricevono diversi primi piani.

Per il resto, non si registrano particolari motivi di interesse dal punto di vista audio o video, anche se dobbiamo fare un appunto sul lato tecnico. La versione da noi provata, quella PlayStation 4, soffriva di cali di framerate improvvisi durante uno stacco tra una cutscene e l’altra durante la parte finale dell’episodio. Questo “stacco” tra le scene animate e quelle in cui si riprende il controllo di Clementine non è nuovo, ma il calo di framerate è risultato un po’ fastidioso.

+ Parte finale incalzante e ben realizzata
+ Alcuni personaggi secondari iniziano ad avere un qualche senso
- Alcune scene rallentano un po’ il ritmo della narrazione

7.6

Dopo una partenza compassata e con qualche scena fin troppo lenta, Broken Toys riesce a risollevarsi con un finale incalzante, che forse per la prima volta in questa stagione riesce a far affezionare un po’ ai personaggi secondari e che in ogni caso lascia tutto in sospeso. Sul fronte del gameplay le novità sono sostanzialmente nulle, mentre è da segnalare qualche piccolo calo di framerate sulla versione PlayStation 4.