The Operational Art of War IV Recensione I Giochiamo alla guerra

Recensione
A cura di Daniele Spelta - 31 Ottobre 2018 - 10:51

Rido ogni volta che penso ai leoni da tastiera, che con la scusa di un mancato realismo attaccano Battlefiled V – o anche Total War: Rome II, anche se la questione ha fatto meno notizia – come se l’opera di DICE ed Electronic Arts fosse mai stato un trattato sull’arte bellica.

Ecco, sfiderei questi presunti difensori della Storia a giocare ad The Operation Art of War IV, giusto per capire cosa significhi metter le mani su un titolo che fa davvero della accurata ricostruzione dei conflitti moderni la sua ragion d’essere, dalla Somme alle epiche battaglie lungo i gelidi confini russi della Seconda Guerra Mondiale, passando per scontri sui quali sono state spese meno righe di inchiostro, come la non ancor conclusa guerra fra le due Coree.

Sono piuttosto certo che questi accusatori mollerebbero il colpo dopo pochi turni, sommersi da una profondità tattica figlia di vent’anni di esperienza maturata attraverso ben sette capitoli differenti, una longevità che converge tutta in quegli esagoni di The Operation Art of War IV, dove il team di TrickeySoft ha ricreato uno tra i migliori wargame attualmente disponibili sul mercato, pesando correttamente immediatezza e profondità.

The Operational Art of War IV

La guerra a portata di click

Il gameplay di The Operation Art of War IV potrebbe essere riassunto nella frase “Spostare delle icone lungo una mappa suddivisa in esagoni”, ma sarebbe come ridurre il gioco degli scacchi ad un semplice movimento di pedine su e giù per una griglia chiaro-scura, senza alcuna pianificazione alle spalle.

Mouse alla mano, il titolo si risolve effettivamente in pochissimi click e le istruzioni date alle proprie divisioni sono tutte racchiuse in una manciata stretta di comandi e non serve essere degli strateghi militari con i gradi cuciti sull’uniforme per iniziare il conflitto. Ma proprio qua viene il bello, perché dietro a questa intuitività il team di sviluppo ha creato un sostrato tattico impressionate, dove ogni mossa, anche quella compiuta in pochissimi secondi, richiede minuti e minuti di pianificazione, esattamente come i già citati scacchi.

Disposte lungo alcuni dei più celebri – e purtroppo sanguinosi – scenari bellici, nella loro estrema stilizzazione, le truppe sono un vero e proprio concentrato di informazioni, un insieme di parametri che spaziano dalla salute alla potenza di fuoco, passando per i rifornimenti e la coesione. Scagliare un battaglione a testa bassa contro le trincee nemiche è sempre una mossa suicida, che non si conclude esclusivamente con la distruzione di quelle singole unità, ma con una falla nel sistema di difesa che potrebbe portare al collasso dell’intero esercito.

The Operation Art of War IV è una perfetta macchina causa-effetto, non c’è spazio per l’aleatorietà ed è proprio questa fredda natura calcolatrice ad esaltare le capacità tattiche del giocatore, che deve essere bravo a valutare attentamente le numerose variabili messe in gioco.

The Operational Art of War IV

Reclute senza ordini

Come spesso accade nei giochi di nicchia, anche The Operation Art of War IV cade però nel tranello dell’autoreferenzialismo, non fa molto per venire incontro a quei giocatori meno disposti a perdersi fra le quasi duecento pagine – ovviamente tutte in inglese – del manuale di gioco e anche i tre filmati di tutorial disponibili su YouTube sono solo le primissimi basi del titolo.

In tal modo, nonostante la semplicità dei comandi, è inizialmente difficile comprendere a pieno il significato dei vari modificatori e, soprattutto, come navigare attraverso i numerosi menù di gioco, delle finestre su una vastissima disposizione di ordini e strategie. Forse la stessa chiusura aumenta la soddisfazione nel momento in cui si vede il pieno compimento del proprio piano offensivo o difensivo, ma di certo qualche spiegazione in più sulle meccaniche di gioco non avrebbe guastato, se non altro sulla particolare disposizione dei turni e sulla gestione dei punti azione delle unità.

Le fasi di gioco sono infatti divise in dieci frazioni, dalla durata variabile e che dipendono dagli ordini impartiti alle proprie truppe: muoversi lungo una strada sarà un’operazione poco dispendiosa, al contrario di un conflitto prolungato in una foresta. Inizialmente è difficile capire come vengano consumate queste “porzioni” di turni, ma dopo un po’ di allenamento il giocatore si accorge che la colpa è solo sua, perché in realtà The Operation Art of War IV mette sempre tutto nero su bianco, anche se il contrasto non è sempre evidente.

The Operational Art of War IV

Fuoco alle polveri

Le prime ed inevitabili sconfitte sono una necessaria palestra, ma una volta che ci si è fatti le ossa sfruttando alcuni scenari di tutorial più semplici, dove non vengono impiegati tutte i raffinati ingranaggi di gioco, ecco che si scopre tutta la genuina meticolosità del lavoro compiuto da TrickeySoft. Nulla è lasciato al caso e questo stesso articolo non basterebbe anche solo per parlare della mappa di gioco, un tripudio dinamico di fattori, dal clima alla conformazione morfologica, in un processo che, turno dopo turno, porta anche le stesse caselle a cambiare.

Il sistema logistico dei rifornimenti dovrebbe poi essere preso e copiato da qualsiasi altro wargame, perché coniuga perfettamente profondità e immediatezza, costringe il giocatore a pensare ad una corretta disposizione delle truppe, ma senza appesantire la linea di comando con ulteriori inutili passaggi e sprechi di click, e lega la invisibili carovane dei rifornimenti agli stessi punti azione necessari per i movimenti delle divisioni sulle caselle. Ma è nel momento dello scontro che The Operation Art of War IV fa del suo meglio, con dei piani battaglia che possono essere definiti fin nel minimo particolare, decidendo quali e quante unità usare, se protrarre l’offensiva senza badare alle potenziali perdite o se, al contrario, limitare i danni.

Proprio come nella realtà, non tutte le divisioni sono uguali, c’è l’artiglieria sempre pronta a dare il suo supporto, mezzi corazzati, marines, postazioni antiaeree e, come se non bastasse, vanno aggiunte anche le operazioni navali, vere e proprie protagoniste in alcuni specifici scontri.

Parlando proprio di questi ultimi, essi sono divisi in alcuni macro-scenari, composti per l’appunto da svariati teatri di guerra, che differiscono per ampiezza della mappa, per numero di turni e per il lasso temporale che queste fasi simulano, il tutto con un occhio sempre ben puntato a quello che fu la controparte reale del conflitto qui simulato.

The Operational Art of War IV

Guerra a tavolino

The Operation Art of War IV non è uno di quei titoli che colpisce per la bellezza estetica, ma la grafica minimale risulta comunque funzionale e può essere migliorata – o resa ancora più lineare a seconda dei gusti – grazie a qualche piccola opzione estetica. Le uniche reali pecche risiedono nella scarsa leggibilità della mappa, che non esalta a sufficienza le differenti caratteristiche delle caselle – le montagne mal risaltano rispetto alle pianure per esempio – e che costringe a leggere testualmente la descrizione della conformazione, e in una UI macchinosa e che con tasti che rispondono alle volte con poca rapidità.

Volendo possono essere mostrati su schermo tutti gli elementi di gioco, come il clima, le linee di rifornimento e il nome delle città, ma a quel punto si farebbe quasi fatica a riconoscere le icone delle truppe in quel groviglio. Durante la prova non sono mancati poi alcuni glitch grafici, mentre risulta molto buona la fluidità dei turni che, anche negli scenari dal più vasto respiro, non rubano più di un paio di minuti per essere calcolati dall’IA. Infine, occorre segnalare la presenza dello strumento di editor per le mappe, laboratorio in cui disegnare ambientazioni sempre differenti e che già stanno popolando lo Steam Workshop.

+ Tutta la strategia del mondo in pochi click
+ Ricco di sfaccettature
+ Tanti scenari fra cui scegliere
+ L'editor delle mappe garantisce sempre contenuti nuovi
- Tutorial assente
- UI macchinosa e lenta a reagire
- Ogni tanto si fatica a leggere le informazioni

8.5

The Operational Art of War IV mantiene le sue promesse e, attraverso decine e decine di teatri bellici finemente ricostruiti, mette il giocatore davanti ad un’opera che chiede innanzitutto pianificazione e tattica, limitando le azioni a pochi click e spostamenti, compiti dietro i quali si deve necessariamente però stendere un accurata strategia. Gli elementi messi in gioco da TrickeySoft sono davvero numerosi e potrebbero sommergere i novizi, meno pronti a spendere qualche minuto – leggasi ore – per apprendere i concetti contenuti nelle numerose interfacce, purtroppo scarsamente introdotte da un tutorial pressoché assente. The Operation Art of War IV non vuole essere un titolo per tutti, ma gli amanti dei wargame certamente troveranno, fra esagoni, divisioni, linee di rifornimento e clima variabile, pane per i propri denti.




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