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The Shattering, frammenti di memorie sepolte – Recensione

The Shattering parla dei problemi psicologici legati alla sfera affettiva, ma non riesce a osare quanto dovrebbe. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

The Shattering nasce dalla passione di cinque amici e da un’idea di Marta Szymańska, che in quel periodo stava studiando il contrasto del bianco e nero nell’intrattenimento horror, nei videogiochi e nella cultura. Il tema ruotava attorno alla premessa che gli orrori e la paura potessero essere rappresentati usando il bianco e l’assenza di informazioni, anziché il nero e la presenza di mostri e nemici. The Shattering non è però un horror, né tenta di esserlo mai nei diversi frangenti di gioco; vuole delineare al meglio la tribolata vita di un uomo passato attraverso traumi psicologici che hanno plasmato la sua personalità e il suo modo di vivere, ormai soggiogato dalla sua salute mentale precaria (a proposito di videogiochi e introspezione).

The Shattering – Ricordi sepolti

The Shattering

Piattaforma:
PC
Genere:
avventura-grafica
Data di uscita:
21 Aprile 2020
Sviluppatore:
Super Sexy Software
Distributore:

In The Shattering, i traumi scatenanti di John sono sepolti nella sua memoria, restia a far riaffiorare (e in ultima battuta ad accettare) gli eventi che sin dall’infanzia lo hanno segnato. In un bianco abbacinante e asettico che non dà punti di riferimento, v’imbatterete nel protagonista mentre fa una seduta dallo psichiatra, il quale usa l’ipnosi per indurlo ad abbandonarsi a se stesso e rivivere ciò che a lungo lo ha angustiato. Nel corso di cinque capitoli dalla durata complessiva di circa 4-5 ore, la vicenda tocca i momenti salienti del passato di John, che vanno dall’età infantile a quella adulta, mettendo in luce tutti quei segreti taciuti che giacciono sul fondo della coscienza.

John è uno scrittore che nel primo capitolo del gioco svela il ricordo di quando cercava pace in un hotel, non sopportando ogni minimo rumore che lo distraeva dal lavoro. Di John si nota una forte tendenza all’alcolismo, alle esagerazioni che sono frutto di gravi distorsioni cognitive e all’autolesionismo. Ma è nel corso dell’avventura che verranno a galla i reali motivi di questi comportamenti.
Lo psichiatra cerca l’origine delle inibizioni mentali del paziente scavando nel passato, tentando di costruire delle fondamenta su cui poter edificare il rapporto fiduciario e la consapevolezza del protagonista. Ecco dunque che John si ritroverà a rivivere le terribili angherie subite da bambino, i fallimenti dell’età post-adolescenziale, un ricovero psichiatrico dopo un brutto crollo e una storia andata in malora, assieme ad altri eventi raccontati attraverso un misto tra narrazione ambientale e classica.

Considerando i temi trattati, The Shattering non riesce a essere efficace come dovrebbe, lasciando inspiegabilmente nelle retrovie alcuni buoni spunti non sufficientemente approfonditi. Il finale mediocre e poco incisivo, che non vi lascerà nulla addosso, non riesce a mantenere lo stesso tenore di un paio di scene piuttosto riuscite, né ci riesce il resto dell’avventura. The Shattering non osa quando dovrebbe, narra una storia sin troppo generica e fa l’errore di voler accomunare il destino e la vita del protagonista con quello di sin troppe persone comuni. La speranza degli sviluppatori era evidentemente quella di stimolare gli utenti ad avere slanci di empatia che avrebbero dovuto far comprendere meglio cosa John avesse passato; al contrario, per via di alcuni eventi tutt’altro che drammatici, i giocatori si ritroveranno a minimizzare quei traumi, declassandoli a problemi non di certo esistenziali. Alcune lungaggini del sistema di gioco, che obbligano a indugiare su elementi di contorno, non aiutano a mettere a fuoco ciò che più conta, col risultato di far apparire The Shattering come un ottovolante di emozioni dalla curva sinusoidale modesta e senza picchi.

Il bianco che tutto avvolge

The Shattering è un’avventura fortemente story driven, dove non esiste spazio di manovra per operare in modo diverso rispetto a quanto stabilito con fermezza dagli sviluppatori. Alla stregua di un walking simulator con blandi elementi da puzzle game, l’opera di Super Sexy Software lascia che la storia si abbatta sul giocatore facendolo interagire con pochi oggetti, di cui solo un paio si rivela davvero utile per l’avanzamento lungo i capitoli. Talvolta, in The Shattering non è nemmeno così chiaro come si debba agire, e analizzare gli scenari per tentativi è qualcosa che vi ritroverete a fare più di una volta.

Non si tratta di difficoltà generate dai puzzle, che in realtà sono pressoché nulli, ma di alcune forzature di design che collocano The Shattering tra i titoli concettualmente di inizio anni duemila. Sebbene alcune situazioni di gioco siano poco intuitive, altre riescono a restituire la sensazione opposta, dividendo il gioco in due distinti blocchi che sembrano programmati con filosofie differenti. Molto interessanti sono le fasi in cui bisogna rispondere ad alcune domande che lo psichiatra vi pone, utili a capire quali inclinazioni temperamentali abbiate, assieme a dei test di Rorschach a cui però sono state associate solo due tipologie di risposte da dare.

Artisticamente The Shattering fa un uso intelligente del bianco assoluto per creare immagini in cui il giocatore perde l’orientamento visivo, mettendo così in risalto alcuni degli oggetti che raccontano molto sul passato del protagonista. Curiosa è anche la scelta di non mostrare nessuna figura umana, come a volerle spersonalizzare tutte quante. Durante i dialoghi vedrete infatti gli oggetti muoversi da soli, come se una forza invisibile li stesse usando, mentre le voci offriranno gli stimoli uditivi utili a ricordare il passato e a dipingere le incertezze del presente. Graficamente The Shattering è molto basilare e fa un uso scolastico di Unity, con ambienti piuttosto raccolti che non offrono mai grandi scorci visivi. Buona invece l’intuizione di far apparire delle frasi all’interno delle schermate di gioco, sulle pareti e sul pavimento, imprimendo con forza parole che pesano come macigni.

+ Alcune soluzioni di design dei livelli e della narrativa funzionano molto bene
+ La storia si presenta subito come intrigante e ricca di risvolti psicologici…
– … Ma non si approfondiscono a sufficienza i temi e alcuni episodi di vita del protagonista
– Interazioni limitatissime e sempre obbligate
– Nonostante sia sostanzialmente su binari, talvolta risulta poco intuitivo

6.9

Intrigante e con tematiche delicate legate ai malesseri della psiche, The Shattering si presenta come un’opera peculiare e con una carica non indifferente di sperimentazioni visive. Tuttavia la storia risulta essere in ultima battuta sin troppo generica, incapace di approfondire adeguatamente argomenti complessi e articolati come i disagi della sfera affettiva e i riverberi che i traumi infantili hanno nell’età adulta.